“Ascoltare il grido dei poveri e della terra”: il Sinodo come conversione del cuore

Foto di Dulana Kodithuwakku su Unsplash
Il Rapporto finale del Gruppo di Studio 2 del Sinodo chiede alla Chiesa di riconoscere nell’ascolto dei poveri e della terra un atto di fede
Il Rapporto finale del Gruppo di Studio 2, dedicato ad “Ascoltare il grido dei poveri e della terra”, ha pubblicato il 23 marzo il suo Rapporto Finale che parte da una convinzione forte: questo ascolto non è un’opzione pastorale, ma appartiene al cuore della fede stessa della Chiesa.
Ascoltare significa entrare in un processo integrale che comprende incontro, comprensione, azione, valutazione e accompagnamento spirituale.
Non si tratta quindi solo di “sentire” problemi sociali o ambientali, ma di lasciarsi convertire nel modo di vivere il Vangelo, a partire dal duplice comandamento dell’amore e dall’icona del Buon Samaritano.
Il Rapporto ricorda che il grido dei poveri e il grido della terra sono interconnessi: dove le persone sono rese povere, spesso la casa comune è devastata, e dove l’ambiente è sfruttato, sono i più fragili a pagare il prezzo più alto.
Il Gruppo 2 sottolinea che la Chiesa possiede già molti strumenti di ascolto: parrocchie, Caritas, comunità di base, movimenti, reti ecumeniche e organismi internazionali.
Il problema è la tentazione di “delegare” ad alcune strutture specializzate ciò che riguarda invece la responsabilità di ogni battezzato.
Per questo il Rapporto invita quindi a:
– fare dei poveri soggetti e non oggetti di pastorale, protagonisti della trasformazione ecclesiale e sociale, in continuità con il magistero recente;
– integrare l’ascolto dei poveri nei processi ordinari delle comunità (consigli pastorali, discernimenti, visite, percorsi di formazione);
– promuovere un Osservatorio ecclesiale internazionale sulla disabilità, perché la voce delle persone con disabilità sia riconosciuta come luogo teologico e non come “tema speciale”.
Il Rapporto finale auspica anche una rinnovata teologia che nasca dall’ascolto dei poveri e della terra come autentici “luoghi teologici”. Questo implica rileggere Scrittura, dottrina sociale della Chiesa e spiritualità alla luce delle ferite dei popoli e dell’ambiente, in dialogo con le esperienze delle Chiese locali nei diversi continenti.
In chiave molto concreta, il Gruppo 2 si chiede: come può la Chiesa ascoltare meglio questi due gridi interconnessi?
Le risposte indicate vanno dalla formazione di sacerdoti e laici più sensibili alla giustizia sociale e alla cura del creato, fino alla promozione di stili di vita sobri, all’impegno per politiche giuste e alla collaborazione con movimenti popolari e realtà impegnate per la casa comune.
Per le nostre comunità, questo significa domandarsi, ad esempio: chi sono i poveri che non vediamo? Quali ferite della terra ignoriamo? Quali scelte concrete – economiche, pastorali, liturgiche – dicono che crediamo davvero che «quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40)?
Risorse
- Ascoltare il grido dei poveri e della terra pagina dedicata del sito Synod.va
- Il Rapporto Finale e la Sintesi
Immagini
- Foto di Dulana Kodithuwakku su Unsplash
Il Rapporto finale del Gruppo di Studio 2 del Sinodo chiede alla Chiesa di riconoscere nell’ascolto dei poveri e della terra un atto di fede
Il Rapporto finale del Gruppo di Studio 2, dedicato ad “Ascoltare il grido dei poveri e della terra”, ha pubblicato il 23 marzo il suo Rapporto Finale che parte da una convinzione forte: questo ascolto non è un’opzione pastorale, ma appartiene al cuore della fede stessa della Chiesa.
Ascoltare significa entrare in un processo integrale che comprende incontro, comprensione, azione, valutazione e accompagnamento spirituale.
Non si tratta quindi solo di “sentire” problemi sociali o ambientali, ma di lasciarsi convertire nel modo di vivere il Vangelo, a partire dal duplice comandamento dell’amore e dall’icona del Buon Samaritano.
Il Rapporto ricorda che il grido dei poveri e il grido della terra sono interconnessi: dove le persone sono rese povere, spesso la casa comune è devastata, e dove l’ambiente è sfruttato, sono i più fragili a pagare il prezzo più alto.
Il Gruppo 2 sottolinea che la Chiesa possiede già molti strumenti di ascolto: parrocchie, Caritas, comunità di base, movimenti, reti ecumeniche e organismi internazionali.
Il problema è la tentazione di “delegare” ad alcune strutture specializzate ciò che riguarda invece la responsabilità di ogni battezzato.
Per questo il Rapporto invita quindi a:
– fare dei poveri soggetti e non oggetti di pastorale, protagonisti della trasformazione ecclesiale e sociale, in continuità con il magistero recente;
– integrare l’ascolto dei poveri nei processi ordinari delle comunità (consigli pastorali, discernimenti, visite, percorsi di formazione);
– promuovere un Osservatorio ecclesiale internazionale sulla disabilità, perché la voce delle persone con disabilità sia riconosciuta come luogo teologico e non come “tema speciale”.
Il Rapporto finale auspica anche una rinnovata teologia che nasca dall’ascolto dei poveri e della terra come autentici “luoghi teologici”. Questo implica rileggere Scrittura, dottrina sociale della Chiesa e spiritualità alla luce delle ferite dei popoli e dell’ambiente, in dialogo con le esperienze delle Chiese locali nei diversi continenti.
In chiave molto concreta, il Gruppo 2 si chiede: come può la Chiesa ascoltare meglio questi due gridi interconnessi?
Le risposte indicate vanno dalla formazione di sacerdoti e laici più sensibili alla giustizia sociale e alla cura del creato, fino alla promozione di stili di vita sobri, all’impegno per politiche giuste e alla collaborazione con movimenti popolari e realtà impegnate per la casa comune.
Per le nostre comunità, questo significa domandarsi, ad esempio: chi sono i poveri che non vediamo? Quali ferite della terra ignoriamo? Quali scelte concrete – economiche, pastorali, liturgiche – dicono che crediamo davvero che «quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25,40)?
Risorse
- Ascoltare il grido dei poveri e della terra pagina dedicata del sito Synod.va
- Il Rapporto Finale e la Sintesi
Immagini
- Foto di Dulana Kodithuwakku su Unsplash

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