L’ecologia integrale: un’opera di misericordia

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6 Marzo 2026

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Foto di fra Piero Sirianni

Da L’Aquila, fra Piero Sirianni, frate minore cappuccino, condivide con Mission una riflessione sull’ecologia integrale

Prendendo spunto dallo studio del nostro confratello Cappuccino Lacerenza, «La cura della “casa comune” come ecomisericordia: una prospettiva teologico-morale»: Apulia Theologica III (2017) 1, 53-92, vogliamo riflettere sull’impegno nella cura dell’universo, quale vera e propria opera di misericordia.

Quasi al termine della propria narrazione sull’esperienza di fede vissuta con il Signore Gesù, Matteo ci consegna l’annuncio della salvezza definitiva incarnato nella prossimità a tutti coloro che si trovano nel bisogno; Cristo si identifica con: l’affamato, assetato, lo straniero, il nudo, il malato, il carcerato (cfr. Mt 25,31-46).

L’accoglienza del Vangelo, l’itinerario di conversione, la semina del regno, l’edificazione di legami redenti e fraterni ci ricordano che la Rivelazione interpella la persona umana in tutti i suoi aspetti e prospettive.

A partire da questa medesima prospettiva, papa Francesco, il 24 maggio 2015, consegnava alla comunità cristiana l’enciclica sociale Laudato si’, al fine di benedire e incoraggiare tutti quegli atteggiamenti e scelte di cura, compassione, vicinanza, misericordia, tenerezza, compiuti verso tutto quanto l’esistente; il sottotitolo della Lettera era, infatti, “La cura della casa comune”.

Egli scriveva: «Niente di questo mondo ci risulta indifferente»; come anche: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare» […] «Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti» (LS 13.14).

Otto anni più tardi, lo stesso Vescovo di Roma ritornava sulla sfida urgente di un cambio di rotta a livello personale e internazionale: «Con il passare del tempo, mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura. Al di là di questa possibilità, non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti» […] «Si tratta di un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana» (Laudate Deum 2.3).

Accogliendo la missione che il Pontefice Francesco consegnava alla Chiesa, tre anni fa, a L’Aquila fondavamo la comunità Laudato si’ “L’Aquila-Trasacco”, con il vivo desiderio di contribuire alla ecomisericordia.

Il nostro quotidiano impegno ci vede coinvolti: nel lavoro e nella raccolta dei frutti che «sora nostra matre Terra» (FRANCESCO D’ASSISI, Cantico di frate Sole, Fonti Francescane 263) ci mette – gratuitamente e senza risparmiarsi – a disposizione; in progetti di ecosostenibilità; nella valorizzazione delle piccole aziende locali; nella organizzazione di convegni; nella formazione alle giovani generazioni; in proposte nelle scuole.
La vocazione all’ecologia integrale – dunque – rimane per noi una missione, al pari delle opere di misericordia; «L’amore del Cristo ci possiede» (2Cor 5,14).

Immagine

  • Foto di fra Piero Sirianni

Da L’Aquila, fra Piero Sirianni, frate minore cappuccino, condivide con Mission una riflessione sull’ecologia integrale

Prendendo spunto dallo studio del nostro confratello Cappuccino Lacerenza, «La cura della “casa comune” come ecomisericordia: una prospettiva teologico-morale»: Apulia Theologica III (2017) 1, 53-92, vogliamo riflettere sull’impegno nella cura dell’universo, quale vera e propria opera di misericordia.

Quasi al termine della propria narrazione sull’esperienza di fede vissuta con il Signore Gesù, Matteo ci consegna l’annuncio della salvezza definitiva incarnato nella prossimità a tutti coloro che si trovano nel bisogno; Cristo si identifica con: l’affamato, assetato, lo straniero, il nudo, il malato, il carcerato (cfr. Mt 25,31-46).

L’accoglienza del Vangelo, l’itinerario di conversione, la semina del regno, l’edificazione di legami redenti e fraterni ci ricordano che la Rivelazione interpella la persona umana in tutti i suoi aspetti e prospettive.

A partire da questa medesima prospettiva, papa Francesco, il 24 maggio 2015, consegnava alla comunità cristiana l’enciclica sociale Laudato si’, al fine di benedire e incoraggiare tutti quegli atteggiamenti e scelte di cura, compassione, vicinanza, misericordia, tenerezza, compiuti verso tutto quanto l’esistente; il sottotitolo della Lettera era, infatti, “La cura della casa comune”.

Egli scriveva: «Niente di questo mondo ci risulta indifferente»; come anche: «La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare» […] «Rivolgo un invito urgente a rinnovare il dialogo sul modo in cui stiamo costruendo il futuro del pianeta. Abbiamo bisogno di un confronto che ci unisca tutti, perché la sfida ambientale che viviamo, e le sue radici umane, ci riguardano e ci toccano tutti» (LS 13.14).

Otto anni più tardi, lo stesso Vescovo di Roma ritornava sulla sfida urgente di un cambio di rotta a livello personale e internazionale: «Con il passare del tempo, mi rendo conto che non reagiamo abbastanza, poiché il mondo che ci accoglie si sta sgretolando e forse si sta avvicinando a un punto di rottura. Al di là di questa possibilità, non c’è dubbio che l’impatto del cambiamento climatico danneggerà sempre più la vita di molte persone e famiglie. Ne sentiremo gli effetti in termini di salute, lavoro, accesso alle risorse, abitazioni, migrazioni forzate e in altri ambiti» […] «Si tratta di un problema sociale globale che è intimamente legato alla dignità della vita umana» (Laudate Deum 2.3).

Accogliendo la missione che il Pontefice Francesco consegnava alla Chiesa, tre anni fa, a L’Aquila fondavamo la comunità Laudato si’ “L’Aquila-Trasacco”, con il vivo desiderio di contribuire alla ecomisericordia.

Il nostro quotidiano impegno ci vede coinvolti: nel lavoro e nella raccolta dei frutti che «sora nostra matre Terra» (FRANCESCO D’ASSISI, Cantico di frate Sole, Fonti Francescane 263) ci mette – gratuitamente e senza risparmiarsi – a disposizione; in progetti di ecosostenibilità; nella valorizzazione delle piccole aziende locali; nella organizzazione di convegni; nella formazione alle giovani generazioni; in proposte nelle scuole.
La vocazione all’ecologia integrale – dunque – rimane per noi una missione, al pari delle opere di misericordia; «L’amore del Cristo ci possiede» (2Cor 5,14).

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  • Foto di fra Piero Sirianni
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