Nemmeno con un fiore: Il coraggio di spezzare il silenzio

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12 Marzo 2026

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Riflettere su temi importanti significa anche riscoprire le opere di misericordia e renderle attuali e concrete

antonella attanasioC’è una forma di misericordia che si fa parola che rompe il silenzio, abbraccio che protegge e coraggio di guardare in faccia le ferite della nostra società.

Lo scorso 6 marzo, nel cuore della nostra comunità di Tricase, in provincia di Lecce, abbiamo vissuto una tappa fondamentale del percorso “Dialoghi a Oriente”. Se i primi incontri di questo ciclo ci avevano portato a riflettere su terre lontane, questo nuovo appuntamento, intitolato significativamente “Nemmeno con un fiore”, ci ha costretti a guardare dentro le nostre case e le nostre relazioni.

Una parrocchia che si fa “comunità educante”

Sento il bisogno di rivolgere un ringraziamento profondo a don Pierluigi Nicolardi per il suo impegno, la sua attenzione e il suo coraggio. Non è scontato, e lo dico con commozione, che una parrocchia scelga di ospitare una riflessione così cruda e necessaria sulla violenza contro le donne.

È un atto di responsabilità educativa immenso: riconoscere che la cura della dignità e della libertà delle persone è parte integrante della nostra missione cristiana.

Solo abitando questi temi, anche quando fanno male, possiamo davvero dirci comunità che accoglie.

La Misericordia è Verità e Giustizia

Accogliere l’altro significa innanzitutto riconoscerne il dolore. Abbiamo ascoltato la dott.ssa Nicole Andrea Buccarella parlarci della vittimizzazione secondaria, di quanto faccia male non essere credute. Abbiamo guardato negli occhi la complessità del male con la dott.ssa Federica Pasca, che lavora con chi la violenza l’ha agita e che ci ha ricordato come la prevenzione passi anche dal difficile lavoro di rieducazione degli uomini, affinché quegli schemi cognitivi distorti possano finalmente spezzarsi.

Ma la misericordia non è mai cieca sottomissione; essa cammina di pari passo con la verità e la tutela.

L’avv. Anna Toma ci ha indicato con fermezza la strada del diritto, ricordandoci che la speranza si poggia su strumenti giuridici concreti e che la difficoltà di molte donne risiede proprio nel non conoscere i propri diritti e le tutele che la legge oggi garantisce.

A completare questo quadro di protezione necessaria, la dott.ssa Francesca Colaci, Pubblico Ministero, ha rivolto un richiamo potente alla nostra responsabilità collettiva. La violenza raramente è invisibile; essa lascia segnali e richieste di aiuto che attraversano la nostra quotidianità.

Come comunità, siamo chiamati a essere sentinelle: riconoscere quei segnali e sapere come segnalare una situazione di rischio può davvero fare la differenza tra una tragedia e una vita salvata.

Mentre le voci di Alessia Agosto e Miryam Baglivo del duo NEMESI riempivano il Teatro “D. Bleve” della Chiesa di Sant’Antonio a Tricase, ho capito che la nostra opera di misericordia inizia ora.locandina.dialoghi-a-oriente_

La violenza cresce nel silenzio e nell’indifferenza.

Uscendo da quell’incontro, abbiamo portato con noi un impegno solenne: non voltarsi dall’altra parte, perché l’amore vero non possiede mai, ma libera sempre.

Verso il prossimo incontro: La rivoluzione della cura

Il cammino di riflessione non si ferma qui. Il prossimo appuntamento di “Dialoghi a Oriente” si terrà il 13 marzo alle ore 19:30. Il prof. Roberto Massaro, docente di Teologia Morale presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, racconterà come il pensiero femminile abbia rivoluzionato l’etica.

Superando le logiche dell’utilitarismo, l’etica della cura mette oggi al centro la vulnerabilità, l’interdipendenza e la responsabilità verso l’altro. Sarà un’occasione preziosa per comprender

e come questa nuova prospettiva possa trasformare non solo il nostro modo di pensare, ma il nostro modo di stare accanto a chi soffre.

Riflettere su temi importanti significa anche riscoprire le opere di misericordia e renderle attuali e concrete

antonella attanasioC’è una forma di misericordia che si fa parola che rompe il silenzio, abbraccio che protegge e coraggio di guardare in faccia le ferite della nostra società.

Lo scorso 6 marzo, nel cuore della nostra comunità di Tricase, in provincia di Lecce, abbiamo vissuto una tappa fondamentale del percorso “Dialoghi a Oriente”. Se i primi incontri di questo ciclo ci avevano portato a riflettere su terre lontane, questo nuovo appuntamento, intitolato significativamente “Nemmeno con un fiore”, ci ha costretti a guardare dentro le nostre case e le nostre relazioni.

Una parrocchia che si fa “comunità educante”

Sento il bisogno di rivolgere un ringraziamento profondo a don Pierluigi Nicolardi per il suo impegno, la sua attenzione e il suo coraggio. Non è scontato, e lo dico con commozione, che una parrocchia scelga di ospitare una riflessione così cruda e necessaria sulla violenza contro le donne.

È un atto di responsabilità educativa immenso: riconoscere che la cura della dignità e della libertà delle persone è parte integrante della nostra missione cristiana.

Solo abitando questi temi, anche quando fanno male, possiamo davvero dirci comunità che accoglie.

La Misericordia è Verità e Giustizia

Accogliere l’altro significa innanzitutto riconoscerne il dolore. Abbiamo ascoltato la dott.ssa Nicole Andrea Buccarella parlarci della vittimizzazione secondaria, di quanto faccia male non essere credute. Abbiamo guardato negli occhi la complessità del male con la dott.ssa Federica Pasca, che lavora con chi la violenza l’ha agita e che ci ha ricordato come la prevenzione passi anche dal difficile lavoro di rieducazione degli uomini, affinché quegli schemi cognitivi distorti possano finalmente spezzarsi.

Ma la misericordia non è mai cieca sottomissione; essa cammina di pari passo con la verità e la tutela.

L’avv. Anna Toma ci ha indicato con fermezza la strada del diritto, ricordandoci che la speranza si poggia su strumenti giuridici concreti e che la difficoltà di molte donne risiede proprio nel non conoscere i propri diritti e le tutele che la legge oggi garantisce.

A completare questo quadro di protezione necessaria, la dott.ssa Francesca Colaci, Pubblico Ministero, ha rivolto un richiamo potente alla nostra responsabilità collettiva. La violenza raramente è invisibile; essa lascia segnali e richieste di aiuto che attraversano la nostra quotidianità.

Come comunità, siamo chiamati a essere sentinelle: riconoscere quei segnali e sapere come segnalare una situazione di rischio può davvero fare la differenza tra una tragedia e una vita salvata.

Mentre le voci di Alessia Agosto e Miryam Baglivo del duo NEMESI riempivano il Teatro “D. Bleve” della Chiesa di Sant’Antonio a Tricase, ho capito che la nostra opera di misericordia inizia ora.locandina.dialoghi-a-oriente_

La violenza cresce nel silenzio e nell’indifferenza.

Uscendo da quell’incontro, abbiamo portato con noi un impegno solenne: non voltarsi dall’altra parte, perché l’amore vero non possiede mai, ma libera sempre.

Verso il prossimo incontro: La rivoluzione della cura

Il cammino di riflessione non si ferma qui. Il prossimo appuntamento di “Dialoghi a Oriente” si terrà il 13 marzo alle ore 19:30. Il prof. Roberto Massaro, docente di Teologia Morale presso la Facoltà Teologica Pugliese di Bari, racconterà come il pensiero femminile abbia rivoluzionato l’etica.

Superando le logiche dell’utilitarismo, l’etica della cura mette oggi al centro la vulnerabilità, l’interdipendenza e la responsabilità verso l’altro. Sarà un’occasione preziosa per comprender

e come questa nuova prospettiva possa trasformare non solo il nostro modo di pensare, ma il nostro modo di stare accanto a chi soffre.

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