Opere di misericordia ai nostri giorni: rispettare la casa comune

Foto di Guillaume de Germain su Unsplash
Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sull’ecologia che si contrappone all’inquinamento
Mi è venuto da pensare che una delle opere di misericordia dei nostri giorni sia proprio l’ecologia. Nel mondo del progresso, la cura del creato non è più un tema accessorio: è diventata una responsabilità primaria. Se le quattordici opere di misericordia tradizionali si rivolgono soprattutto a poveri, malati e sofferenti, la custodia della casa comune riguarda tutti, senza eccezioni.
In altre parole, prendersi cura dell’ambiente è un modo concreto e attuale di vivere la misericordia.
Oggi si può parlare di ecologia come di un atto di amore e di giustizia dovuto verso il prossimo, e parlare di inquinamento come di una ferita inflitta alla comunità e all’ambiente. Inquinare significa dimenticare che il mondo è di tutti ma che dovremmo trattarlo come fosse nostro. Penso di parlarne non in roboanti termini teorici ma con particolari concreti.
L’inquinamento è un peccato perché non rispetta l’opera di Dio e offende il prossimo. Lo è ogni volta che considero la mia proprietà privata come un diritto assoluto, da usare in modo egoistico, senza preoccuparmi delle conseguenze sugli altri o sul creato. È un peccato quando mi concedo comportamenti malsani con l’unica accortezza di “farla franca”, di “aggirare le regole”, di “fare il furbo”. Non dimentichiamo che l’amore a Dio non può essere genuino se non amiamo il prossimo.
- Gettare immondizia in luoghi non idonei o scaricare sostanze inquinanti nei fiumi provoca malattie;
- Strappare piante protette priva la comunità di beni preziosi e uccidere animali per divertimento è crudeltà;
- Provocare incendi, non dico per dolo, ma per incuria e sbadataggine, è da criminali;
- Ti stai disfacendo di rifiuti abbandonandoli quando nessuno ti vede? Pensa che stai sporcando il giardino che Dio ti ha affidato. Il giardino che è il pianeta che ci ospita, invece di motivo di benedizione diviene causa di irritazione. Insieme al creato noi benediciamo il Signore. Ogni creatura diviene fratello e sorella nostra, motivo di rendimento di grazie. O forse che tu non vedi nelle creature dei doni di Dio?;
- Abbandonare plastica per strada, nei giardini o nei campi è segno di poca carità; scaricare mobili e rifiuti fuori dai cassonetti rende la città invivibile.
Che tristezza passeggiare per Roma e, invece di contemplare la natura e l’arte, dover schivare cartacce, sterco di animali o respirare cattivi odori!
In Qatar ho visto netturbini pulire con una spugna piccole macchie sull’asfalto di strade pubbliche: non raccolgono mozziconi o pezzettini di carta perché nessuno osa gettarli per terra. È una lezione per alcune nostre città un tempo all’avanguardia nella custodia della bellezza e oggi soffocate dai rifiuti. Piccolezze? Da queste “piccolezze” si passa ai grossi affari, a materiali industriali inquinanti che possono uccidere migliaia di persone!
Se poi dovessi respirare l’aria viziata che viene da rifiuti tossici o da materiali usati come combustibile? E se l’acqua arrivasse a intervalli e l’elettricità scattasse appena attacchi una stufetta elettrica?
Normalmente, sono i ricchi che inquinano di più, chi ha case enormi, surriscaldate a tal punto da viverci tutto l’inverno con abbigliamento estivo. Sprechi di gas, di luce, di acqua, di vestiti e di cibo. I rifiuti di dispositivi elettronici o di elettrodomestici o prodotti tossici presso i ricchi sono sempre tanti, mentre i poveri non si permettono di sprecare nulla.
La natura cura e sana, ma se viene violentata si vendica, se viene inquinata ci fa ammalare. I fiori vanno rispettati come gli arredi di casa, i giardini vanno curati con amore come fossero nostri.
L’aria che respiriamo è di tutti, ma viene avvelenata per incuria o per grettezza: l’egoismo e l’amore per il guadagno possono condurre a veri crimini. Da bambini noi bevevamo senza paura l’acqua dei fiumi e dei ruscelli; oggi non possiamo più fidarci: persino sulle fonti dalle quali abbiamo attinto una vita intera, oggi troviamo scritto: “non potabile”.
La musica che allieta il creato? Ogni creatura ha un’armonia che diviene musica delicata e si armonizza delicatamente con la natura. Tra le forme di inquinamento c’è anche la musica strapazzata, il rumore eccessivo, quel fracasso artificiale stonato e fuori luogo: perché quegli altoparlanti a tutto volume che bucano i timpani in certe auto che sfrecciano nelle vie urbane? Perché le discoteche devono iniziare per forza dopo mezzanotte e negare il sonno non solo ai giovani che le frequentano ma anche ad anziani che abitano vicino?
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- Foto di Guillaume de Germain su Unsplash
Da don Vito Vacca, fidei donum rientrato dopo diversi anni in missione, una riflessione sull’ecologia che si contrappone all’inquinamento
Mi è venuto da pensare che una delle opere di misericordia dei nostri giorni sia proprio l’ecologia. Nel mondo del progresso, la cura del creato non è più un tema accessorio: è diventata una responsabilità primaria. Se le quattordici opere di misericordia tradizionali si rivolgono soprattutto a poveri, malati e sofferenti, la custodia della casa comune riguarda tutti, senza eccezioni.
In altre parole, prendersi cura dell’ambiente è un modo concreto e attuale di vivere la misericordia.
Oggi si può parlare di ecologia come di un atto di amore e di giustizia dovuto verso il prossimo, e parlare di inquinamento come di una ferita inflitta alla comunità e all’ambiente. Inquinare significa dimenticare che il mondo è di tutti ma che dovremmo trattarlo come fosse nostro. Penso di parlarne non in roboanti termini teorici ma con particolari concreti.
L’inquinamento è un peccato perché non rispetta l’opera di Dio e offende il prossimo. Lo è ogni volta che considero la mia proprietà privata come un diritto assoluto, da usare in modo egoistico, senza preoccuparmi delle conseguenze sugli altri o sul creato. È un peccato quando mi concedo comportamenti malsani con l’unica accortezza di “farla franca”, di “aggirare le regole”, di “fare il furbo”. Non dimentichiamo che l’amore a Dio non può essere genuino se non amiamo il prossimo.
- Gettare immondizia in luoghi non idonei o scaricare sostanze inquinanti nei fiumi provoca malattie;
- Strappare piante protette priva la comunità di beni preziosi e uccidere animali per divertimento è crudeltà;
- Provocare incendi, non dico per dolo, ma per incuria e sbadataggine, è da criminali;
- Ti stai disfacendo di rifiuti abbandonandoli quando nessuno ti vede? Pensa che stai sporcando il giardino che Dio ti ha affidato. Il giardino che è il pianeta che ci ospita, invece di motivo di benedizione diviene causa di irritazione. Insieme al creato noi benediciamo il Signore. Ogni creatura diviene fratello e sorella nostra, motivo di rendimento di grazie. O forse che tu non vedi nelle creature dei doni di Dio?;
- Abbandonare plastica per strada, nei giardini o nei campi è segno di poca carità; scaricare mobili e rifiuti fuori dai cassonetti rende la città invivibile.
Che tristezza passeggiare per Roma e, invece di contemplare la natura e l’arte, dover schivare cartacce, sterco di animali o respirare cattivi odori!
In Qatar ho visto netturbini pulire con una spugna piccole macchie sull’asfalto di strade pubbliche: non raccolgono mozziconi o pezzettini di carta perché nessuno osa gettarli per terra. È una lezione per alcune nostre città un tempo all’avanguardia nella custodia della bellezza e oggi soffocate dai rifiuti. Piccolezze? Da queste “piccolezze” si passa ai grossi affari, a materiali industriali inquinanti che possono uccidere migliaia di persone!
Se poi dovessi respirare l’aria viziata che viene da rifiuti tossici o da materiali usati come combustibile? E se l’acqua arrivasse a intervalli e l’elettricità scattasse appena attacchi una stufetta elettrica?
Normalmente, sono i ricchi che inquinano di più, chi ha case enormi, surriscaldate a tal punto da viverci tutto l’inverno con abbigliamento estivo. Sprechi di gas, di luce, di acqua, di vestiti e di cibo. I rifiuti di dispositivi elettronici o di elettrodomestici o prodotti tossici presso i ricchi sono sempre tanti, mentre i poveri non si permettono di sprecare nulla.
La natura cura e sana, ma se viene violentata si vendica, se viene inquinata ci fa ammalare. I fiori vanno rispettati come gli arredi di casa, i giardini vanno curati con amore come fossero nostri.
L’aria che respiriamo è di tutti, ma viene avvelenata per incuria o per grettezza: l’egoismo e l’amore per il guadagno possono condurre a veri crimini. Da bambini noi bevevamo senza paura l’acqua dei fiumi e dei ruscelli; oggi non possiamo più fidarci: persino sulle fonti dalle quali abbiamo attinto una vita intera, oggi troviamo scritto: “non potabile”.
La musica che allieta il creato? Ogni creatura ha un’armonia che diviene musica delicata e si armonizza delicatamente con la natura. Tra le forme di inquinamento c’è anche la musica strapazzata, il rumore eccessivo, quel fracasso artificiale stonato e fuori luogo: perché quegli altoparlanti a tutto volume che bucano i timpani in certe auto che sfrecciano nelle vie urbane? Perché le discoteche devono iniziare per forza dopo mezzanotte e negare il sonno non solo ai giovani che le frequentano ma anche ad anziani che abitano vicino?
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