Il silenzio che parla

Foto di Roberto e Gabriella Ugolini
Alla vigilia del Natale, alle porte di un evento così atteso, è il silenzio che ci prepara al mistero e che ci interroga
Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti.
E’ lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.
(SALMO 24 (23) di Davide
Siamo giunti alla fine del periodo di Avvento 2025. Un pensiero da tanto tempo mi fa compagnia. Sappiamo bene che ci sono tante guerre nel mondo, ma sono alcuni anni ormai che la maggior parte delle notizie relative ad esse ci parlano di Ucraina, Russia, Gaza.
Ci hanno regalato un libro che parla proprio della Guerra in Palestina, della tragedia della Palestina.
Credo che il periodo di Avvento che stiamo vivendo e che avrà il suo compimento nel Natale del Signore, richieda per noi e dentro di noi un poco di silenzio. Si, silenzio perché fuori c’è sempre tanto rumore.
Con Gabri ieri abbiamo ricevuto un’immagine e la prima parola che ci è venuta in mente è stata proprio “Silenzio”.
Ci ha fatto pensare proprio a quel silenzio che da diverse settimane è sceso sulla Palestina da quando politici e giornalisti ci dicono si sia finalmente raggiunta la pace, perché non muore più nessuno a causa delle armi che uccidono, dopo che i grandi dell’unico mondo che conta, cioè il nostro, hanno deciso di dedicare ad altri accordi da inventare, la loro attenzione…
Purtroppo però quegli accordi sono stonati.
Pensando a tutte queste cose insieme, desideriamo provare ad accostare il silenzio delle armi che non tacciono, il silenzio del dolore di chi continua a piangere chi è stato ucciso dalla pace, di chi affronta un’ altro inverno nelle tende e non nei resort stellati che qualcuno ha pensato, con il silenzio di Maria in questo Avvento-Natale, con il silenzio di tutti quelli che nel mondo sono stati silenziati… da chi ne ha il potere.
Pensiamo di poter dire che tutte le situazioni, più grandi sono, maggiore è il silenzio di cui necessitano. E’ come se il silenzio si interponesse fra quel momento forte e tutto il resto, quasi a circoscriverlo, a incorniciarlo per esaltarne l’unicità.
Vediamo allora il silenzio dell’Avvento, e in particolare del Natale, nella prova cui è sottoposto Giuseppe, nella tensione di Giuseppe che non trova un posto per Maria. E’consapevole che questo parto ha in sé qualcosa di molto particolare, ma nemmeno lui sa cosa sia e perché debba essere così.
Lo stesso anche per il silenzio di Maria che, ormai a fine gravidanza, mentre custodisce tutto nel suo cuore, si chiede quando inizieranno i dolori di un parto che le stravolge la vita e che, nell’affidamento, le ha fatto fare una scelta tanto più grande di lei.
E’ il silenzio profondo di due sposi che si amano senza tante vuote parole e che pur nelle incertezze non si fanno separare da dubbi, domande che hanno un’unica risposta: affidamento, ma insieme affrontano il presente e si preparano al futuro che scende silenzioso nei loro cuori, denso di incognite, ma anche di tanto amore, rispetto, fiducia reciproca.
E’ il silenzio dei pastori, gente abituata al silenzio dei grandi spazi del loro solitario lavoro. Pastori che camminano con uno sguardo al gregge e uno ad una strana stella.
E’ il silenzio della stella che taglia il cielo, lo illumina, traccia un percorso. Chi vuole lo può seguire, altri possono ignorarlo, siamo liberi.
E’ il silenzio di quei Re che si muovono venendo da lontano nella ricerca della verità.
E’ il silenzioso respiro dell’asino e del bue, dell’umidità che emanano, ed avvolge, come in una bolla, ciò che sta accadendo.
E’ il rumore delle domande di Giuseppe, del travaglio di Maria, il pianto di Gesù che nasce, ad essere sovrastati, coperti dal silenzio di un avvenimento unico.
E’ il silenzio che può avvolgere anche noi per darci il tempo di pensare, di cercare, di lasciarci stupire perché non è una favola quella che ci è stata raccontata.
Un mistero così grande solo da silenzio può essere avvolto.
In questo Natale, in tutte le terre, dovunque ci sia guerra, devastazione, dolore, e per tutte le persone che vi abitano, il frutto del nostro silenzio interiore a loro dedicato ci possa portare a dire:
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata.
(Isaia 62,4)
Immagine
- Immagine di Roberto e Gabriella Ugolini
Alla vigilia del Natale, alle porte di un evento così atteso, è il silenzio che ci prepara al mistero e che ci interroga
Del Signore è la terra e quanto contiene, l’universo e i suoi abitanti.
E’ lui che l’ha fondata sui mari, e sui fiumi l’ha stabilita.
Chi salirà il monte del Signore, chi starà nel suo luogo santo?
Chi ha mani innocenti e cuore puro, chi non pronunzia menzogna,
chi non giura a danno del suo prossimo.
(SALMO 24 (23) di Davide
Siamo giunti alla fine del periodo di Avvento 2025. Un pensiero da tanto tempo mi fa compagnia. Sappiamo bene che ci sono tante guerre nel mondo, ma sono alcuni anni ormai che la maggior parte delle notizie relative ad esse ci parlano di Ucraina, Russia, Gaza.
Ci hanno regalato un libro che parla proprio della Guerra in Palestina, della tragedia della Palestina.
Credo che il periodo di Avvento che stiamo vivendo e che avrà il suo compimento nel Natale del Signore, richieda per noi e dentro di noi un poco di silenzio. Si, silenzio perché fuori c’è sempre tanto rumore.
Con Gabri ieri abbiamo ricevuto un’immagine e la prima parola che ci è venuta in mente è stata proprio “Silenzio”.
Ci ha fatto pensare proprio a quel silenzio che da diverse settimane è sceso sulla Palestina da quando politici e giornalisti ci dicono si sia finalmente raggiunta la pace, perché non muore più nessuno a causa delle armi che uccidono, dopo che i grandi dell’unico mondo che conta, cioè il nostro, hanno deciso di dedicare ad altri accordi da inventare, la loro attenzione…
Purtroppo però quegli accordi sono stonati.
Pensando a tutte queste cose insieme, desideriamo provare ad accostare il silenzio delle armi che non tacciono, il silenzio del dolore di chi continua a piangere chi è stato ucciso dalla pace, di chi affronta un’ altro inverno nelle tende e non nei resort stellati che qualcuno ha pensato, con il silenzio di Maria in questo Avvento-Natale, con il silenzio di tutti quelli che nel mondo sono stati silenziati… da chi ne ha il potere.
Pensiamo di poter dire che tutte le situazioni, più grandi sono, maggiore è il silenzio di cui necessitano. E’ come se il silenzio si interponesse fra quel momento forte e tutto il resto, quasi a circoscriverlo, a incorniciarlo per esaltarne l’unicità.
Vediamo allora il silenzio dell’Avvento, e in particolare del Natale, nella prova cui è sottoposto Giuseppe, nella tensione di Giuseppe che non trova un posto per Maria. E’consapevole che questo parto ha in sé qualcosa di molto particolare, ma nemmeno lui sa cosa sia e perché debba essere così.
Lo stesso anche per il silenzio di Maria che, ormai a fine gravidanza, mentre custodisce tutto nel suo cuore, si chiede quando inizieranno i dolori di un parto che le stravolge la vita e che, nell’affidamento, le ha fatto fare una scelta tanto più grande di lei.
E’ il silenzio profondo di due sposi che si amano senza tante vuote parole e che pur nelle incertezze non si fanno separare da dubbi, domande che hanno un’unica risposta: affidamento, ma insieme affrontano il presente e si preparano al futuro che scende silenzioso nei loro cuori, denso di incognite, ma anche di tanto amore, rispetto, fiducia reciproca.
E’ il silenzio dei pastori, gente abituata al silenzio dei grandi spazi del loro solitario lavoro. Pastori che camminano con uno sguardo al gregge e uno ad una strana stella.
E’ il silenzio della stella che taglia il cielo, lo illumina, traccia un percorso. Chi vuole lo può seguire, altri possono ignorarlo, siamo liberi.
E’ il silenzio di quei Re che si muovono venendo da lontano nella ricerca della verità.
E’ il silenzioso respiro dell’asino e del bue, dell’umidità che emanano, ed avvolge, come in una bolla, ciò che sta accadendo.
E’ il rumore delle domande di Giuseppe, del travaglio di Maria, il pianto di Gesù che nasce, ad essere sovrastati, coperti dal silenzio di un avvenimento unico.
E’ il silenzio che può avvolgere anche noi per darci il tempo di pensare, di cercare, di lasciarci stupire perché non è una favola quella che ci è stata raccontata.
Un mistero così grande solo da silenzio può essere avvolto.
In questo Natale, in tutte le terre, dovunque ci sia guerra, devastazione, dolore, e per tutte le persone che vi abitano, il frutto del nostro silenzio interiore a loro dedicato ci possa portare a dire:
Nessuno ti chiamerà più Abbandonata,
né la tua terra sarà più detta Devastata, ma sarai chiamata Mia Gioia
e la tua terra Sposata.
(Isaia 62,4)
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- Immagine di Roberto e Gabriella Ugolini

Foto di Roberto e Gabriella Ugolini


