La Parabola della misericordia

immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Dal libro “Mashàl”, una parabola che ci invita al perdono, imitando l’amore misericordioso del Padre. Il riassunto e il testo integrale
La Parabola della Misericordia: il cuore del Vangelo
Nel cuore del Vangelo di Luca troviamo una delle più straordinarie e toccanti parabole narrate da Gesù: la parabola del figlio prodigo, conosciuta anche come la parabola della misericordia (Lc 15,11-32). Questo racconto, più che una semplice storia morale, è un ritratto vivido e struggente del volto misericordioso di Dio, che accoglie, perdona e restituisce dignità a chiunque ritorni a Lui con cuore sincero.
Una parabola, tre protagonisti
La parabola si apre con un giovane che chiede al padre la sua parte di eredità — un gesto audace, quasi offensivo, che equivale a dire: “Per me sei già morto”. Il padre, sorprendentemente, non si oppone, ma acconsente. Il figlio parte per un paese lontano e sperpera tutto in una vita disordinata. Quando giunge alla rovina, decide di tornare dal padre, sperando almeno di essere trattato come un servo.
Il centro della parabola è la reazione del padre: non attende con freddezza né giudizio, ma corre incontro al figlio, lo abbraccia e lo riveste di dignità. La misericordia non è condizionata dal pentimento, ma lo precede. Il padre non fa domande, non pretende spiegazioni: semplicemente ama.
Il terzo personaggio, il fratello maggiore, rappresenta una giustizia rigida, incapace di comprendere la gioia del perdono. Il suo rifiuto di entrare nella festa mostra come il risentimento possano escludere anche chi è sempre stato “vicino” al padre.
Il volto di Dio
Questa parabola ci mostra Dio come Padre misericordioso, capace di infrangere ogni logica umana per restituire vita, amore e dignità a chi è perduto. La misericordia divina, nel linguaggio evangelico, non è debolezza ma forza trasformante: essa non giustifica il peccato, ma risana il peccatore.
Una parabola che ci interpella
La parabola della misericordia ci pone davanti tre possibili atteggiamenti:
- Quello del figlio minore, che ha sperimentato il fallimento e il bisogno di perdono;
- Quello del padre, che ci insegna a perdonare senza condizioni;
- Quello del fratello maggiore, che ci mette in guardia da ogni giudizio e dalla tentazione dell’autosufficienza spirituale.
In ognuno di noi vive un po’ di questi tre personaggi. Il Vangelo ci invita a lasciarci trasformare dalla misericordia di Dio per diventare anche noi, nella nostra vita quotidiana, segni concreti di perdono, accoglienza e riconciliazione.
Leggi anche l’intervista di Luigi Spadoni a suor Palmarita Guida
SEGUI LE ALTRE PARABOLE DEL LIBRO
Fonte
- Guida Palmarita, Mashàl. Le parabole: profumo di misericordia, Gribaudi editore, pp. 50-59
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Dal libro “Mashàl”, una parabola che ci invita al perdono, imitando l’amore misericordioso del Padre. Il riassunto e il testo integrale
La Parabola della Misericordia: il cuore del Vangelo
Nel cuore del Vangelo di Luca troviamo una delle più straordinarie e toccanti parabole narrate da Gesù: la parabola del figlio prodigo, conosciuta anche come la parabola della misericordia (Lc 15,11-32). Questo racconto, più che una semplice storia morale, è un ritratto vivido e struggente del volto misericordioso di Dio, che accoglie, perdona e restituisce dignità a chiunque ritorni a Lui con cuore sincero.
Una parabola, tre protagonisti
La parabola si apre con un giovane che chiede al padre la sua parte di eredità — un gesto audace, quasi offensivo, che equivale a dire: “Per me sei già morto”. Il padre, sorprendentemente, non si oppone, ma acconsente. Il figlio parte per un paese lontano e sperpera tutto in una vita disordinata. Quando giunge alla rovina, decide di tornare dal padre, sperando almeno di essere trattato come un servo.
Il centro della parabola è la reazione del padre: non attende con freddezza né giudizio, ma corre incontro al figlio, lo abbraccia e lo riveste di dignità. La misericordia non è condizionata dal pentimento, ma lo precede. Il padre non fa domande, non pretende spiegazioni: semplicemente ama.
Il terzo personaggio, il fratello maggiore, rappresenta una giustizia rigida, incapace di comprendere la gioia del perdono. Il suo rifiuto di entrare nella festa mostra come il risentimento possano escludere anche chi è sempre stato “vicino” al padre.
Il volto di Dio
Questa parabola ci mostra Dio come Padre misericordioso, capace di infrangere ogni logica umana per restituire vita, amore e dignità a chi è perduto. La misericordia divina, nel linguaggio evangelico, non è debolezza ma forza trasformante: essa non giustifica il peccato, ma risana il peccatore.
Una parabola che ci interpella
La parabola della misericordia ci pone davanti tre possibili atteggiamenti:
- Quello del figlio minore, che ha sperimentato il fallimento e il bisogno di perdono;
- Quello del padre, che ci insegna a perdonare senza condizioni;
- Quello del fratello maggiore, che ci mette in guardia da ogni giudizio e dalla tentazione dell’autosufficienza spirituale.
In ognuno di noi vive un po’ di questi tre personaggi. Il Vangelo ci invita a lasciarci trasformare dalla misericordia di Dio per diventare anche noi, nella nostra vita quotidiana, segni concreti di perdono, accoglienza e riconciliazione.
Leggi anche l’intervista di Luigi Spadoni a suor Palmarita Guida
SEGUI LE ALTRE PARABOLE DEL LIBRO
Fonte
- Guida Palmarita, Mashàl. Le parabole: profumo di misericordia, Gribaudi editore, pp. 50-59
Immagine
- Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

immagine creata digitalmente da spazio + spadoni


