La pazienza misericordiosa di Dio

Dal profilo Fb di p. Alessio Geraci
Dal Perù, il commento al Vangelo di padre Alessio Geraci: Dio che è paziente ci chiama alla conversione
Il Vangelo del 25 ottobre 2025 ci racconta una parabola di Gesù: un fico che non produce frutti, e il padrone del terreno che vuole tirarlo fuori da lì perché occupa spazio inutilmente.
Se la applichiamo alla nostra vita quotidiana, spesso il fico che non produce frutti siamo noi stessi. E siamo sempre noi stessi che spesso non abbiamo pazienza né con noi stessi né con gli altri, non vedendo i frutti sperati.
Ma il vignaiolo della parabola dice al proprietario del terreno: «Mi occupo di lei, rimuoverò la terra intorno e le darò del concime, vediamo se darà frutti».
La conversione è un processo: per questo ci viene presentato a un Dio che ha pazienza. Quando la nostra pazienza e quella degli altri è finita da tempo, Dio continua a darci una seconda, terza, quarta possibilità.
Nonostante le nostre chiacchiere, le nostre “belle promesse”, Dio non vede frutti di conversione in noi, non vede opere di misericordia nella nostra vita, ma ci tratta con pazienza: spera sempre che cambiamo, spera sempre che dal fico della nostra vita nascano ricchi e saporiti fichi, che siano così tanti i frutti della nostra conversione: pace, riconciliazione, empatia, solidarietà, fratellanza, rispetto, tolleranza, inclusione, servizio, speranza, giustizia, vita.
Chiediti oggi con sincerità, nel silenzio del tuo cuore, meglio se nel clima di preghiera: i frutti che stai producendo sono saporiti o amari? Se potessi mangiare i frutti che stai producendo… ti nutriresti o ti avveleneresti?
Fonte e immagine
- Profilo Facebook p. Alessio Geraci
Dal Perù, il commento al Vangelo di padre Alessio Geraci: Dio che è paziente ci chiama alla conversione
Il Vangelo del 25 ottobre 2025 ci racconta una parabola di Gesù: un fico che non produce frutti, e il padrone del terreno che vuole tirarlo fuori da lì perché occupa spazio inutilmente.
Se la applichiamo alla nostra vita quotidiana, spesso il fico che non produce frutti siamo noi stessi. E siamo sempre noi stessi che spesso non abbiamo pazienza né con noi stessi né con gli altri, non vedendo i frutti sperati.
Ma il vignaiolo della parabola dice al proprietario del terreno: «Mi occupo di lei, rimuoverò la terra intorno e le darò del concime, vediamo se darà frutti».
La conversione è un processo: per questo ci viene presentato a un Dio che ha pazienza. Quando la nostra pazienza e quella degli altri è finita da tempo, Dio continua a darci una seconda, terza, quarta possibilità.
Nonostante le nostre chiacchiere, le nostre “belle promesse”, Dio non vede frutti di conversione in noi, non vede opere di misericordia nella nostra vita, ma ci tratta con pazienza: spera sempre che cambiamo, spera sempre che dal fico della nostra vita nascano ricchi e saporiti fichi, che siano così tanti i frutti della nostra conversione: pace, riconciliazione, empatia, solidarietà, fratellanza, rispetto, tolleranza, inclusione, servizio, speranza, giustizia, vita.
Chiediti oggi con sincerità, nel silenzio del tuo cuore, meglio se nel clima di preghiera: i frutti che stai producendo sono saporiti o amari? Se potessi mangiare i frutti che stai producendo… ti nutriresti o ti avveleneresti?
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