L’esempio di Maria con il suo HIC SUM

La casa di Maria a Nazareth (Foto di Umberto Banchi)
In occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore, che la Chiesa cattolica celebra il 25 marzo, la nostra amica Donatella condivide dei pensieri su Maria
(di Donatella Bordati)
Alcuni anni fa, ho potuto realizzare il sogno che avevo da una vita: andare in pellegrinaggio in Terra Santa, a scoprire di persona i luoghi della vita di Gesù, a camminare dove Lui e i Suoi Amici avevano vissuto.
E’ stato per me, ascoltatrice attenta del Vangelo, uno straordinario passaggio all’interno delle Scritture e dei suoi personaggi, come se mi fossi trovata, d’improvviso, dentro la sceneggiatura di quel film tanto amato, assieme agli attori che mi avevano cambiato per sempre la vita.
In quei giorni frenetici di visite speciali ed uniche mi sono commossa, tante volte.
Ma l’emozione più forte, quella più potente che ancora oggi, dopo anni, ancora sento viva nella carne e nel cuore è quella che ho provato entrando nella casa di Maria, a Nazareth, il luogo dove avvenne l’Annunciazione: mi ha travolta un sentimento di meraviglia, di stupore, di forza e umiltà nello stesso tempo!
Ho pensato al gesto, semplice e potentissimo, con il quale una fanciulla di 15 anni ha spalancato, a tutti noi, le porte dell’eternità: il suo “ECCOMI” ha permesso l’umanizzazione di Dio. In un attimo, l’umanità intera, è passata dalla condizione di “creatura” a quella di “figli”!
Quale donna di fede non si è mai posta la domanda “ma io come avrei risposto se Dio mi avesse chiamata come ha fatto con Maria?”
Domanda pesantissima; io mi ci sono misurata personalmente tante volte … e altrettante volte ho chiuso nel cuore la risposta, al sicuro, in modo da non dovermi ancora svelare, rimandandola ad altri tempi.
Ed è stato lì, a Nazareth, che ho capito: Maria accoglie la sua vocazione!
Una Vocazione che salva il mondo, ma che non le evita il cammino lungo e faticoso che il suo HIC SUM comporta.
Maria accoglie Gesù; con dolcezza lo cresce; con fermezza lo rimprovera; con caparbietà lo “costringe” al miracolo di Cana; con inimmaginabile sofferenza gli resta accanto sotto la croce; con dolore lo pone nel sepolcro e con gioia lo vede Risorto; e infine tiene insieme la Sua comunità di apostoli!
Una mamma, una donna, perché queste sono le caratteristiche delle donne: accoglienza, dolcezza, ma anche forza, fermezza, coraggio, tenacia!
E lì, a Nazareth, ho pensato a quante donne, a quante mamme hanno risposto alla vocazione e offerto al Signore il loro HIC SUM accogliendo e curando la vita dei loro figli!
E sempre lì, mi son passate davanti agli occhi le immagini di tante suore, in ogni parte del mondo, donne non madri per carne e sangue, ma per cuore e spirito, capaci di accogliere la vita e di dare così tanto amore da diventare madri di persone a cui restituiscono quella dignità e quel rispetto che tante volte è loro negato.
E questo grazie all’HIC SUM ripetuto ogni minuto della loro vita da queste donne, sull’esempio di Maria, Madre di Gesù!
Immagine
- Foto di Umberto Banchi
In occasione della solennità dell’Annunciazione del Signore, che la Chiesa cattolica celebra il 25 marzo, la nostra amica Donatella condivide dei pensieri su Maria
(di Donatella Bordati)
Alcuni anni fa, ho potuto realizzare il sogno che avevo da una vita: andare in pellegrinaggio in Terra Santa, a scoprire di persona i luoghi della vita di Gesù, a camminare dove Lui e i Suoi Amici avevano vissuto.
E’ stato per me, ascoltatrice attenta del Vangelo, uno straordinario passaggio all’interno delle Scritture e dei suoi personaggi, come se mi fossi trovata, d’improvviso, dentro la sceneggiatura di quel film tanto amato, assieme agli attori che mi avevano cambiato per sempre la vita.
In quei giorni frenetici di visite speciali ed uniche mi sono commossa, tante volte.
Ma l’emozione più forte, quella più potente che ancora oggi, dopo anni, ancora sento viva nella carne e nel cuore è quella che ho provato entrando nella casa di Maria, a Nazareth, il luogo dove avvenne l’Annunciazione: mi ha travolta un sentimento di meraviglia, di stupore, di forza e umiltà nello stesso tempo!
Ho pensato al gesto, semplice e potentissimo, con il quale una fanciulla di 15 anni ha spalancato, a tutti noi, le porte dell’eternità: il suo “ECCOMI” ha permesso l’umanizzazione di Dio. In un attimo, l’umanità intera, è passata dalla condizione di “creatura” a quella di “figli”!
Quale donna di fede non si è mai posta la domanda “ma io come avrei risposto se Dio mi avesse chiamata come ha fatto con Maria?”
Domanda pesantissima; io mi ci sono misurata personalmente tante volte … e altrettante volte ho chiuso nel cuore la risposta, al sicuro, in modo da non dovermi ancora svelare, rimandandola ad altri tempi.
Ed è stato lì, a Nazareth, che ho capito: Maria accoglie la sua vocazione!
Una Vocazione che salva il mondo, ma che non le evita il cammino lungo e faticoso che il suo HIC SUM comporta.
Maria accoglie Gesù; con dolcezza lo cresce; con fermezza lo rimprovera; con caparbietà lo “costringe” al miracolo di Cana; con inimmaginabile sofferenza gli resta accanto sotto la croce; con dolore lo pone nel sepolcro e con gioia lo vede Risorto; e infine tiene insieme la Sua comunità di apostoli!
Una mamma, una donna, perché queste sono le caratteristiche delle donne: accoglienza, dolcezza, ma anche forza, fermezza, coraggio, tenacia!
E lì, a Nazareth, ho pensato a quante donne, a quante mamme hanno risposto alla vocazione e offerto al Signore il loro HIC SUM accogliendo e curando la vita dei loro figli!
E sempre lì, mi son passate davanti agli occhi le immagini di tante suore, in ogni parte del mondo, donne non madri per carne e sangue, ma per cuore e spirito, capaci di accogliere la vita e di dare così tanto amore da diventare madri di persone a cui restituiscono quella dignità e quel rispetto che tante volte è loro negato.
E questo grazie all’HIC SUM ripetuto ogni minuto della loro vita da queste donne, sull’esempio di Maria, Madre di Gesù!
Immagine
- Foto di Umberto Banchi

La casa di Maria a Nazareth (Foto di Umberto Banchi)


