Perdonare le offese ricevute: un’opera a cui Gesù ci chiama

Padre Alessio Geraci
Dalla periferia di Lima, in Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, ci invita ad una Quaresima di perdono
Nel Vangelo di oggi 10 marzo, Gesù propone un perdono senza limiti né condizioni.
Nella domanda di Pietro a Gesù, vediamo riflesse anche le nostre: «Signore, se mio fratello mi offende, quante volte devo perdonarlo? Fino a sette volte?».
Nelle famiglie, nelle comunità religiose e cristiane in generale, quanti errori si commettono, quante ferite, che forse continuano a sanguinare.
A volte è difficile anche perdonare una volta sola chi ci fa del male, due ci sembrano già troppe!
Pietro va oltre, proponendo sette volte: è davvero tanto, ma mettere i numeri è limitare e il vero amore che comporta il perdono non ha limiti.
Se perdoniamo fino a sette volte, come facciamo a offrire il perdono? Contando le volte? Rinnegando? Gettando in faccia il perdono e le volte che abbiamo già perdonato?
Sarebbe un perdono… di plastica, qualcosa che suona come una finzione, qualcosa ben lontano dal vero perdono che Gesù è venuto ad offrirci affinché possiamo condividerlo con tutti.
Lui, invece, propone «fino a settanta volte sette», un numero così grande che è come dire… Sempre!
Il quadro di questo dialogo tra Pietro e Gesù è la costruzione della comunità dei discepoli di Gesù: una comunità di fratelli che cerca di vivere la fraternità anche attraverso la riconciliazione.
Nelle nostre comunità e famiglie, siamo sempre tessitori e artigiani di fraternità e riconciliazione!
Immagine
- Foto di p. Alessio Geraci
Dalla periferia di Lima, in Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, ci invita ad una Quaresima di perdono
Nel Vangelo di oggi 10 marzo, Gesù propone un perdono senza limiti né condizioni.
Nella domanda di Pietro a Gesù, vediamo riflesse anche le nostre: «Signore, se mio fratello mi offende, quante volte devo perdonarlo? Fino a sette volte?».
Nelle famiglie, nelle comunità religiose e cristiane in generale, quanti errori si commettono, quante ferite, che forse continuano a sanguinare.
A volte è difficile anche perdonare una volta sola chi ci fa del male, due ci sembrano già troppe!
Pietro va oltre, proponendo sette volte: è davvero tanto, ma mettere i numeri è limitare e il vero amore che comporta il perdono non ha limiti.
Se perdoniamo fino a sette volte, come facciamo a offrire il perdono? Contando le volte? Rinnegando? Gettando in faccia il perdono e le volte che abbiamo già perdonato?
Sarebbe un perdono… di plastica, qualcosa che suona come una finzione, qualcosa ben lontano dal vero perdono che Gesù è venuto ad offrirci affinché possiamo condividerlo con tutti.
Lui, invece, propone «fino a settanta volte sette», un numero così grande che è come dire… Sempre!
Il quadro di questo dialogo tra Pietro e Gesù è la costruzione della comunità dei discepoli di Gesù: una comunità di fratelli che cerca di vivere la fraternità anche attraverso la riconciliazione.
Nelle nostre comunità e famiglie, siamo sempre tessitori e artigiani di fraternità e riconciliazione!
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- Foto di p. Alessio Geraci

Padre Alessio Geraci


