Perdonare: opera di misericordia

il: 

23 Marzo 2026

di: 

Alessio-Geraci
Alessio-Geraci

P. Alessio Geraci

Dalla periferia di Lima, in Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, ci invita a perdonare le offese

Nel Vangelo di oggi, 23 marzo 2026, gli scribi e i farisei presentano a Gesù una donna sorpresa in flagrante adulterio. Ora, secondo la Legge, questa donna deve essere uccisa a colpi di pietra. Ai farisei di tutti i tempi storici, Gesù risponde così: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E a questa donna, poiché tutti se ne sono andati lasciandoli soli, dice: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Gesù non le chiede quante volte abbia peccato, con chi, dove. Non le chiede nulla. La ama semplicemente, in modo incondizionato! È l’accoglienza dell’amore incondizionato di Dio che porterà questa donna a cambiare vita, e noi a diventare persone nuove, rinnovate e che rinnovano.

Per questo è necessario “cambiare mentalità” e centrare la nostra vita cristiana non più sul peccato e sulla colpa, ma sulla misericordia traboccante di Dio e sul suo perdono infinito. Prima di tutto dobbiamo riconoscerci tutti come “peccatori perdonati”, tutti bisognosi della misericordia di Dio.

E poi lasciare cadere tutte le nostre pietre a terra: svuotiamo dunque le nostre mani (e anche le nostre labbra, perché spesso le nostre parole, i nostri pettegolezzi, i nostri commenti, compresi quelli sui social network, diventano più mortali delle pietre) per poter abbracciare le persone che nel nostro cuore abbiamo già giudicato e condannato… solo perché peccano… in modo diverso da noi!

Tu non sei il tuo peccato! Tu sei la misericordia che hai ricevuto, per condividerla!

Immagine

  • Foto di p. Alessio Geraci

Dalla periferia di Lima, in Perù, il nostro corrispondente padre Alessio Geraci, missionario comboniano, ci invita a perdonare le offese

Nel Vangelo di oggi, 23 marzo 2026, gli scribi e i farisei presentano a Gesù una donna sorpresa in flagrante adulterio. Ora, secondo la Legge, questa donna deve essere uccisa a colpi di pietra. Ai farisei di tutti i tempi storici, Gesù risponde così: «Chi di voi è senza peccato, getti per primo la pietra contro di lei». E a questa donna, poiché tutti se ne sono andati lasciandoli soli, dice: «Neanch’io ti condanno; va’ e d’ora in poi non peccare più».

Gesù non le chiede quante volte abbia peccato, con chi, dove. Non le chiede nulla. La ama semplicemente, in modo incondizionato! È l’accoglienza dell’amore incondizionato di Dio che porterà questa donna a cambiare vita, e noi a diventare persone nuove, rinnovate e che rinnovano.

Per questo è necessario “cambiare mentalità” e centrare la nostra vita cristiana non più sul peccato e sulla colpa, ma sulla misericordia traboccante di Dio e sul suo perdono infinito. Prima di tutto dobbiamo riconoscerci tutti come “peccatori perdonati”, tutti bisognosi della misericordia di Dio.

E poi lasciare cadere tutte le nostre pietre a terra: svuotiamo dunque le nostre mani (e anche le nostre labbra, perché spesso le nostre parole, i nostri pettegolezzi, i nostri commenti, compresi quelli sui social network, diventano più mortali delle pietre) per poter abbracciare le persone che nel nostro cuore abbiamo già giudicato e condannato… solo perché peccano… in modo diverso da noi!

Tu non sei il tuo peccato! Tu sei la misericordia che hai ricevuto, per condividerla!

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  • Foto di p. Alessio Geraci
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P. Alessio Geraci

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