Beata Raffaella Ybarra

Beata Raffaella Ybarra-santa della misericordia
Beata Raffaella Ybarra: La Madre che Fondò una Famiglia per gli Abbandonati
Nome
Beata Raffaella Ybarra
Titolo
Fondatrice
Nascita
16 luglio 1843, Bilbao, Spagna
Morte
23 febbraio 1900, Bilbao, Spagna
Ricorrenza
23 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
30 settembre 1984, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Bilbao nella Guascogna in Spagna, beata Raffaella Ybarra da Villalonga, che, madre di sette figli, con il consenso del coniuge, emise i voti religiosi e fondò l’Istituto delle Suore degli Angeli Custodi per tutelare le fanciulle e guidarle sulla via dei precetti del Signore.
Il Santo e la missione
La missione della Beata Raffaella Ybarra rappresenta una sintesi mirabile tra la vocazione laicale e quella religiosa. Nata in una famiglia dell’alta borghesia di Bilbao, Raffaella non vide mai la sua posizione sociale come un privilegio statico, ma come una piattaforma per una missione di maternità universale. La sua prima missione fu quella familiare: sposa devota e madre di sette figli, educò la sua prole con una fede profonda e viva. Tuttavia, il suo cuore non si fermò alle mura domestiche. Colpita dalla condizione di degrado e di pericolo in cui versavano molte giovani donne e bambini della sua città a causa dell’industrializzazione, ricevette la missione di diventare il loro “angelo custode”. Senza mai trascurare i suoi doveri di stato verso il marito e i figli, Raffaella avviò una missione di protezione sociale e spirituale che culminò nella fondazione della Congregazione delle Suore dei Santi Angeli Custodi. La sua missione era chiara: prevenire il male attraverso l’accoglienza e l’educazione. Creò laboratori, case di accoglienza e scuole, convinta che la missione cristiana debba tradursi in strutture concrete che difendano la dignità umana. Raffaella ci insegna che la missione non richiede necessariamente la fuga dal mondo, ma una presenza nel mondo capace di trasformare la realtà attraverso l’ordine, la fermezza e un amore senza riserve.
Il Santo e le opere di misericordia
In Raffaella Ybarra, la misericordia risplende come tenerezza protettiva e discernimento amoroso. La sua misericordia non era un sentimento vago, ma una virtù operativa che si esprimeva nella capacità di “farsi carico” delle miserie altrui. Rimase orfana e perse alcuni figli in tenera età; queste sofferenze personali scavarono in lei un abisso di compassione che la rese sensibilissima al dolore del prossimo. Esercitò la misericordia come una forma di ospitalità totale: la sua casa era un porto sicuro per chiunque cercasse consiglio, aiuto materiale o conforto spirituale. Ella interpretò la misericordia come preservazione dal pericolo. Per Raffaella, l’atto di misericordia più alto era proteggere l’innocenza dei bambini e la virtù delle giovani donne esposte allo sfruttamento. La sua carità era “preveniente”, proprio come quella degli Angeli Custodi a cui intitolò la sua opera. Anche nelle prove più dure, inclusa la malattia che la portò alla morte, la sua misericordia si manifestò nella pazienza e nel sorriso, offrendo la sua vita per il bene della Chiesa e delle sue “figlie” spirituali. La Beata ci ricorda che essere misericordiosi significa vegliare sul prossimo con la stessa instancabile cura con cui Dio veglia su di noi.
Agiografia
Di origine basca, la fondatrice dell’istituto chiamato “degli Angeli custodi” apparteneva agli Ybarra, ricca famiglia di industriali. Raffaella nacque a Bilbao, in Spagna, il 16 giugno 1843. All’età di nove o dieci anni fu mandata alla scuola di Bayonne, nella provincia basca francese, dove ricevette la prima comunione e rimase fino all’età di quattordici anni, quando una malattia la obbligò a interrompere gli studi…
Fonte dell’articolo e immagini
Beata Raffaella Ybarra: La Madre che Fondò una Famiglia per gli Abbandonati
Nome
Beata Raffaella Ybarra
Titolo
Fondatrice
Nascita
16 luglio 1843, Bilbao, Spagna
Morte
23 febbraio 1900, Bilbao, Spagna
Ricorrenza
23 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
30 settembre 1984, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Bilbao nella Guascogna in Spagna, beata Raffaella Ybarra da Villalonga, che, madre di sette figli, con il consenso del coniuge, emise i voti religiosi e fondò l’Istituto delle Suore degli Angeli Custodi per tutelare le fanciulle e guidarle sulla via dei precetti del Signore.
Il Santo e la missione
La missione della Beata Raffaella Ybarra rappresenta una sintesi mirabile tra la vocazione laicale e quella religiosa. Nata in una famiglia dell’alta borghesia di Bilbao, Raffaella non vide mai la sua posizione sociale come un privilegio statico, ma come una piattaforma per una missione di maternità universale. La sua prima missione fu quella familiare: sposa devota e madre di sette figli, educò la sua prole con una fede profonda e viva. Tuttavia, il suo cuore non si fermò alle mura domestiche. Colpita dalla condizione di degrado e di pericolo in cui versavano molte giovani donne e bambini della sua città a causa dell’industrializzazione, ricevette la missione di diventare il loro “angelo custode”. Senza mai trascurare i suoi doveri di stato verso il marito e i figli, Raffaella avviò una missione di protezione sociale e spirituale che culminò nella fondazione della Congregazione delle Suore dei Santi Angeli Custodi. La sua missione era chiara: prevenire il male attraverso l’accoglienza e l’educazione. Creò laboratori, case di accoglienza e scuole, convinta che la missione cristiana debba tradursi in strutture concrete che difendano la dignità umana. Raffaella ci insegna che la missione non richiede necessariamente la fuga dal mondo, ma una presenza nel mondo capace di trasformare la realtà attraverso l’ordine, la fermezza e un amore senza riserve.
Il Santo e le opere di misericordia
In Raffaella Ybarra, la misericordia risplende come tenerezza protettiva e discernimento amoroso. La sua misericordia non era un sentimento vago, ma una virtù operativa che si esprimeva nella capacità di “farsi carico” delle miserie altrui. Rimase orfana e perse alcuni figli in tenera età; queste sofferenze personali scavarono in lei un abisso di compassione che la rese sensibilissima al dolore del prossimo. Esercitò la misericordia come una forma di ospitalità totale: la sua casa era un porto sicuro per chiunque cercasse consiglio, aiuto materiale o conforto spirituale. Ella interpretò la misericordia come preservazione dal pericolo. Per Raffaella, l’atto di misericordia più alto era proteggere l’innocenza dei bambini e la virtù delle giovani donne esposte allo sfruttamento. La sua carità era “preveniente”, proprio come quella degli Angeli Custodi a cui intitolò la sua opera. Anche nelle prove più dure, inclusa la malattia che la portò alla morte, la sua misericordia si manifestò nella pazienza e nel sorriso, offrendo la sua vita per il bene della Chiesa e delle sue “figlie” spirituali. La Beata ci ricorda che essere misericordiosi significa vegliare sul prossimo con la stessa instancabile cura con cui Dio veglia su di noi.
Agiografia
Di origine basca, la fondatrice dell’istituto chiamato “degli Angeli custodi” apparteneva agli Ybarra, ricca famiglia di industriali. Raffaella nacque a Bilbao, in Spagna, il 16 giugno 1843. All’età di nove o dieci anni fu mandata alla scuola di Bayonne, nella provincia basca francese, dove ricevette la prima comunione e rimase fino all’età di quattordici anni, quando una malattia la obbligò a interrompere gli studi…
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