Beato Giacomo l’Elemosiniere

il: 

15 Gennaio 2025

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Beato Giacomo l'Elemosiniere
Beato Giacomo l’Elemosiniere

Beato Giacomo l'Elemosiniere

Beato Giacomo l’Elemosiniere: L’Avvocato dei Poveri e della Carità

Nome

Beato Giacomo l’Elemosiniere

Titolo

Terziario

Nascita

1260 circa, Città della Pieve, Perugia

Morte

15 gennaio 1304, Città della Pieve, Perugia

Ricorrenza

15 gennaio

Martirologio

edizione 2004

Protettore

degli avvocati

Beatificazione

20 novembre 1806, Roma, papa Pio VII

Martirologio Romano

A Città della Pieve in Umbria, beato Giacomo, detto l’Elemosiniere, giurisperito che si fece avvocato dei poveri e degli oppressi.

 

Il Santo e la missione

La missione di Giacomo l’Elemosiniere (XIII secolo) rappresenta un modello straordinario di servizio legale e sociale illuminato dalla fede. Giurista di professione, Giacomo non intese la sua carriera come un mezzo di arricchimento o di potere, ma come una vocazione per difendere coloro che non avevano voce. La sua missione principale fu quella di restaurare e tutelare l’Ospedale dei poveri di Città della Pieve, l’Ospedale dei Santi Filippo e Giacomo, caduto in rovina e privato dei suoi beni. Egli si fece “missionario della giustizia”, lottando contro le usurpazioni dei potenti per restituire ai malati e agli indigenti ciò che spettava loro di diritto. La sua missione non si fermava alle aule dei tribunali: Giacomo viveva una missione itinerante di prossimità, raccogliendo elemosine e risorse per garantire cure e dignità a ogni essere umano. Ha dimostrato che la missione cristiana può incarnarsi perfettamente nelle professioni laiche, trasformando il diritto in uno strumento di liberazione e la competenza tecnica in un atto di amore verso il prossimo.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia, nella vita del Beato Giacomo, si identifica totalmente con la condivisione radicale. Il soprannome “l’Elemosiniere” non indica solo l’atto di dare monete, ma una disposizione del cuore che lo portava a svuotarsi di tutto per riempire le mani dei poveri. Per lui, la misericordia di Dio si manifestava nella riparazione dei torti subiti dagli ultimi: curare un piaga o vincere una causa per un orfano erano due facce della stessa carità. Visse la misericordia come una forma di ascesi: povero tra i poveri, rinunciò ai privilegi del suo rango per abitare lo stesso dolore di chi assisteva. La sua morte stessa, avvenuta per mano di sicari assoldati da chi vedeva nei suoi atti di giustizia una minaccia ai propri interessi, è il sigillo supremo di una misericordia che non si tira indietro di fronte al sacrificio della vita. Giacomo ci insegna che la misericordia non è solo un sentimento di compassione, ma un impegno concreto che esige coraggio, verità e la volontà di farsi “prossimo” fino alle estreme conseguenze.

Agiografia

Giacomo era nato da una famiglia relativamente ricca di Città della Pieve (Umbria), situata a dieci chilometri da Chiusi (Umbria). Studiò diritto e poi decise di farsi sacerdote. Restaurò un ospedale e la cappella annessa, caduti in disuso, adibendoli a ospizio per i poveri del quartiere, e sfruttò la sua preparazione giuridica per aiutare gli oppressi…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

Beato Giacomo l’Elemosiniere: L’Avvocato dei Poveri e della Carità

Nome

Beato Giacomo l’Elemosiniere

Titolo

Terziario

Nascita

1260 circa, Città della Pieve, Perugia

Morte

15 gennaio 1304, Città della Pieve, Perugia

Ricorrenza

15 gennaio

Martirologio

edizione 2004

Protettore

degli avvocati

Beatificazione

20 novembre 1806, Roma, papa Pio VII

Martirologio Romano

A Città della Pieve in Umbria, beato Giacomo, detto l’Elemosiniere, giurisperito che si fece avvocato dei poveri e degli oppressi.

 

Il Santo e la missione

La missione di Giacomo l’Elemosiniere (XIII secolo) rappresenta un modello straordinario di servizio legale e sociale illuminato dalla fede. Giurista di professione, Giacomo non intese la sua carriera come un mezzo di arricchimento o di potere, ma come una vocazione per difendere coloro che non avevano voce. La sua missione principale fu quella di restaurare e tutelare l’Ospedale dei poveri di Città della Pieve, l’Ospedale dei Santi Filippo e Giacomo, caduto in rovina e privato dei suoi beni. Egli si fece “missionario della giustizia”, lottando contro le usurpazioni dei potenti per restituire ai malati e agli indigenti ciò che spettava loro di diritto. La sua missione non si fermava alle aule dei tribunali: Giacomo viveva una missione itinerante di prossimità, raccogliendo elemosine e risorse per garantire cure e dignità a ogni essere umano. Ha dimostrato che la missione cristiana può incarnarsi perfettamente nelle professioni laiche, trasformando il diritto in uno strumento di liberazione e la competenza tecnica in un atto di amore verso il prossimo.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia, nella vita del Beato Giacomo, si identifica totalmente con la condivisione radicale. Il soprannome “l’Elemosiniere” non indica solo l’atto di dare monete, ma una disposizione del cuore che lo portava a svuotarsi di tutto per riempire le mani dei poveri. Per lui, la misericordia di Dio si manifestava nella riparazione dei torti subiti dagli ultimi: curare un piaga o vincere una causa per un orfano erano due facce della stessa carità. Visse la misericordia come una forma di ascesi: povero tra i poveri, rinunciò ai privilegi del suo rango per abitare lo stesso dolore di chi assisteva. La sua morte stessa, avvenuta per mano di sicari assoldati da chi vedeva nei suoi atti di giustizia una minaccia ai propri interessi, è il sigillo supremo di una misericordia che non si tira indietro di fronte al sacrificio della vita. Giacomo ci insegna che la misericordia non è solo un sentimento di compassione, ma un impegno concreto che esige coraggio, verità e la volontà di farsi “prossimo” fino alle estreme conseguenze.

Agiografia

Giacomo era nato da una famiglia relativamente ricca di Città della Pieve (Umbria), situata a dieci chilometri da Chiusi (Umbria). Studiò diritto e poi decise di farsi sacerdote. Restaurò un ospedale e la cappella annessa, caduti in disuso, adibendoli a ospizio per i poveri del quartiere, e sfruttò la sua preparazione giuridica per aiutare gli oppressi…

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