Beato Giovanni da Fiesole

Beato Giovanni da Fiesole-santo della misericordia
Beato Giovanni da Fiesole: Il Pittore di Dio e la Missione dell’Arte Cristiana
Nome
Beato Giovanni da Fiesole
Altri nomi
Beato Angelico
Titolo
Domenicano
Nascita
1400, Vicchio nel Mugello
Morte
18 febbraio 1455, Roma
Ricorrenza
18 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
3 ottobre 1982, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Roma, beato Giovanni da Fiesole, detto Angelico, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, sempre unito a Cristo, espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, in modo tale da elevare le menti degli uomini alle realtà celesti.
Il Santo e la missione
La missione di Beato Giovanni da Fiesole, passato alla storia come il Beato Angelico, è stata quella di evangelizzare attraverso lo splendore della bellezza. Per lui, l’arte non era un esercizio estetico fine a se stesso, né un modo per ottenere prestigio, ma una vera e propria estensione del suo ministero domenicano di predicazione. La sua missione consisteva nel rendere visibile l’invisibile: egli dipingeva per istruire i confratelli e il popolo di Dio, trasformando le pareti dei conventi in libri aperti sui misteri della fede. Ogni pennellata era un atto di adorazione, ogni pigmento una parola di Vangelo tradotta in luce. Egli interpretò la sua missione con una coerenza radicale: si dice che non prendesse mai il pennello senza aver prima pregato e che non dipingesse mai il Crocifisso senza piangere. In un’epoca di grandi rivoluzioni artistiche, l’Angelico scelse di mettere l’innovazione della prospettiva rinascimentale al totale servizio del divino. La sua missione fu quella di elevare l’anima dell’osservatore, portandolo dalla contemplazione delle figure dipinte alla comunione diretta con Dio. È stato il “pittore degli angeli” perché la sua missione era quella di abitare già , con il cuore e con l’arte, nel Regno dei Cieli.
Il Santo e le opere di misericordia
In Beato Angelico, la misericordia si esprime attraverso la chiarezza e la dolcezza delle sue opere. Le sue immagini non sono mai severe o spaventose; anche nelle scene di giudizio o di martirio, domina una luce di redenzione che comunica la pace di Dio. La sua misericordia fu innanzitutto uno sguardo benevolo sul mondo e sull’umanità , che egli ritraeva sempre con una dignità sacrale. Egli credeva fermamente che l’arte dovesse essere una carezza per l’anima, un rifugio di speranza per chiunque cercasse consolazione nelle piaghe di Cristo o nel volto materno di Maria. Personalmente, visse la misericordia nella forma dell’umiltà e del distacco. Nonostante la sua fama immensa e l’apprezzamento dei Papi, rimase sempre un semplice frate obbediente. Si racconta che rifiutò l’offerta di diventare Arcivescovo di Firenze, suggerendo al suo posto Sant’Antonino Pierozzi, perché si considerava solo un povero servitore della bellezza di Dio. Questa capacità di farsi da parte per amore della verità è la forma più pura di misericordia: riconoscere il bene e promuoverlo senza orgoglio. La sua arte continua a essere, dopo secoli, un atto di misericordia perenne, capace di guarire gli sguardi stanchi attraverso la contemplazione del Cielo.
Agiografia
Guido, figlio di Pietro, nacque a Vicchio nel Mugello in Toscana verso il 1400. Non abbiamo testimonianze sulla sua formazione artistica. Sappiamo, invece, che nel 1417 venne ammesso nella Compagnia di San Nicola, una delle numerose gilde di pittori a Firenze…
Fonte dell’articolo e immagini
Beato Giovanni da Fiesole: Il Pittore di Dio e la Missione dell’Arte Cristiana
Nome
Beato Giovanni da Fiesole
Altri nomi
Beato Angelico
Titolo
Domenicano
Nascita
1400, Vicchio nel Mugello
Morte
18 febbraio 1455, Roma
Ricorrenza
18 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
3 ottobre 1982, Roma, papa Giovanni Paolo II
Martirologio Romano
A Roma, beato Giovanni da Fiesole, detto Angelico, sacerdote dell’Ordine dei Predicatori, che, sempre unito a Cristo, espresse nelle sue pitture ciò che contemplava nel suo intimo, in modo tale da elevare le menti degli uomini alle realtà celesti.
Il Santo e la missione
La missione di Beato Giovanni da Fiesole, passato alla storia come il Beato Angelico, è stata quella di evangelizzare attraverso lo splendore della bellezza. Per lui, l’arte non era un esercizio estetico fine a se stesso, né un modo per ottenere prestigio, ma una vera e propria estensione del suo ministero domenicano di predicazione. La sua missione consisteva nel rendere visibile l’invisibile: egli dipingeva per istruire i confratelli e il popolo di Dio, trasformando le pareti dei conventi in libri aperti sui misteri della fede. Ogni pennellata era un atto di adorazione, ogni pigmento una parola di Vangelo tradotta in luce. Egli interpretò la sua missione con una coerenza radicale: si dice che non prendesse mai il pennello senza aver prima pregato e che non dipingesse mai il Crocifisso senza piangere. In un’epoca di grandi rivoluzioni artistiche, l’Angelico scelse di mettere l’innovazione della prospettiva rinascimentale al totale servizio del divino. La sua missione fu quella di elevare l’anima dell’osservatore, portandolo dalla contemplazione delle figure dipinte alla comunione diretta con Dio. È stato il “pittore degli angeli” perché la sua missione era quella di abitare già , con il cuore e con l’arte, nel Regno dei Cieli.
Il Santo e le opere di misericordia
In Beato Angelico, la misericordia si esprime attraverso la chiarezza e la dolcezza delle sue opere. Le sue immagini non sono mai severe o spaventose; anche nelle scene di giudizio o di martirio, domina una luce di redenzione che comunica la pace di Dio. La sua misericordia fu innanzitutto uno sguardo benevolo sul mondo e sull’umanità , che egli ritraeva sempre con una dignità sacrale. Egli credeva fermamente che l’arte dovesse essere una carezza per l’anima, un rifugio di speranza per chiunque cercasse consolazione nelle piaghe di Cristo o nel volto materno di Maria. Personalmente, visse la misericordia nella forma dell’umiltà e del distacco. Nonostante la sua fama immensa e l’apprezzamento dei Papi, rimase sempre un semplice frate obbediente. Si racconta che rifiutò l’offerta di diventare Arcivescovo di Firenze, suggerendo al suo posto Sant’Antonino Pierozzi, perché si considerava solo un povero servitore della bellezza di Dio. Questa capacità di farsi da parte per amore della verità è la forma più pura di misericordia: riconoscere il bene e promuoverlo senza orgoglio. La sua arte continua a essere, dopo secoli, un atto di misericordia perenne, capace di guarire gli sguardi stanchi attraverso la contemplazione del Cielo.
Agiografia
Guido, figlio di Pietro, nacque a Vicchio nel Mugello in Toscana verso il 1400. Non abbiamo testimonianze sulla sua formazione artistica. Sappiamo, invece, che nel 1417 venne ammesso nella Compagnia di San Nicola, una delle numerose gilde di pittori a Firenze…
Fonte dell’articolo e immagini

Beato Giovanni da Fiesole-santo della misericordia


