Beato Tommaso Maria Fusco

Beato Tommaso Maria Fusco-santo della misericordia
Beato Tommaso Maria Fusco: L’Apostolo del Preziosissimo Sangue e dei Poveri
Nome
Beato Tommaso Maria Fusco
Titolo
Presbitero
Nascita
1 dicembre 1831, Pagani, Salerno
Morte
24 febbraio 1891, Pagani, Salerno
Ricorrenza
24 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Martirologio Romano
A Nocera Inferiore in Campania, beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote, che con speciale amore si prese cura dei poveri e degli ammalati e istituì le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, che destinò alla promozione di varie opere di impegno sociale, soprattutto tra i giovani e i malati.
Il Santo e la missione
La missione del Beato Tommaso Maria Fusco fu una risposta ardente ai bisogni spirituali e materiali della sua terra, l’agro nocerino-sarnese, in un XIX secolo segnato da profonde trasformazioni sociali. Egli ricevette la missione di essere un evangelizzatore della carità, centrando ogni sua azione sul mistero del Sangue di Cristo, simbolo del sacrificio supremo e dell’amore infinito di Dio. Per Tommaso, la missione non era un ufficio burocratico, ma un’urgenza del cuore che lo portava a percorrere le strade per confessare, predicare missioni popolari e, soprattutto, prendersi cura delle orfane e degli abbandonati. Egli interpretò il suo mandato come una missione di riparazione e di speranza. Fondando la Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, diede vita a una missione educativa e assistenziale che mirava a restituire dignità alle giovani più povere. Nonostante le pesanti calunnie e le persecuzioni che dovette subire anche da parte di alcuni membri del clero, non abbandonò mai il suo campo di missione. Ci insegna che la missione cristiana è una partecipazione attiva all’opera di redenzione: portare il “Sangue di Cristo”, ovvero la Sua vita divina, là dove la sofferenza e il peccato sembrano aver avuto l’ultima parola.
Il Santo e le opere di misericordia
Nel Beato Tommaso Maria Fusco, la misericordia risplende come accoglienza del sofferente nel nome del Sangue redentore. Egli vedeva nella sofferenza umana il riflesso della Passione di Cristo e credeva che la misericordia fosse l’unica medicina capace di sanare le piaghe del mondo. La sua carità era “viscerale”: aprì la sua stessa casa per accogliere le prime orfane, diventando per loro padre e guida. La misericordia di Tommaso si manifestava nella delicatezza con cui si accostava alle miserie morali, offrendo nel confessionale il perdono di Dio con una pazienza infinita. Egli visse la misericordia anche come eroica pazienza nell’ingiustizia. Quando fu colpito da calunnie infamanti che miravano a distruggere la sua opera, Tommaso rispose con il silenzio e il perdono, imitando la mitezza di Cristo davanti ai suoi accusatori. Non cercò vendetta, ma affidò la sua causa a Dio, continuando a servire i poveri con lo stesso amore di prima. Questa è la forma più alta di misericordia: amare chi ti ferisce e continuare a operare il bene nonostante il male ricevuto. La sua eredità è un invito a vivere una misericordia che non si ferma alle parole, ma che si fa dono totale di sé fino all’ultima goccia di energia.
Agiografia
Nasce il 1 dicembre 1831 a Pagani, in provincia di Salerno, penultimo di otto figli, da Antonio Fusco, farmacista, e dalla nobildonna Stella Giordano, che lo lasceranno nel giro di pochi anni: la mamma nel 1837 resta vittima di un epidemia di colera e il papà la segue nel 1841…
Fonte dell’articolo e immagini
Beato Tommaso Maria Fusco: L’Apostolo del Preziosissimo Sangue e dei Poveri
Nome
Beato Tommaso Maria Fusco
Titolo
Presbitero
Nascita
1 dicembre 1831, Pagani, Salerno
Morte
24 febbraio 1891, Pagani, Salerno
Ricorrenza
24 febbraio
Martirologio
edizione 2004
Martirologio Romano
A Nocera Inferiore in Campania, beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote, che con speciale amore si prese cura dei poveri e degli ammalati e istituì le Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, che destinò alla promozione di varie opere di impegno sociale, soprattutto tra i giovani e i malati.
Il Santo e la missione
La missione del Beato Tommaso Maria Fusco fu una risposta ardente ai bisogni spirituali e materiali della sua terra, l’agro nocerino-sarnese, in un XIX secolo segnato da profonde trasformazioni sociali. Egli ricevette la missione di essere un evangelizzatore della carità, centrando ogni sua azione sul mistero del Sangue di Cristo, simbolo del sacrificio supremo e dell’amore infinito di Dio. Per Tommaso, la missione non era un ufficio burocratico, ma un’urgenza del cuore che lo portava a percorrere le strade per confessare, predicare missioni popolari e, soprattutto, prendersi cura delle orfane e degli abbandonati. Egli interpretò il suo mandato come una missione di riparazione e di speranza. Fondando la Congregazione delle Figlie della Carità del Preziosissimo Sangue, diede vita a una missione educativa e assistenziale che mirava a restituire dignità alle giovani più povere. Nonostante le pesanti calunnie e le persecuzioni che dovette subire anche da parte di alcuni membri del clero, non abbandonò mai il suo campo di missione. Ci insegna che la missione cristiana è una partecipazione attiva all’opera di redenzione: portare il “Sangue di Cristo”, ovvero la Sua vita divina, là dove la sofferenza e il peccato sembrano aver avuto l’ultima parola.
Il Santo e le opere di misericordia
Nel Beato Tommaso Maria Fusco, la misericordia risplende come accoglienza del sofferente nel nome del Sangue redentore. Egli vedeva nella sofferenza umana il riflesso della Passione di Cristo e credeva che la misericordia fosse l’unica medicina capace di sanare le piaghe del mondo. La sua carità era “viscerale”: aprì la sua stessa casa per accogliere le prime orfane, diventando per loro padre e guida. La misericordia di Tommaso si manifestava nella delicatezza con cui si accostava alle miserie morali, offrendo nel confessionale il perdono di Dio con una pazienza infinita. Egli visse la misericordia anche come eroica pazienza nell’ingiustizia. Quando fu colpito da calunnie infamanti che miravano a distruggere la sua opera, Tommaso rispose con il silenzio e il perdono, imitando la mitezza di Cristo davanti ai suoi accusatori. Non cercò vendetta, ma affidò la sua causa a Dio, continuando a servire i poveri con lo stesso amore di prima. Questa è la forma più alta di misericordia: amare chi ti ferisce e continuare a operare il bene nonostante il male ricevuto. La sua eredità è un invito a vivere una misericordia che non si ferma alle parole, ma che si fa dono totale di sé fino all’ultima goccia di energia.
Agiografia
Nasce il 1 dicembre 1831 a Pagani, in provincia di Salerno, penultimo di otto figli, da Antonio Fusco, farmacista, e dalla nobildonna Stella Giordano, che lo lasceranno nel giro di pochi anni: la mamma nel 1837 resta vittima di un epidemia di colera e il papà la segue nel 1841…
Fonte dell’articolo e immagini

Beato Tommaso Maria Fusco-santo della misericordia


