Martedì Santo

il: 

31 Marzo 2025

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Martedì Santo-Gesù tradito e rinnegato
Martedì Santo-Gesù tradito e rinnegato

Martedì Santo-Gesù tradito e rinnegato

Martedì Santo: Il Volto di Gesù tra Tradimento e Abbandono

Nome

Martedì Santo

Titolo

Gesù tradito e rinnegato

Martirologio

edizione 2004

 

 

Il Santo e la missione

La missione di Gesù nel Martedì Santo entra in una fase di estrema solitudine e lucidità profetica. Egli non è una vittima passiva degli eventi, ma il protagonista consapevole che “offre” la propria vita. La sua missione in questo giorno è svelare l’oscurità del cuore umano per poterne guarire le ferite. Annunciando che uno dei suoi lo tradirà, Gesù non cerca vendetta, ma compie un ultimo atto di verità. Egli sa che la sua missione di Redentore deve passare attraverso l’esperienza del rifiuto da parte di chi gli è più caro. Il Martedì Santo ci insegna che la missione di Cristo è totale: Egli scende negli abissi dell’abbandono affinché nessun uomo, nel momento del proprio fallimento o della propria solitudine, possa sentirsi escluso dalla salvezza. È la missione della “Fedeltà Incrollabile”: restare al tavolo con il traditore, lavare i piedi a chi lo rinnegherà e continuare a chiamare “amici” coloro che fuggiranno. È il momento in cui la missione diventa un “sì” sussurrato nel buio del Getsemani che si avvicina.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia nel Martedì Santo risplende in modo paradossale: è la misericordia dell’attesa e del rispetto della libertà. Gesù mostra una tenerezza sconvolgente verso Giuda, offrendogli il boccone intinto, un gesto di distinzione e amicizia. In quel boccone c’è l’estremo appello della misericordia divina che bussa alla porta di un cuore che si sta chiudendo. Non c’è condanna nel tono di Gesù, ma una tristezza infinita per chi si smarrisce. Allo stesso tempo, la sua misericordia si rivolge a Pietro. Gesù predice il suo rinnegamento non per umiliarlo, ma per prepararlo al perdono. La misericordia qui è “profezia di speranza”: Gesù sa che Pietro cadrà, ma sa anche che le sue lacrime di pentimento lo renderanno un pastore più umano e umile. Il Martedì Santo ci rivela che la misericordia di Dio è più grande di ogni nostra caduta; è un amore che non si scandalizza dei nostri tradimenti, ma che rimane seduto alla tavola della nostra vita aspettando il nostro ritorno, pronti a trasformare il nostro fango in luce.

Agiografia

Nel secondo giorno della Settimana Santa che precede la Pasqua si riflette sul brano del Vangelo che descrive l’annuncio del tradimento di Gesù, che Egli fa ai suoi discepoli. “In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi discepoli, si commosse profondamente e dichiarò…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

Martedì Santo: Il Volto di Gesù tra Tradimento e Abbandono

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Martedì Santo

Titolo

Gesù tradito e rinnegato

Martirologio

edizione 2004

 

 

Il Santo e la missione

La missione di Gesù nel Martedì Santo entra in una fase di estrema solitudine e lucidità profetica. Egli non è una vittima passiva degli eventi, ma il protagonista consapevole che “offre” la propria vita. La sua missione in questo giorno è svelare l’oscurità del cuore umano per poterne guarire le ferite. Annunciando che uno dei suoi lo tradirà, Gesù non cerca vendetta, ma compie un ultimo atto di verità. Egli sa che la sua missione di Redentore deve passare attraverso l’esperienza del rifiuto da parte di chi gli è più caro. Il Martedì Santo ci insegna che la missione di Cristo è totale: Egli scende negli abissi dell’abbandono affinché nessun uomo, nel momento del proprio fallimento o della propria solitudine, possa sentirsi escluso dalla salvezza. È la missione della “Fedeltà Incrollabile”: restare al tavolo con il traditore, lavare i piedi a chi lo rinnegherà e continuare a chiamare “amici” coloro che fuggiranno. È il momento in cui la missione diventa un “sì” sussurrato nel buio del Getsemani che si avvicina.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia nel Martedì Santo risplende in modo paradossale: è la misericordia dell’attesa e del rispetto della libertà. Gesù mostra una tenerezza sconvolgente verso Giuda, offrendogli il boccone intinto, un gesto di distinzione e amicizia. In quel boccone c’è l’estremo appello della misericordia divina che bussa alla porta di un cuore che si sta chiudendo. Non c’è condanna nel tono di Gesù, ma una tristezza infinita per chi si smarrisce. Allo stesso tempo, la sua misericordia si rivolge a Pietro. Gesù predice il suo rinnegamento non per umiliarlo, ma per prepararlo al perdono. La misericordia qui è “profezia di speranza”: Gesù sa che Pietro cadrà, ma sa anche che le sue lacrime di pentimento lo renderanno un pastore più umano e umile. Il Martedì Santo ci rivela che la misericordia di Dio è più grande di ogni nostra caduta; è un amore che non si scandalizza dei nostri tradimenti, ma che rimane seduto alla tavola della nostra vita aspettando il nostro ritorno, pronti a trasformare il nostro fango in luce.

Agiografia

Nel secondo giorno della Settimana Santa che precede la Pasqua si riflette sul brano del Vangelo che descrive l’annuncio del tradimento di Gesù, che Egli fa ai suoi discepoli. “In quel tempo, mentre Gesù era a mensa con i suoi discepoli, si commosse profondamente e dichiarò…

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