San Benedetto Giuseppe Labre

San Benedetto Giuseppe Labre-santo della misericordia
San Benedetto Giuseppe Labre: Il Pellegrino dell’Assoluto
Nome
San Benedetto Giuseppe Labre
Titolo
Pellegrino
Nascita
1748, Amettes, Francia
Morte
16 aprile 1783, Roma
Ricorrenza
16 aprile
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
20 maggio 1860, Roma, papa Leone XIII
Canonizzazione
8 dicembre 1881, Roma, papa Leone XIII
Protettore
dei pellegrini, dei senzatetto, dei viaggiatori
Martirologio Romano
A Roma, san Benedetto Giuseppe Labre, che, preso fin dall’adolescenza dal desiderio di un’aspra vita di penitenza, intraprese faticosi pellegrinaggi a celebri santuari, coperto soltanto di una povera e lacera veste, nutrendosi soltanto del cibo che riceveva in elemosina e dando ovunque esempio di pietà e penitenza; fece di Roma la meta ultima dei suoi viaggi, vivendo qui in estrema povertà e in preghiera.
Il Santo e la missione
La missione di San Benedetto Giuseppe Labre fu tra le più singolari nella storia della cristianità. Dopo aver cercato invano di entrare in diversi monasteri trappisti e certosini, comprese che la sua vocazione non era chiusa tra le mura di un convento, ma spalancata sulle strade d’Europa. La sua missione divenne quella del “pellegrino perpetuo”: un uomo che, rinunciando a ogni possesso e persino a una dimora fissa, camminava di santuario in santuario, vivendo di elemosina e trascorrendo ore in adorazione davanti al Tabernacolo. Egli fu una missione vivente di povertà radicale, un richiamo costante al mondo sulla transitorietà dei beni materiali e sull’importanza della preghiera incessante. La sua presenza silenziosa tra i mendicanti e i pellegrini era un segno che Dio abita anche negli angoli più poveri e dimenticati della società.
Il Santo e la misericordia
Benedetto Giuseppe Labre visse la misericordia in una forma purissima e commovente. Sebbene fosse lui stesso un povero bisognoso di tutto, la sua generosità era leggendaria: divideva il poco pane ricevuto in elemosina con altri mendicanti, tenendo per sé solo il minimo necessario alla sopravvivenza. La sua misericordia si manifestava anche come pazienza eroica di fronte alle ingiurie, ai sospetti e al disprezzo di chi lo scambiava per un ozioso o un folle. Egli vedeva nel prossimo sofferente il volto di Cristo e, nel suo apparente squallore esteriore, custodiva una tenerezza spirituale che attirava le anime a Dio. La sua morte, avvenuta sui gradini di una chiesa a Roma tra l’affetto dei poveri che lo chiamavano “il santo”, fu il suggello di una vita spesa a ricevere e donare la misericordia divina lungo le strade del mondo.
Agiografia
Giuseppe Benedetto Labre nacque nel 1748 nel villaggio di Amettes, vicino a Boulogne, il maggiore dei quindici figli di un commerciante. A dodici anni ‘andò a vivere con uno zio, parroco di una chiesa a circa sessanta chilometri di distanza, per perfezionare la propria istruzione e poi entrò in seminario per diventare sacerdote…
Fonte dell’articolo e immagini
San Benedetto Giuseppe Labre: Il Pellegrino dell’Assoluto
Nome
San Benedetto Giuseppe Labre
Titolo
Pellegrino
Nascita
1748, Amettes, Francia
Morte
16 aprile 1783, Roma
Ricorrenza
16 aprile
Martirologio
edizione 2004
Beatificazione
20 maggio 1860, Roma, papa Leone XIII
Canonizzazione
8 dicembre 1881, Roma, papa Leone XIII
Protettore
dei pellegrini, dei senzatetto, dei viaggiatori
Martirologio Romano
A Roma, san Benedetto Giuseppe Labre, che, preso fin dall’adolescenza dal desiderio di un’aspra vita di penitenza, intraprese faticosi pellegrinaggi a celebri santuari, coperto soltanto di una povera e lacera veste, nutrendosi soltanto del cibo che riceveva in elemosina e dando ovunque esempio di pietà e penitenza; fece di Roma la meta ultima dei suoi viaggi, vivendo qui in estrema povertà e in preghiera.
Il Santo e la missione
La missione di San Benedetto Giuseppe Labre fu tra le più singolari nella storia della cristianità. Dopo aver cercato invano di entrare in diversi monasteri trappisti e certosini, comprese che la sua vocazione non era chiusa tra le mura di un convento, ma spalancata sulle strade d’Europa. La sua missione divenne quella del “pellegrino perpetuo”: un uomo che, rinunciando a ogni possesso e persino a una dimora fissa, camminava di santuario in santuario, vivendo di elemosina e trascorrendo ore in adorazione davanti al Tabernacolo. Egli fu una missione vivente di povertà radicale, un richiamo costante al mondo sulla transitorietà dei beni materiali e sull’importanza della preghiera incessante. La sua presenza silenziosa tra i mendicanti e i pellegrini era un segno che Dio abita anche negli angoli più poveri e dimenticati della società.
Il Santo e la misericordia
Benedetto Giuseppe Labre visse la misericordia in una forma purissima e commovente. Sebbene fosse lui stesso un povero bisognoso di tutto, la sua generosità era leggendaria: divideva il poco pane ricevuto in elemosina con altri mendicanti, tenendo per sé solo il minimo necessario alla sopravvivenza. La sua misericordia si manifestava anche come pazienza eroica di fronte alle ingiurie, ai sospetti e al disprezzo di chi lo scambiava per un ozioso o un folle. Egli vedeva nel prossimo sofferente il volto di Cristo e, nel suo apparente squallore esteriore, custodiva una tenerezza spirituale che attirava le anime a Dio. La sua morte, avvenuta sui gradini di una chiesa a Roma tra l’affetto dei poveri che lo chiamavano “il santo”, fu il suggello di una vita spesa a ricevere e donare la misericordia divina lungo le strade del mondo.
Agiografia
Giuseppe Benedetto Labre nacque nel 1748 nel villaggio di Amettes, vicino a Boulogne, il maggiore dei quindici figli di un commerciante. A dodici anni ‘andò a vivere con uno zio, parroco di una chiesa a circa sessanta chilometri di distanza, per perfezionare la propria istruzione e poi entrò in seminario per diventare sacerdote…
Fonte dell’articolo e immagini

San Benedetto Giuseppe Labre-santo della misericordia


