San Claudio de la Colombière

il: 

15 Febbraio 2025

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San Claudio de la Colombière
San Claudio de la Colombière

San Claudio de la Colombière

San Claudio de la Colombière: Il Confessore del Sacro Cuore e l’Apostolo della Speranza

Nome

San Claudio de la Colombière

Titolo

Religioso

Nascita

2 febbraio 1641, Francia

Morte

15 febbraio 1682, Paray-le-Monial, Francia

Ricorrenza

15 febbraio

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

16 maggio 1929, Roma , papa Pio XI

Canonizzazione

31 maggio 1992, Roma , papa Giovanni Paolo II

 

Il Santo e la missione

La missione di San Claudio de la Colombière occupa un posto centrale nella storia della spiritualità moderna. Gesuita colto e raffinato, la sua missione prese una svolta decisiva quando fu inviato a Paray-le-Monial come superiore del collegio. Qui incontrò Santa Margherita Maria Alacoque, la mistica che riceveva le rivelazioni del Sacro Cuore ma che veniva derisa e incompresa. La missione di Claudio fu quella di essere lo “strumento provvidenziale” per autenticare e diffondere questo messaggio: egli riconobbe la mano di Dio nelle visioni della santa e si impegnò a far conoscere al mondo l’abisso d’amore del Cuore di Cristo. Inviato successivamente a Londra come predicatore della Duchessa di York, la sua missione divenne ancora più ardua e martiriale. In un contesto di violenta ostilità anticattolica, egli continuò a seminare la devozione al Cuore di Gesù, finché non fu falsamente accusato di complotto, arrestato e gettato in una prigione insalubre. La sua missione fu quella di una fede incrollabile nel nascondimento: anche se la sua salute fu minata dal carcere, egli non smise mai di essere l’apostolo della “grande promessa”, dimostrando che la missione non si misura dal successo visibile, ma dalla fedeltà totale alla volontà divina.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia in San Claudio de la Colombière si identifica totalmente con la devozione al Sacro Cuore. Per Claudio, il Cuore di Gesù è la sorgente stessa della misericordia, un oceano infinito pronto ad accogliere i peccatori più ostinati. La sua misericordia si manifestava nella direzione spirituale: egli non usava il rigore del giansenismo, molto diffuso all’epoca, ma proponeva la via della fiducia e dell’abbandono. La sua celebre “Preghiera di Fiducia” è un inno alla misericordia, dove scrive che nulla potrà mai esaurire la sua speranza nella bontà di Dio. Egli visse la misericordia anche come offerta del proprio soffrire. Durante l’ingiusta prigionia a Londra, rispose all’odio con il perdono e alla solitudine con l’offerta di sé. Claudio ci insegna che la misericordia è un atto di “riparazione”: amare per chi non ama, sperare per chi è disperato. La sua vita è un richiamo alla misericordia divina che si serve di anime umili e docili per portare il calore dell’amore di Cristo fin negli angoli più freddi e induriti della storia umana.

Agiografia

Terzo figlio del notaio Bertando, Claudio de la Colombière nacque in Francia nel 1641. Lasciò scritto che «aveva un’avversione orribile» per la vita religiosa, ma scelse comunque di diventare gesuita. Lione, Avignone e Parigi furono le tappe della sua brillante formazione…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

San Claudio de la Colombière: Il Confessore del Sacro Cuore e l’Apostolo della Speranza

Nome

San Claudio de la Colombière

Titolo

Religioso

Nascita

2 febbraio 1641, Francia

Morte

15 febbraio 1682, Paray-le-Monial, Francia

Ricorrenza

15 febbraio

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

16 maggio 1929, Roma , papa Pio XI

Canonizzazione

31 maggio 1992, Roma , papa Giovanni Paolo II

 

Il Santo e la missione

La missione di San Claudio de la Colombière occupa un posto centrale nella storia della spiritualità moderna. Gesuita colto e raffinato, la sua missione prese una svolta decisiva quando fu inviato a Paray-le-Monial come superiore del collegio. Qui incontrò Santa Margherita Maria Alacoque, la mistica che riceveva le rivelazioni del Sacro Cuore ma che veniva derisa e incompresa. La missione di Claudio fu quella di essere lo “strumento provvidenziale” per autenticare e diffondere questo messaggio: egli riconobbe la mano di Dio nelle visioni della santa e si impegnò a far conoscere al mondo l’abisso d’amore del Cuore di Cristo. Inviato successivamente a Londra come predicatore della Duchessa di York, la sua missione divenne ancora più ardua e martiriale. In un contesto di violenta ostilità anticattolica, egli continuò a seminare la devozione al Cuore di Gesù, finché non fu falsamente accusato di complotto, arrestato e gettato in una prigione insalubre. La sua missione fu quella di una fede incrollabile nel nascondimento: anche se la sua salute fu minata dal carcere, egli non smise mai di essere l’apostolo della “grande promessa”, dimostrando che la missione non si misura dal successo visibile, ma dalla fedeltà totale alla volontà divina.

Il Santo e le opere di misericordia

La misericordia in San Claudio de la Colombière si identifica totalmente con la devozione al Sacro Cuore. Per Claudio, il Cuore di Gesù è la sorgente stessa della misericordia, un oceano infinito pronto ad accogliere i peccatori più ostinati. La sua misericordia si manifestava nella direzione spirituale: egli non usava il rigore del giansenismo, molto diffuso all’epoca, ma proponeva la via della fiducia e dell’abbandono. La sua celebre “Preghiera di Fiducia” è un inno alla misericordia, dove scrive che nulla potrà mai esaurire la sua speranza nella bontà di Dio. Egli visse la misericordia anche come offerta del proprio soffrire. Durante l’ingiusta prigionia a Londra, rispose all’odio con il perdono e alla solitudine con l’offerta di sé. Claudio ci insegna che la misericordia è un atto di “riparazione”: amare per chi non ama, sperare per chi è disperato. La sua vita è un richiamo alla misericordia divina che si serve di anime umili e docili per portare il calore dell’amore di Cristo fin negli angoli più freddi e induriti della storia umana.

Agiografia

Terzo figlio del notaio Bertando, Claudio de la Colombière nacque in Francia nel 1641. Lasciò scritto che «aveva un’avversione orribile» per la vita religiosa, ma scelse comunque di diventare gesuita. Lione, Avignone e Parigi furono le tappe della sua brillante formazione…

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