San Giovan Giuseppe della Croce

il: 

5 Marzo 2025

di: 

San Giovan Giuseppe della Croce
San Giovan Giuseppe della Croce

San Giovan Giuseppe della Croce

San Giovan Giuseppe della Croce: Il Santo di Ischia e la Carità senza Limiti

Nome

San Giovan Giuseppe della Croce

Titolo

Francescano Alcantarino

Nascita

15 agosto 1654, Ischia

Morte

5 marzo 1734, Napoli

Ricorrenza

5 marzo

Martirologio

edizione 2004

Patrono di

Ischia

Beatificazione

24 maggio 1789, Roma, papa Pio VI

Canonizzazione

26 maggio 1839, Roma, papa Gregorio XVI

Martirologio Romano

Sempre a Napoli, san Giovanni Giuseppe della Croce (Carlo Gaetano) Calosirto, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che, sulle orme di san Pietro di Alcántara, ripristinò la disciplina religiosa in molti conventi della provincia napoletana.

 

Il Santo e la missione

La missione di San Giovan Giuseppe della Croce si è espressa come una radicale riforma del cuore e delle strutture ecclesiali attraverso il carisma alcantarino. Nato nell’isola d’Ischia, avvertì giovanissimo la missione di riportare l’Ordine Francescano alla sua originaria purezza e povertà. La sua missione non fu fatta di grandi discorsi, ma di un silenzio operoso: fu inviato a fondare il convento di Santa Lucia al Monte a Napoli e, successivamente, ricevette l’arduo incarico di riunificare i due rami della provincia alcantarina napoletana. La sua missione fu quella di essere un “costruttore di pace” e di austerità, guidando i confratelli non con il comando, ma con l’esempio di una vita vissuta ai piedi della Croce. Egli interpretò la sua missione sacerdotale come una continua intercessione tra Dio e il popolo. Nonostante cercasse il nascondimento, la sua missione lo rese un punto di riferimento per tutta Napoli: dai nobili ai lazzari, tutti cercavano il suo consiglio. Si caricò della missione di confessore instancabile, vedendo in ogni anima un tesoro da riconsegnare a Dio. San Giovan Giuseppe ci insegna che la missione più feconda è quella che nasce da un’unione profonda con Cristo, capace di trasformare un umile frate in un pilastro di speranza per un’intera città.

Il Santo e le opere di misericordia

In San Giovan Giuseppe della Croce, la misericordia risplende come condivisione estrema della povertà. Era soprannominato il “Frate delle cento pezze” perché il suo abito era così rattoppato da essere esso stesso un monumento alla misericordia verso la materia povera e verso gli ultimi. La sua misericordia era un “farsi nulla” per lasciare spazio a Dio: digiunava e si sottoponeva a dure penitenze per ottenere la grazia della conversione per i peccatori che incontrava. Per lui, la misericordia non era un sentimento, ma un sacrificio offerto per la salvezza del prossimo. Egli visse la misericordia anche attraverso il carisma della guarigione e del miracolo. Si racconta che la sua intercessione fosse potente nel lenire le sofferenze fisiche dei malati, ma la sua preoccupazione principale restava la misericordia spirituale: curare le piaghe dell’anima attraverso il sacramento della Riconciliazione. La sua misericordia si manifestava nella dolcezza infinita con cui accoglieva i disperati, offrendo loro non solo una parola di conforto, ma una speranza certa radicata nella Passione di Cristo. San Giovan Giuseppe ci ricorda che la misericordia è la capacità di portare la Croce degli altri con lo stesso amore con cui Cristo ha portato la nostra.

Agiografia

Carlo Gaetano furono i nomi di Battesimo di questo santo: nomi che egli stesso cambiò in Giovanni Giuseppe della Croce, quando fu ricevuto novizio nell’Ordine Minore Riformato…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

San Giovan Giuseppe della Croce: Il Santo di Ischia e la Carità senza Limiti

Nome

San Giovan Giuseppe della Croce

Titolo

Francescano Alcantarino

Nascita

15 agosto 1654, Ischia

Morte

5 marzo 1734, Napoli

Ricorrenza

5 marzo

Martirologio

edizione 2004

Patrono di

Ischia

Beatificazione

24 maggio 1789, Roma, papa Pio VI

Canonizzazione

26 maggio 1839, Roma, papa Gregorio XVI

Martirologio Romano

Sempre a Napoli, san Giovanni Giuseppe della Croce (Carlo Gaetano) Calosirto, sacerdote dell’Ordine dei Frati Minori, che, sulle orme di san Pietro di Alcántara, ripristinò la disciplina religiosa in molti conventi della provincia napoletana.

 

Il Santo e la missione

La missione di San Giovan Giuseppe della Croce si è espressa come una radicale riforma del cuore e delle strutture ecclesiali attraverso il carisma alcantarino. Nato nell’isola d’Ischia, avvertì giovanissimo la missione di riportare l’Ordine Francescano alla sua originaria purezza e povertà. La sua missione non fu fatta di grandi discorsi, ma di un silenzio operoso: fu inviato a fondare il convento di Santa Lucia al Monte a Napoli e, successivamente, ricevette l’arduo incarico di riunificare i due rami della provincia alcantarina napoletana. La sua missione fu quella di essere un “costruttore di pace” e di austerità, guidando i confratelli non con il comando, ma con l’esempio di una vita vissuta ai piedi della Croce. Egli interpretò la sua missione sacerdotale come una continua intercessione tra Dio e il popolo. Nonostante cercasse il nascondimento, la sua missione lo rese un punto di riferimento per tutta Napoli: dai nobili ai lazzari, tutti cercavano il suo consiglio. Si caricò della missione di confessore instancabile, vedendo in ogni anima un tesoro da riconsegnare a Dio. San Giovan Giuseppe ci insegna che la missione più feconda è quella che nasce da un’unione profonda con Cristo, capace di trasformare un umile frate in un pilastro di speranza per un’intera città.

Il Santo e le opere di misericordia

In San Giovan Giuseppe della Croce, la misericordia risplende come condivisione estrema della povertà. Era soprannominato il “Frate delle cento pezze” perché il suo abito era così rattoppato da essere esso stesso un monumento alla misericordia verso la materia povera e verso gli ultimi. La sua misericordia era un “farsi nulla” per lasciare spazio a Dio: digiunava e si sottoponeva a dure penitenze per ottenere la grazia della conversione per i peccatori che incontrava. Per lui, la misericordia non era un sentimento, ma un sacrificio offerto per la salvezza del prossimo. Egli visse la misericordia anche attraverso il carisma della guarigione e del miracolo. Si racconta che la sua intercessione fosse potente nel lenire le sofferenze fisiche dei malati, ma la sua preoccupazione principale restava la misericordia spirituale: curare le piaghe dell’anima attraverso il sacramento della Riconciliazione. La sua misericordia si manifestava nella dolcezza infinita con cui accoglieva i disperati, offrendo loro non solo una parola di conforto, ma una speranza certa radicata nella Passione di Cristo. San Giovan Giuseppe ci ricorda che la misericordia è la capacità di portare la Croce degli altri con lo stesso amore con cui Cristo ha portato la nostra.

Agiografia

Carlo Gaetano furono i nomi di Battesimo di questo santo: nomi che egli stesso cambiò in Giovanni Giuseppe della Croce, quando fu ricevuto novizio nell’Ordine Minore Riformato…

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