Santa Rebecca Ar-Rayès

il: 

23 Marzo 2025

di: 

Santa Rebecca Ar-Rayès
Santa Rebecca Ar-Rayès

Santa Rebecca Ar-Rayès

Santa Rebecca Ar-Rayès: La Santa della Sofferenza e della Gioia

Nome

Santa Rebecca Ar-Rayès

Titolo

Religiosa

Nascita

1832, Libano

Morte

XIX Secolo, Batrun, Libano

Ricorrenza

23 marzo

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

17 novembre 1985, Roma, papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione

10 giugno 2001, Roma, papa Giovanni Paolo II

 

Martirologio Romano

Presso ad-Dahr in Libano, santa Rebecca ar-Rayyas da Himláya, vergine della Congregazione delle Suore Libanesi Maronite, che, cieca per trent’anni e affetta da altre infermità in tutto il corpo, perseverò nell’orazione continua confidando solo in Dio.

Il Santo e la missione

La missione di Santa Rebecca Ar-Rayès è una testimonianza sconvolgente di come la malattia possa essere trasformata in una vocazione apostolica. Dopo una vita spesa nell’insegnamento e nel servizio, Rebecca chiese al Signore il privilegio di partecipare alla Sua Passione. La sua preghiera fu esaudita con trent’anni di atroci sofferenze fisiche, tra cui la cecità e la paralisi. La sua missione non fu più “fare”, ma “essere” un’offerta vivente. In questo martirio bianco, ella non ha mai smesso di sorridere e di ringraziare, diventando un faro per il suo monastero e per tutto il Libano. La sua missione ci insegna che il valore di una vita non risiede nella sua efficienza esteriore, ma nella capacità di abitare il dolore con amore, rendendolo uno strumento di redenzione per il mondo intero.

Il Santo e le opere di misericordia

In Santa Rebecca, la misericordia si manifesta come una “pazienza eroica” che non conosce lamento. La sua è stata una misericordia verso il prossimo mediata dal sacrificio personale: offriva ogni sua piaga e ogni istante di buio per la conversione dei peccatori e per la pace nella sua terra martoriata. Viveva la misericordia di Dio come una carezza che sosteneva il suo corpo fragile, permettendole di trasfigurare l’agonia in estasi. Nonostante i dolori lancinanti, la sua preoccupazione era sempre per le consorelle, verso le quali mostrava una tenerezza infinita. Santa Rebecca ci ricorda che la misericordia di Dio splende con più forza nelle nostre debolezze e che, attraverso l’accettazione fiduciosa della croce, possiamo diventare canali di una grazia che guarisce le anime anche quando il corpo non può essere sanato.

Agiografia

Butroussiyyah (Pietra o Piera) Ar-Rayyes nacque nella città di Himlaya in Libano. La data di nascita precisa non è conosciuta, poiché i documenti andarono persi quando la città fu saccheggiata dai drusi nel 1860. Suo padre era Mourad Saber al-Chabaq Ar-Ra-yyes, la madre si chiamava Rafqa El-Gemayel, entrambi erano maroniti…

CONTINUA

Fonte dell’articolo e immagini

SantoDelGiorno.it

Santa Rebecca Ar-Rayès: La Santa della Sofferenza e della Gioia

Nome

Santa Rebecca Ar-Rayès

Titolo

Religiosa

Nascita

1832, Libano

Morte

XIX Secolo, Batrun, Libano

Ricorrenza

23 marzo

Martirologio

edizione 2004

Beatificazione

17 novembre 1985, Roma, papa Giovanni Paolo II

Canonizzazione

10 giugno 2001, Roma, papa Giovanni Paolo II

 

Martirologio Romano

Presso ad-Dahr in Libano, santa Rebecca ar-Rayyas da Himláya, vergine della Congregazione delle Suore Libanesi Maronite, che, cieca per trent’anni e affetta da altre infermità in tutto il corpo, perseverò nell’orazione continua confidando solo in Dio.

Il Santo e la missione

La missione di Santa Rebecca Ar-Rayès è una testimonianza sconvolgente di come la malattia possa essere trasformata in una vocazione apostolica. Dopo una vita spesa nell’insegnamento e nel servizio, Rebecca chiese al Signore il privilegio di partecipare alla Sua Passione. La sua preghiera fu esaudita con trent’anni di atroci sofferenze fisiche, tra cui la cecità e la paralisi. La sua missione non fu più “fare”, ma “essere” un’offerta vivente. In questo martirio bianco, ella non ha mai smesso di sorridere e di ringraziare, diventando un faro per il suo monastero e per tutto il Libano. La sua missione ci insegna che il valore di una vita non risiede nella sua efficienza esteriore, ma nella capacità di abitare il dolore con amore, rendendolo uno strumento di redenzione per il mondo intero.

Il Santo e le opere di misericordia

In Santa Rebecca, la misericordia si manifesta come una “pazienza eroica” che non conosce lamento. La sua è stata una misericordia verso il prossimo mediata dal sacrificio personale: offriva ogni sua piaga e ogni istante di buio per la conversione dei peccatori e per la pace nella sua terra martoriata. Viveva la misericordia di Dio come una carezza che sosteneva il suo corpo fragile, permettendole di trasfigurare l’agonia in estasi. Nonostante i dolori lancinanti, la sua preoccupazione era sempre per le consorelle, verso le quali mostrava una tenerezza infinita. Santa Rebecca ci ricorda che la misericordia di Dio splende con più forza nelle nostre debolezze e che, attraverso l’accettazione fiduciosa della croce, possiamo diventare canali di una grazia che guarisce le anime anche quando il corpo non può essere sanato.

Agiografia

Butroussiyyah (Pietra o Piera) Ar-Rayyes nacque nella città di Himlaya in Libano. La data di nascita precisa non è conosciuta, poiché i documenti andarono persi quando la città fu saccheggiata dai drusi nel 1860. Suo padre era Mourad Saber al-Chabaq Ar-Ra-yyes, la madre si chiamava Rafqa El-Gemayel, entrambi erano maroniti…

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SantoDelGiorno.it

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