Sant’Anania di Damasco

Sant' Anania di Damasco-santo della misericordia
Sant’Anania di Damasco: Il Discepolo dell’Obbedienza e il Battezzatore di Paolo
Nome
Sant’Anania di Damasco
Titolo
Martire
Nascita
I secolo a. C., Damasco
Morte
I secolo d. C, Eleuteropoli
Ricorrenza
25 gennaio
Martirologio
edizione 2004
Luogo reliquie
Cattedrale di San Vito
Martirologio Romano
Commemorazione di sant’Anania, discepolo del Signore, che battezzò Paolo a Damasco dopo la sua conversione.
Il Santo e la missione
La missione di Sant’Anania è l’emblema della missione basata sulla fiducia assoluta nella voce di Dio. Inizialmente timoroso nel dover incontrare Saulo, noto persecutore dei cristiani, Anania superò le proprie resistenze umane per farsi strumento del disegno divino. La sua missione non fu quella di un grande predicatore di folle, ma quella, altrettanto vitale, del “ponte”: egli fu il legame necessario affinché colui che era un nemico diventasse l’Apostolo delle Genti. Senza il suo coraggioso atto di obbedienza, la storia della Chiesa avrebbe preso una piega diversa. Anania interpretò la missione come un atto di accompagnamento e cura. Entrando nella casa dove Paolo si trovava cieco e digiuno, non portò solo il Battesimo, ma restituì la vista e la dignità a un uomo distrutto dal proprio passato. La sua missione ci insegna che, a volte, il compito più alto di un missionario è quello di accogliere chi sembra lontano o pericoloso, riconoscendo in lui un fratello scelto da Dio per grandi cose. È la missione dell’umiltà che prepara la strada ai grandi trasformatori del mondo.
Il Santo e la misericordia
La misericordia risplende in Sant’Anania come capacità di superare il pregiudizio. Egli esercitò la misericordia nel momento in cui mise da parte la paura e il risentimento verso chi aveva fatto soffrire la sua comunità. Chiamando Saulo “fratello” al suo primo incontro, Anania anticipò con un gesto umano la misericordia divina che aveva già perdonato il futuro apostolo. La sua è una misericordia concreta, che si sporca le mani per curare le ferite dell’altro e che accoglie il peccatore pentito senza riserve. Inoltre, Anania visse la misericordia come servizio silenzioso e discreto. Dopo aver battezzato Paolo, egli scompare quasi dalle cronache bibliche, lasciando che sia l’altro a risplendere. Questo atteggiamento rivela una misericordia che non cerca il protagonismo, ma che gode sinceramente del bene altrui e della crescita del Regno di Dio. Sant’Anania ci ricorda che la vera misericordia consiste nell’aprire porte, nel ridare la vista a chi vaga nelle tenebre e nel credere, contro ogni evidenza umana, nella capacità di ogni anima di rinascere a vita nuova.
Agiografia
Un episodio degli Atti degli Apostoli, può esser detto, senza incertezza, terribile e terrorizzante. L l’episodio di Anania e di sua moglie Saffira; un episodio che dà i brividi e potrebbe far giudicare per lo meno temibile il Principe degli Apostoli, se non si tenesse conto del perché di tanta durezza…
Fonte dell’articolo e immagini
Sant’Anania di Damasco: Il Discepolo dell’Obbedienza e il Battezzatore di Paolo
Nome
Sant’Anania di Damasco
Titolo
Martire
Nascita
I secolo a. C., Damasco
Morte
I secolo d. C, Eleuteropoli
Ricorrenza
25 gennaio
Martirologio
edizione 2004
Luogo reliquie
Cattedrale di San Vito
Martirologio Romano
Commemorazione di sant’Anania, discepolo del Signore, che battezzò Paolo a Damasco dopo la sua conversione.
Il Santo e la missione
La missione di Sant’Anania è l’emblema della missione basata sulla fiducia assoluta nella voce di Dio. Inizialmente timoroso nel dover incontrare Saulo, noto persecutore dei cristiani, Anania superò le proprie resistenze umane per farsi strumento del disegno divino. La sua missione non fu quella di un grande predicatore di folle, ma quella, altrettanto vitale, del “ponte”: egli fu il legame necessario affinché colui che era un nemico diventasse l’Apostolo delle Genti. Senza il suo coraggioso atto di obbedienza, la storia della Chiesa avrebbe preso una piega diversa. Anania interpretò la missione come un atto di accompagnamento e cura. Entrando nella casa dove Paolo si trovava cieco e digiuno, non portò solo il Battesimo, ma restituì la vista e la dignità a un uomo distrutto dal proprio passato. La sua missione ci insegna che, a volte, il compito più alto di un missionario è quello di accogliere chi sembra lontano o pericoloso, riconoscendo in lui un fratello scelto da Dio per grandi cose. È la missione dell’umiltà che prepara la strada ai grandi trasformatori del mondo.
Il Santo e la misericordia
La misericordia risplende in Sant’Anania come capacità di superare il pregiudizio. Egli esercitò la misericordia nel momento in cui mise da parte la paura e il risentimento verso chi aveva fatto soffrire la sua comunità. Chiamando Saulo “fratello” al suo primo incontro, Anania anticipò con un gesto umano la misericordia divina che aveva già perdonato il futuro apostolo. La sua è una misericordia concreta, che si sporca le mani per curare le ferite dell’altro e che accoglie il peccatore pentito senza riserve. Inoltre, Anania visse la misericordia come servizio silenzioso e discreto. Dopo aver battezzato Paolo, egli scompare quasi dalle cronache bibliche, lasciando che sia l’altro a risplendere. Questo atteggiamento rivela una misericordia che non cerca il protagonismo, ma che gode sinceramente del bene altrui e della crescita del Regno di Dio. Sant’Anania ci ricorda che la vera misericordia consiste nell’aprire porte, nel ridare la vista a chi vaga nelle tenebre e nel credere, contro ogni evidenza umana, nella capacità di ogni anima di rinascere a vita nuova.
Agiografia
Un episodio degli Atti degli Apostoli, può esser detto, senza incertezza, terribile e terrorizzante. L l’episodio di Anania e di sua moglie Saffira; un episodio che dà i brividi e potrebbe far giudicare per lo meno temibile il Principe degli Apostoli, se non si tenesse conto del perché di tanta durezza…
Fonte dell’articolo e immagini

Sant' Anania di Damasco-santo della misericordia


