Santi Filemone ed Appia

Santi Filemone ed Appia-santi della misericordia
Santi Filemone ed Appia: Sposi, martiri e testimoni di una misericordia che diventa missione
Nome
Santi Filemone ed Appia
Titolo
Sposi e martiri, discepoli di San Paolo
Ricorrenza
22 novembre
Martirologio
edizione 2004
Martirologio Romano
Commemorazione di san Filemone di Colossi, della cui carità per Cristo Gesù si rallegrò san Paolo Apostolo; è venerato insieme a sua moglie santa Affia.
Il Santo e la missione
La missione dei Santi Filemone ed Appia è quella dei primi cristiani: annunciare il Vangelo non solo con le parole, ma attraverso la tessitura di relazioni nuove, libere e riconciliate. Erano discepoli di San Paolo e collaboratori nel ministero per l’evangelizzazione delle comunità nascenti. La loro casa era un centro missionario, una piccola “chiesa domestica” dove la fede si trasmetteva, dove si pregava, si condividevano i beni e si sostenivano i fratelli nella persecuzione. La loro missione è attualissima: evangelizzare con la vita, trasformare la quotidianità in annuncio, custodire la fede nelle prove. È la stessa missione che oggi spazio + spadoni promuove nelle sue opere: comunità di misericordia capaci di rigenerare territori e cuori.
Il Santo e le opere di misericordia
I Santi Filemone ed Appia, sposi e martiri, incarnano una forma di misericordia domestica e missionaria insieme. La loro casa era la “chiesa che si raduna”, come scrive San Paolo, uno spazio aperto all’accoglienza, alla fraternità e alla cura dei più deboli. Le opere di misericordia, nella loro vita, non erano gesti eccezionali, ma lo stile quotidiano del Vangelo: ospitalità generosa, ascolto, accompagnamento dei fratelli e sostegno ai perseguitati. Vivere la misericordia significava rischiare tutto, anche la vita, pur di restare fedeli al Vangelo dell’amore. Oggi la loro testimonianza ricorda che ogni famiglia può diventare luogo di misericordia: una casa che accoglie, consola, educa alla fede e genera pace.
Agiografia
Filemone, cittadino di Colosse, in Frigia, convertito da S. Paolo (25 gen., 29 gin.), fu il destinatario della più breve (ma toccante a livello personale) delle Lettere di S. Paolo. In questa lettera, che racchiude tutto ciò che sappiamo di lui, Paolo lo chiama «nostro caro collaboratore», il che suggerisce che Filemone, dopo la sua conversione, abbia preso parte attivamente alla vita della Chiesa…
Fonte dell’articolo e immagini
Santi Filemone ed Appia: Sposi, martiri e testimoni di una misericordia che diventa missione
Nome
Santi Filemone ed Appia
Titolo
Sposi e martiri, discepoli di San Paolo
Ricorrenza
22 novembre
Martirologio
edizione 2004
Martirologio Romano
Commemorazione di san Filemone di Colossi, della cui carità per Cristo Gesù si rallegrò san Paolo Apostolo; è venerato insieme a sua moglie santa Affia.
Il Santo e la missione
La missione dei Santi Filemone ed Appia è quella dei primi cristiani: annunciare il Vangelo non solo con le parole, ma attraverso la tessitura di relazioni nuove, libere e riconciliate. Erano discepoli di San Paolo e collaboratori nel ministero per l’evangelizzazione delle comunità nascenti. La loro casa era un centro missionario, una piccola “chiesa domestica” dove la fede si trasmetteva, dove si pregava, si condividevano i beni e si sostenivano i fratelli nella persecuzione. La loro missione è attualissima: evangelizzare con la vita, trasformare la quotidianità in annuncio, custodire la fede nelle prove. È la stessa missione che oggi spazio + spadoni promuove nelle sue opere: comunità di misericordia capaci di rigenerare territori e cuori.
Il Santo e le opere di misericordia
I Santi Filemone ed Appia, sposi e martiri, incarnano una forma di misericordia domestica e missionaria insieme. La loro casa era la “chiesa che si raduna”, come scrive San Paolo, uno spazio aperto all’accoglienza, alla fraternità e alla cura dei più deboli. Le opere di misericordia, nella loro vita, non erano gesti eccezionali, ma lo stile quotidiano del Vangelo: ospitalità generosa, ascolto, accompagnamento dei fratelli e sostegno ai perseguitati. Vivere la misericordia significava rischiare tutto, anche la vita, pur di restare fedeli al Vangelo dell’amore. Oggi la loro testimonianza ricorda che ogni famiglia può diventare luogo di misericordia: una casa che accoglie, consola, educa alla fede e genera pace.
Agiografia
Filemone, cittadino di Colosse, in Frigia, convertito da S. Paolo (25 gen., 29 gin.), fu il destinatario della più breve (ma toccante a livello personale) delle Lettere di S. Paolo. In questa lettera, che racchiude tutto ciò che sappiamo di lui, Paolo lo chiama «nostro caro collaboratore», il che suggerisce che Filemone, dopo la sua conversione, abbia preso parte attivamente alla vita della Chiesa…
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