Chiara Corbella Petrillo: una vita donata per amore

il: 

23 Febbraio 2026

di: 

Chiara-Corbella-Petrillo
Chiara-Corbella-Petrillo

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Da oggi, ogni lunedì, la rubrica “Testimoni di misericordia” presenta vita e opere di misericordia di un testimone dei nostri giorni

Chiara Corbella Petrillo (1984-2012)

Chiara Corbella Petrillo nacque a Roma il 9 gennaio 1984 in una famiglia cattolica. Cresciuta nella fede, incontrò Enrico Petrillo durante un pellegrinaggio e si sposarono nel 2008 ad Assisi. Affrontò gravidanze difficili e la perdita dei primi due figli con grande fede, accogliendo la vita come dono. Durante la terza gravidanza, decise di rimandare le cure per proteggere il figlio Francesco, pur combattendo un tumore maligno. Morì il 13 giugno 2012, a soli 28 anni, lasciando una testimonianza di amore e speranza. La Chiesa ha aperto la sua causa di beatificazione.

1. Accogliere la vita, accogliere Cristo

La testimonianza di Chiara è anzitutto una testimonianza di accoglienza della vita in ogni sua forma. Di fronte alla diagnosi delle gravi malformazioni dei primi due figli, Chiara ed Enrico scelsero di portare avanti le gravidanze, accogliendo quei bambini come doni, anche se per breve tempo. La loro decisione non fu dettata da ideologia ma da una profonda fede cristiana, che vede la vita come sacra dal concepimento fino alla sua conclusione naturale. Questa scelta radicale di amore fu per molti un’eco moderna della testimonianza di altre figure cristiane che hanno saputo dire “sì” alla vita in circostanze difficilissime.

2. Fede e sofferenza: un cammino di misericordia

Quando, alla terza gravidanza, a Chiara venne diagnosticato un tumore maligno alla lingua, scelse di ritardare le cure più aggressive per non compromettere la vita del nascituro, Francesco, che venne alla luce sano il 30 maggio 2011. Questo atteggiamento, che mise la vita del figlio al centro, non fu un gesto eroico isolato, ma la naturale conseguenza di una fede che aveva imparato a fidarsi di Dio anche in mezzo alla sofferenza. Nei mesi successivi, quando la malattia si aggravò e si diffuse ad altri organi, Chiara affrontò le difficoltà con serenità e profonda fiducia, accompagnata dalla preghiera, dai sacramenti e dall’affetto della sua comunità.

3. Eredità spirituale e strada verso la beatificazione

La forza della testimonianza di Chiara non si esaurisce nella sua vita terrena: dopo la sua morte, molti fedeli hanno avvertito nei frutti spirituali delle loro famiglie e comunità un segno della sua santità. Per questo motivo la Chiesa cattolica ha avviato la sua causa di beatificazione, riconoscendola Serva di Dio e avviando il percorso verso gli altari. Le testimonianze di grazie, di conversioni e di speranza suscitate dalla sua vicenda sottolineano come la sua vita di fede, speranza e amore concreto sia un modello per cristiani e non, soprattutto per quanti affrontano sofferenze, lutti o sfide personali.

Chiara Corbella Petrillo rimane per molti un segno luminoso di misericordia nel nostro tempo: una donna che, nella normalità della sua vocazione di sposa e madre, ha trasformato dolori e scelte difficili in un canto di affidamento a Dio, indicandoci la bellezza di una fede vissuta fino all’ultimo respiro

Immagine

  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Da oggi, ogni lunedì, la rubrica “Testimoni di misericordia” presenta vita e opere di misericordia di un testimone dei nostri giorni

Chiara Corbella Petrillo (1984-2012)

Chiara Corbella Petrillo nacque a Roma il 9 gennaio 1984 in una famiglia cattolica. Cresciuta nella fede, incontrò Enrico Petrillo durante un pellegrinaggio e si sposarono nel 2008 ad Assisi. Affrontò gravidanze difficili e la perdita dei primi due figli con grande fede, accogliendo la vita come dono. Durante la terza gravidanza, decise di rimandare le cure per proteggere il figlio Francesco, pur combattendo un tumore maligno. Morì il 13 giugno 2012, a soli 28 anni, lasciando una testimonianza di amore e speranza. La Chiesa ha aperto la sua causa di beatificazione.

1. Accogliere la vita, accogliere Cristo

La testimonianza di Chiara è anzitutto una testimonianza di accoglienza della vita in ogni sua forma. Di fronte alla diagnosi delle gravi malformazioni dei primi due figli, Chiara ed Enrico scelsero di portare avanti le gravidanze, accogliendo quei bambini come doni, anche se per breve tempo. La loro decisione non fu dettata da ideologia ma da una profonda fede cristiana, che vede la vita come sacra dal concepimento fino alla sua conclusione naturale. Questa scelta radicale di amore fu per molti un’eco moderna della testimonianza di altre figure cristiane che hanno saputo dire “sì” alla vita in circostanze difficilissime.

2. Fede e sofferenza: un cammino di misericordia

Quando, alla terza gravidanza, a Chiara venne diagnosticato un tumore maligno alla lingua, scelse di ritardare le cure più aggressive per non compromettere la vita del nascituro, Francesco, che venne alla luce sano il 30 maggio 2011. Questo atteggiamento, che mise la vita del figlio al centro, non fu un gesto eroico isolato, ma la naturale conseguenza di una fede che aveva imparato a fidarsi di Dio anche in mezzo alla sofferenza. Nei mesi successivi, quando la malattia si aggravò e si diffuse ad altri organi, Chiara affrontò le difficoltà con serenità e profonda fiducia, accompagnata dalla preghiera, dai sacramenti e dall’affetto della sua comunità.

3. Eredità spirituale e strada verso la beatificazione

La forza della testimonianza di Chiara non si esaurisce nella sua vita terrena: dopo la sua morte, molti fedeli hanno avvertito nei frutti spirituali delle loro famiglie e comunità un segno della sua santità. Per questo motivo la Chiesa cattolica ha avviato la sua causa di beatificazione, riconoscendola Serva di Dio e avviando il percorso verso gli altari. Le testimonianze di grazie, di conversioni e di speranza suscitate dalla sua vicenda sottolineano come la sua vita di fede, speranza e amore concreto sia un modello per cristiani e non, soprattutto per quanti affrontano sofferenze, lutti o sfide personali.

Chiara Corbella Petrillo rimane per molti un segno luminoso di misericordia nel nostro tempo: una donna che, nella normalità della sua vocazione di sposa e madre, ha trasformato dolori e scelte difficili in un canto di affidamento a Dio, indicandoci la bellezza di una fede vissuta fino all’ultimo respiro

Immagine

  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni
Chiara-Corbella-Petrillo
Chiara-Corbella-Petrillo

Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

CONDIVIDI