Essere testimoni di misericordia – INCONTRARE

"Testimoni di misericordia" di N. Savarino
La rubrica “Testimoni di misericordia” con il libro (sfogliabile) di Nino Savarino. Questo lunedì, il verbo “incontrare” e l’opera “visitare i carcerati”
Un capitolo per volta del libro di Nino Savarino, Governatore della Misericordia di Rosolini, amico di spazio + spadoni e collaboratore di diversi progetti e del blog
Dal Salmo 133 (132)
Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! 3La il
Signore dona la benedizione e la vita per sempre.
Incontrare i fratelli è vita e benedizione
Dice Papa Francesco: “L’isolamento e la chiusura in sé stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’isolamento, no; vicinanza, sì. Cultura dello scontro, no; cultura dell’incontro, sì”.
“Un essere umano è fatto in modo tale che non si realizza, non si sviluppa e non può trovare la propria pienezza «se non attraverso un dono sincero di sé». E ugualmente non giunge a riconoscere a fondo la propria verità se non nell’incontro con gli altri: «Non comunico effettivamente con me stesso se non nella misura in cui comunico con l’altro».
Questo spiega perché nessuno può sperimentare il valore della vita senza volti concreti da amare. Qui sta un segreto dell’autentica esistenza umana, perché «la vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà”
Incontrare: parola stupenda che supera ogni solitudine.
L’incontro è la chiave che spalanca cuore e mente, che ci fa dire: eccomi, io sono qui.
Sono davvero tanti i fratelli che aspettano di essere incontrati.
Non lasciamo passare il nostro tempo senza incontrare gli altri: “non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte”.
Il nostro sarà un viaggio gioioso, leggero e bellissimo
se lo condividiamo con i fratelli che incontriamo lungo il nostro cammino
Cosa possiamo fare in concreto?
VISITARE I CARCERATI
Ecco la prima strada che siamo chiamati a percorrere: il mio visitare i
carcerati avrà senso quando nella quotidianità farò in modo di non dover
più andare a visitare i carcerati, quando sarò un buon cittadino e un
cristiano che non si gira dall’altra parte.
L’altra strada è quella da percorrere insieme a chi sta pagando la sua pena.
Guai a pensare che il carcere sia la soluzione.
Il carcere è certamente fondamentale ed importante per garantire la sicurezza sociale e instradare il
reo in un percorso di reinserimento. Tuttavia, da solo non basta. Anzi, può
essere addirittura luogo criminogeno. È necessario che, oltre alle vie
giuridiche, ci siano anche vie sociali.
L’opera di misericordia del visitare i carcerati avrà vera attuazione se io, noi,
la comunità cittadina creiamo un humus sociale accogliente.
(Nino Savarino: Eppure sono figli nostri, 2025)
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale (Lettera agli Ebrei 13, 3)
Fonte e immagine
- Nino Savarino, Testimoni di misericordia
La rubrica “Testimoni di misericordia” con il libro (sfogliabile) di Nino Savarino. Questo lunedì, il verbo “incontrare” e l’opera “visitare i carcerati”
Un capitolo per volta del libro di Nino Savarino, Governatore della Misericordia di Rosolini, amico di spazio + spadoni e collaboratore di diversi progetti e del blog
Dal Salmo 133 (132)
Ecco quanto è buono e quanto è soave che i fratelli vivano insieme! 3La il
Signore dona la benedizione e la vita per sempre.
Incontrare i fratelli è vita e benedizione
Dice Papa Francesco: “L’isolamento e la chiusura in sé stessi o nei propri interessi non sono mai la via per ridare speranza e operare un rinnovamento, ma è la vicinanza, è la cultura dell’incontro. L’isolamento, no; vicinanza, sì. Cultura dello scontro, no; cultura dell’incontro, sì”.
“Un essere umano è fatto in modo tale che non si realizza, non si sviluppa e non può trovare la propria pienezza «se non attraverso un dono sincero di sé». E ugualmente non giunge a riconoscere a fondo la propria verità se non nell’incontro con gli altri: «Non comunico effettivamente con me stesso se non nella misura in cui comunico con l’altro».
Questo spiega perché nessuno può sperimentare il valore della vita senza volti concreti da amare. Qui sta un segreto dell’autentica esistenza umana, perché «la vita sussiste dove c’è legame, comunione, fratellanza; ed è una vita più forte della morte quando è costruita su relazioni vere e legami di fedeltà”
Incontrare: parola stupenda che supera ogni solitudine.
L’incontro è la chiave che spalanca cuore e mente, che ci fa dire: eccomi, io sono qui.
Sono davvero tanti i fratelli che aspettano di essere incontrati.
Non lasciamo passare il nostro tempo senza incontrare gli altri: “non c’è vita dove si ha la pretesa di appartenere solo a sé stessi e di vivere come isole: in questi atteggiamenti prevale la morte”.
Il nostro sarà un viaggio gioioso, leggero e bellissimo
se lo condividiamo con i fratelli che incontriamo lungo il nostro cammino
Cosa possiamo fare in concreto?
VISITARE I CARCERATI
Ecco la prima strada che siamo chiamati a percorrere: il mio visitare i
carcerati avrà senso quando nella quotidianità farò in modo di non dover
più andare a visitare i carcerati, quando sarò un buon cittadino e un
cristiano che non si gira dall’altra parte.
L’altra strada è quella da percorrere insieme a chi sta pagando la sua pena.
Guai a pensare che il carcere sia la soluzione.
Il carcere è certamente fondamentale ed importante per garantire la sicurezza sociale e instradare il
reo in un percorso di reinserimento. Tuttavia, da solo non basta. Anzi, può
essere addirittura luogo criminogeno. È necessario che, oltre alle vie
giuridiche, ci siano anche vie sociali.
L’opera di misericordia del visitare i carcerati avrà vera attuazione se io, noi,
la comunità cittadina creiamo un humus sociale accogliente.
(Nino Savarino: Eppure sono figli nostri, 2025)
SPUNTI DI RIFLESSIONE
Ricordatevi dei carcerati, come se foste loro compagni di carcere, e di quelli che soffrono, essendo anche voi in un corpo mortale (Lettera agli Ebrei 13, 3)
Fonte e immagine
- Nino Savarino, Testimoni di misericordia

"Testimoni di misericordia" di N. Savarino


