Essere testimoni di misericordia – OBBEDIRE

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19 Gennaio 2026

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Obbedire-Nino-Savarino-Testimoni-di-misericordia
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N. Savarino, Testimoni di misericordia

La rubrica “Testimoni di misericordia” con il libro (sfogliabile) di Nino Savarino. Questo lunedì, il verbo “obbedire” e l’opera “sopportare le persone moleste”

Un capitolo per volta del libro di Nino Savarino, Governatore della Misericordia di Rosolini, amico di spazio + spadoni e collaboratore di diversi progetti e del blog

Dal Salmo 86 (85)

Mostrami, Signore, la tua via, perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice che tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore,
Dio mio, con tutto il cuore e darò gloria al tuo nome sempre,
perché
grande con me è la tua misericordia:
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Obbedienza e libertà: in Dio è possibile

Diceva Papa Francesco: “Obbedire a Dio? Significa che noi dobbiamo essere come schiavi, tutti legati? No, perché proprio chi obbedisce a Dio è libero, non è schiavo! E come si fa questo? Io obbedisco, non faccio la mia volontà e sono libero?
Sembra una contraddizione. E non è una contraddizione.

Obbedire viene dal latino, e significa ascoltare, sentire l’altro. Obbedire a Dio è ascoltare Dio, avere il cuore aperto per andare sulla strada che Dio ci indica.
L’obbedienza a Dio è ascoltare Dio. E questo ci fa liberi”.

“Dove abbiamo l’aiuto per andare per la strada di sentire Gesù? Nello Spirito Santo. Di questi fatti siamo testimoni noi: è lo Spirito Santo che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono”.

Obbedire a Dio o agli uomini? Obbedire a Dio o a noi stessi?

Gli uomini siamo maestri del compromesso. Con Dio il compromesso non ha senso.

L’obbedienza a Dio non è l’obbedienza a un superiore. Non è un “signorsì”. Il “signorsì” ti rende schiavo e irresponsabile. Il cristiano è invece uomo libero e corresponsabile della vita del fratello.

Obbedire a Dio è l’esercizio dell’ascolto della Sua Parola, di Gesù, nostro modello.

Mi piacerebbe essere come Don Camillo.

Guardo spesso il film Don Camillo: monsignore… ma non troppo. Meraviglioso il suo dialogo con Gesù.

Don Camillo: Signore, quante volte vi ho chiamato in questi tre anni e mai mi avete risposto, mentre ora, ecco di nuovo la vostra voce. Dio è più vicino qui che a Roma.
Gesù: Don Camillo, Dio è sempre alla stessa quota, qui ti pare più vicino perché qui sei più vicino a te stesso. Ascoltare Gesù richiede la genuinità del cuore. Lo Spirito Santo ti indica la via.

 

Il nostro viaggio sarà bellissimo e e libero da legacci
se lo affrontiamo nell’obbedienza a Dio e nell’ascolto della Sua Parola.

Cosa possiamo fare in concreto?

SOPPORTARE LE PERSONE MOLESTE

“Che cosa dobbiamo fare con le persone moleste?

Ma anche noi tante volte siamo molesti agli altri.

Perché tra le opere di misericordia è stata
inserita anche questa? Sopportare pazientemente le persone moleste?

Nella Bibbia vediamo che Dio stesso deve usare misericordia per
sopportare le lamentele del suo popolo.

Ad esempio nel libro dell’Esodo il popolo risulta davvero insopportabile:
prima piange perché è schiavo in
Egitto, e Dio lo libera; poi, nel deserto, si lamenta perché non c’è da
mangiare (cfr 16,3), e Dio manda le quaglie e la manna (cfr 16,13-16),
ma nonostante questo le lamentele non cessano.

Ma Dio ha avuto pazienza e così ha insegnato a Mosè e al popolo
anche questa dimensione essenziale della fede.

Viene quindi spontanea una prima domanda:
facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte,
possiamo risultare molesti agli
altri?

È facile puntare il dito contro i difetti e le mancanze altrui,
ma
dobbiamo imparare a metterci nei panni degli altri”.

(Papa Francesco, Udienza Generale, 16 novembre 2016)

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. (1 Corinzi 13, 4 – 7).

Fonte e immagine

  • Nino Savarino, Testimoni di misericordia, pp. 56-60

La rubrica “Testimoni di misericordia” con il libro (sfogliabile) di Nino Savarino. Questo lunedì, il verbo “obbedire” e l’opera “sopportare le persone moleste”

Un capitolo per volta del libro di Nino Savarino, Governatore della Misericordia di Rosolini, amico di spazio + spadoni e collaboratore di diversi progetti e del blog

Dal Salmo 86 (85)

Mostrami, Signore, la tua via, perché nella tua verità io cammini;
donami un cuore semplice che tema il tuo nome.
Ti loderò, Signore,
Dio mio, con tutto il cuore e darò gloria al tuo nome sempre,
perché
grande con me è la tua misericordia:
dal profondo degli inferi mi hai strappato.

Obbedienza e libertà: in Dio è possibile

Diceva Papa Francesco: “Obbedire a Dio? Significa che noi dobbiamo essere come schiavi, tutti legati? No, perché proprio chi obbedisce a Dio è libero, non è schiavo! E come si fa questo? Io obbedisco, non faccio la mia volontà e sono libero?
Sembra una contraddizione. E non è una contraddizione.

Obbedire viene dal latino, e significa ascoltare, sentire l’altro. Obbedire a Dio è ascoltare Dio, avere il cuore aperto per andare sulla strada che Dio ci indica.
L’obbedienza a Dio è ascoltare Dio. E questo ci fa liberi”.

“Dove abbiamo l’aiuto per andare per la strada di sentire Gesù? Nello Spirito Santo. Di questi fatti siamo testimoni noi: è lo Spirito Santo che Dio ha dato a quelli che gli obbediscono”.

Obbedire a Dio o agli uomini? Obbedire a Dio o a noi stessi?

Gli uomini siamo maestri del compromesso. Con Dio il compromesso non ha senso.

L’obbedienza a Dio non è l’obbedienza a un superiore. Non è un “signorsì”. Il “signorsì” ti rende schiavo e irresponsabile. Il cristiano è invece uomo libero e corresponsabile della vita del fratello.

Obbedire a Dio è l’esercizio dell’ascolto della Sua Parola, di Gesù, nostro modello.

Mi piacerebbe essere come Don Camillo.

Guardo spesso il film Don Camillo: monsignore… ma non troppo. Meraviglioso il suo dialogo con Gesù.

Don Camillo: Signore, quante volte vi ho chiamato in questi tre anni e mai mi avete risposto, mentre ora, ecco di nuovo la vostra voce. Dio è più vicino qui che a Roma.
Gesù: Don Camillo, Dio è sempre alla stessa quota, qui ti pare più vicino perché qui sei più vicino a te stesso. Ascoltare Gesù richiede la genuinità del cuore. Lo Spirito Santo ti indica la via.

 

Il nostro viaggio sarà bellissimo e e libero da legacci
se lo affrontiamo nell’obbedienza a Dio e nell’ascolto della Sua Parola.

Cosa possiamo fare in concreto?

SOPPORTARE LE PERSONE MOLESTE

“Che cosa dobbiamo fare con le persone moleste?

Ma anche noi tante volte siamo molesti agli altri.

Perché tra le opere di misericordia è stata
inserita anche questa? Sopportare pazientemente le persone moleste?

Nella Bibbia vediamo che Dio stesso deve usare misericordia per
sopportare le lamentele del suo popolo.

Ad esempio nel libro dell’Esodo il popolo risulta davvero insopportabile:
prima piange perché è schiavo in
Egitto, e Dio lo libera; poi, nel deserto, si lamenta perché non c’è da
mangiare (cfr 16,3), e Dio manda le quaglie e la manna (cfr 16,13-16),
ma nonostante questo le lamentele non cessano.

Ma Dio ha avuto pazienza e così ha insegnato a Mosè e al popolo
anche questa dimensione essenziale della fede.

Viene quindi spontanea una prima domanda:
facciamo mai l’esame di coscienza per vedere se anche noi, a volte,
possiamo risultare molesti agli
altri?

È facile puntare il dito contro i difetti e le mancanze altrui,
ma
dobbiamo imparare a metterci nei panni degli altri”.

(Papa Francesco, Udienza Generale, 16 novembre 2016)

 

SPUNTI DI RIFLESSIONE

La carità è paziente, è benigna la carità; non è invidiosa la carità, non si vanta, non si gonfia, 5non manca di rispetto, non cerca il suo interesse, non si adira, non tiene conto del male ricevuto, non gode dell’ingiustizia, ma si compiace della verità. Tutto copre, tutto crede, tutto spera, tutto sopporta. (1 Corinzi 13, 4 – 7).

Fonte e immagine

  • Nino Savarino, Testimoni di misericordia, pp. 56-60
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N. Savarino, Testimoni di misericordia

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