Annunciato il tema della Giornata Mondiale della Pace 2026

il: 

29 Agosto 2025

di: 

Papa-pace
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Fonte: Vatican News

 “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”: l’annuncio dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

(di Edoardo Giribaldi)

Dai primi istanti del suo pontificato, quando per la prima volta, nel pomeriggio dell’8 maggio, si è affacciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, fino al tema della Giornata Mondiale della Pace 2026 — annunciato il 26 agosto, dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale — la pace è rimasta il filo d’oro che attraversa le parole e i gesti di Papa Leone XIV.

“Abbracciare una pace autentica”

Nel comunicato che accompagna il tema, si legge che il Pontefice “invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia”. Una pace che non è semplice assenza di conflitti, ma scelta di disarmo, “cioè non fondata sulla paura”. Il silenzio delle artiglierie diventa allora “disarmante”, perché “capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza”.

Ma non basta invocarla, ammonisce ancora il testo: “bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”. “La pace sia con voi”: dal saluto del Cristo Risorto a quello del Successore di Pietro, l’invito è universale, rivolto a “credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini”, con l’ardente desiderio di “edificare il Regno di Dio e costruire insieme un futuro umano e pacifico”.

Riconoscere, assumere, attraversare le differenze

Nelle parole di Leone XIV, il tema della pace non è mai disgiunto dal contesto presente, con le sue ferite ancora aperte.

“Il nostro mondo presenta le cicatrici profonde del conflitto, della disuguaglianza, del degrado ambientale e di un crescente senso di disconnessione spirituale”, ricordava di recente, rivolgendosi ai partecipanti alla Settimana Ecumenica di Stoccolma nel centenario dell’Incontro Ecumenico del 1925.

La riconciliazione, notava nel discorso ai movimenti e associazioni che hanno dato vita all’Arena di pace di Verona, nasce “dalla realtà”, dai territori e dalle comunità, e cresce nelle istituzioni locali. Non negando “differenze” e “conflittualità”, ma riconoscendole, assumendole e attraversandole.

Fonte e immagine

 “La pace sia con tutti voi: verso una pace disarmata e disarmante”: l’annuncio dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale

(di Edoardo Giribaldi)

Dai primi istanti del suo pontificato, quando per la prima volta, nel pomeriggio dell’8 maggio, si è affacciato dalla Loggia centrale della Basilica di San Pietro, fino al tema della Giornata Mondiale della Pace 2026 — annunciato il 26 agosto, dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale — la pace è rimasta il filo d’oro che attraversa le parole e i gesti di Papa Leone XIV.

“Abbracciare una pace autentica”

Nel comunicato che accompagna il tema, si legge che il Pontefice “invita l’umanità a rifiutare la logica della violenza e della guerra, per abbracciare una pace autentica, fondata sull’amore e sulla giustizia”. Una pace che non è semplice assenza di conflitti, ma scelta di disarmo, “cioè non fondata sulla paura”. Il silenzio delle artiglierie diventa allora “disarmante”, perché “capace di sciogliere i conflitti, aprire i cuori e generare fiducia, empatia e speranza”.

Ma non basta invocarla, ammonisce ancora il testo: “bisogna incarnarla in uno stile di vita che rifiuti ogni forma di violenza, visibile o strutturale”. “La pace sia con voi”: dal saluto del Cristo Risorto a quello del Successore di Pietro, l’invito è universale, rivolto a “credenti, non credenti, responsabili politici e cittadini”, con l’ardente desiderio di “edificare il Regno di Dio e costruire insieme un futuro umano e pacifico”.

Riconoscere, assumere, attraversare le differenze

Nelle parole di Leone XIV, il tema della pace non è mai disgiunto dal contesto presente, con le sue ferite ancora aperte.

“Il nostro mondo presenta le cicatrici profonde del conflitto, della disuguaglianza, del degrado ambientale e di un crescente senso di disconnessione spirituale”, ricordava di recente, rivolgendosi ai partecipanti alla Settimana Ecumenica di Stoccolma nel centenario dell’Incontro Ecumenico del 1925.

La riconciliazione, notava nel discorso ai movimenti e associazioni che hanno dato vita all’Arena di pace di Verona, nasce “dalla realtà”, dai territori e dalle comunità, e cresce nelle istituzioni locali. Non negando “differenze” e “conflittualità”, ma riconoscendole, assumendole e attraversandole.

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Fonte: Vatican News

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