Il Papa in Libano: un appello per la pace e la dignità di un popolo segnato da sofferenze

Fonte: Vatican News
Arrivato a Beirut, papa Leone XIV ha dato inizio alla seconda tappa del suo primo viaggio apostolico, dopo una prima tappa in Türkiye
Un gesto di affetto e simboli di speranza
All’aeroporto, ieri pomeriggio, il Papa è stato accolto dalle più alte cariche dello Stato: il presidente Joseph Aoun, il presidente dell’Assemblea Nazionale Nabih Berri, il primo ministro Nawaf Salam, insieme al capo della Chiesa maronita Béchara Boutros Raï. Due bambini in costume tradizionale hanno offerto al Pontefice pane e acqua, segno di accoglienza e semplicità.
Tra gli eventi simbolici, la piantumazione — seppur ridotta a un piccolo esemplare — di un “cedro dell’amicizia” nel giardino presidenziale: gesto che rappresenta il desiderio di pace e rinascita per il “Paese dei cedri”.
Un appello per la pace, la giustizia e la coesione sociale
Nel suo discorso alle autorità e alla società civile, il Papa ha rivolto un appello forte al Libano, definendo la pace «un dono e un cantiere sempre aperto». Ha chiesto istituzioni attente al bene comune, che riconoscano soprattutto il ruolo delle donne, tutelino la dignità delle persone e offrano un futuro concreto ai giovani.
Ha altresì invocato una «guarigione della memoria» per una terra martoriata da crisi economiche, migrazioni, divisioni confessionali e tragedie come l’esplosione del porto di Beirut del 2020.
Un segno di speranza per un Paese diviso, ma ancora capace di accogliere
Il Libano, con la sua storia di convivenza multireligiosa e multiculturale, torna sotto i riflettori internazionali. La visita di Leone XIV vuole essere un segno che il Vaticano non ha dimenticato la sua comunità cristiana — ma anche un appello alla solidarietà verso tutti i suoi abitanti.
Le difficoltà restano molte: instabilità economica, fughe di giovani all’estero, tensioni interne, le ferite aperte delle guerre e delle divisioni. Ma la presenza del Papa a Beirut — accolta da festosi saluti di fedeli e cittadini — rappresenta un richiamo a non perdere la speranza e a lavorare, insieme, per ricostruire fiducia e coesione
Fonte e immagine
Arrivato a Beirut, papa Leone XIV ha dato inizio alla seconda tappa del suo primo viaggio apostolico, dopo una prima tappa in Türkiye
Un gesto di affetto e simboli di speranza
All’aeroporto, ieri pomeriggio, il Papa è stato accolto dalle più alte cariche dello Stato: il presidente Joseph Aoun, il presidente dell’Assemblea Nazionale Nabih Berri, il primo ministro Nawaf Salam, insieme al capo della Chiesa maronita Béchara Boutros Raï. Due bambini in costume tradizionale hanno offerto al Pontefice pane e acqua, segno di accoglienza e semplicità.
Tra gli eventi simbolici, la piantumazione — seppur ridotta a un piccolo esemplare — di un “cedro dell’amicizia” nel giardino presidenziale: gesto che rappresenta il desiderio di pace e rinascita per il “Paese dei cedri”.
Un appello per la pace, la giustizia e la coesione sociale
Nel suo discorso alle autorità e alla società civile, il Papa ha rivolto un appello forte al Libano, definendo la pace «un dono e un cantiere sempre aperto». Ha chiesto istituzioni attente al bene comune, che riconoscano soprattutto il ruolo delle donne, tutelino la dignità delle persone e offrano un futuro concreto ai giovani.
Ha altresì invocato una «guarigione della memoria» per una terra martoriata da crisi economiche, migrazioni, divisioni confessionali e tragedie come l’esplosione del porto di Beirut del 2020.
Un segno di speranza per un Paese diviso, ma ancora capace di accogliere
Il Libano, con la sua storia di convivenza multireligiosa e multiculturale, torna sotto i riflettori internazionali. La visita di Leone XIV vuole essere un segno che il Vaticano non ha dimenticato la sua comunità cristiana — ma anche un appello alla solidarietà verso tutti i suoi abitanti.
Le difficoltà restano molte: instabilità economica, fughe di giovani all’estero, tensioni interne, le ferite aperte delle guerre e delle divisioni. Ma la presenza del Papa a Beirut — accolta da festosi saluti di fedeli e cittadini — rappresenta un richiamo a non perdere la speranza e a lavorare, insieme, per ricostruire fiducia e coesione
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Fonte: Vatican News


