La “festa” dei Movimenti popolari in Vaticano

Il Papa e Guadalupe (Fonte: Vatican News)
Il 23 ottobre , Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti al V Incontro mondiale dei Movimenti popolari, provenienti da tutto il mondo, radunatisi a Roma per un momento di pellegrinaggio giubilare
L’evento è stato preceduto da una celebrazione festosa: i Movimenti si sono mossi in processione da Spin Time Lab — uno spazio sociale all’Esquilino occupato da realtà legate ai movimenti popolari — verso il Vaticano, accompagnati da canti, danze, striscioni con le scritte “Terra, casa e lavoro”.
All’ingresso dell’Aula Paolo VI e durante l’udienza si respirava una forte carica emotiva: molti partecipanti erano al loro primo incontro con il Papa e l’occasione è stata vissuta come segno di ascolto e accoglienza della Chiesa.
Nel suo intervento, il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha sottolineato il legame del Papa con i poveri. Lo ha ringraziato per l’esortazione apostolica Dilexi te e per aver considerato i movimenti “un posto nel cuore della Chiesa”.
Don Mattia Ferrari, coordinatore dell’Encuentro Mundial de Movimientos Populares (EMMP), ha descritto i Movimenti popolari come comunità di persone “escluse e oppresse” che si organizzano per contrastare le ingiustizie e praticare la solidarietà.
Ha rimarcato come molti di questi movimenti abbiano già incontrato la Chiesa e come Papa Francesco abbia inteso estendere quell’incontro all’intera comunità ecclesiale: i mondi della politica, dell’economia, la società devono ascoltare e includere i movimenti per dare voce ai più deboli.
Durante l’udienza, è intervenuta una giovane donna di nome Guadalupe — migrante messicana residente negli Stati Uniti — che ha parlato a nome dei popoli privati di terra, casa e lavoro. Ha invocato “una cultura della pace, dell’incontro, della non violenza” e ha chiesto al Papa vicinanza alle sofferenze delle comunità povere.
Il gesto del Pontefice — che si è alzato in piedi, ha stretto la mano a Guadalupe — ha suscitato un forte applauso, simbolo del desiderio di fraternità e speranza che anima questo incontro.
In chiusura, l’udienza non è stata solo momento simbolico, ma richiamo concreto a “camminare con la Chiesa” insieme ai popoli più fragili. Canti, lingue diverse, presenze umili (contadini, riciclatori, artigiani) hanno confermato che questa “festa” è anche un invito a costruire un mondo più giusto, in cui chi vive ai margini venga ascoltato e incluso.
Fonte e immagine
Il 23 ottobre , Papa Leone XIV ha ricevuto in udienza i partecipanti al V Incontro mondiale dei Movimenti popolari, provenienti da tutto il mondo, radunatisi a Roma per un momento di pellegrinaggio giubilare
L’evento è stato preceduto da una celebrazione festosa: i Movimenti si sono mossi in processione da Spin Time Lab — uno spazio sociale all’Esquilino occupato da realtà legate ai movimenti popolari — verso il Vaticano, accompagnati da canti, danze, striscioni con le scritte “Terra, casa e lavoro”.
All’ingresso dell’Aula Paolo VI e durante l’udienza si respirava una forte carica emotiva: molti partecipanti erano al loro primo incontro con il Papa e l’occasione è stata vissuta come segno di ascolto e accoglienza della Chiesa.
Nel suo intervento, il cardinale Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, ha sottolineato il legame del Papa con i poveri. Lo ha ringraziato per l’esortazione apostolica Dilexi te e per aver considerato i movimenti “un posto nel cuore della Chiesa”.
Don Mattia Ferrari, coordinatore dell’Encuentro Mundial de Movimientos Populares (EMMP), ha descritto i Movimenti popolari come comunità di persone “escluse e oppresse” che si organizzano per contrastare le ingiustizie e praticare la solidarietà.
Ha rimarcato come molti di questi movimenti abbiano già incontrato la Chiesa e come Papa Francesco abbia inteso estendere quell’incontro all’intera comunità ecclesiale: i mondi della politica, dell’economia, la società devono ascoltare e includere i movimenti per dare voce ai più deboli.
Durante l’udienza, è intervenuta una giovane donna di nome Guadalupe — migrante messicana residente negli Stati Uniti — che ha parlato a nome dei popoli privati di terra, casa e lavoro. Ha invocato “una cultura della pace, dell’incontro, della non violenza” e ha chiesto al Papa vicinanza alle sofferenze delle comunità povere.
Il gesto del Pontefice — che si è alzato in piedi, ha stretto la mano a Guadalupe — ha suscitato un forte applauso, simbolo del desiderio di fraternità e speranza che anima questo incontro.
In chiusura, l’udienza non è stata solo momento simbolico, ma richiamo concreto a “camminare con la Chiesa” insieme ai popoli più fragili. Canti, lingue diverse, presenze umili (contadini, riciclatori, artigiani) hanno confermato che questa “festa” è anche un invito a costruire un mondo più giusto, in cui chi vive ai margini venga ascoltato e incluso.
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Il Papa e Guadalupe (Fonte: Vatican News)


