Medio Oriente | “La guerra, di nuovo!”

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2 Marzo 2026

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Foto di Олег Мороз su Unsplash

Mentre il conflitto in Medio Oriente si riaccende, Papa Leone XIV leva un appello forte e diretto: fermare la spirale della violenza, proteggere i civili e rimettere al centro la dignità dei bambini

“Da questo momento che io sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo: specialmente ieri, oggi e non sappiamo per quanti giorni, nel Medio Oriente. La guerra, di nuovo! Anche noi dobbiamo essere annunciatori del messaggio di pace, la pace di Gesù, la pace che Dio vuole per tutti. Allora bisogna pregare molto per la pace e cercare come vivere l’unità e come rifiutare sempre quella tentazione di far male all’altro. La violenza non è mai la scelta giusta. E dobbiamo scegliere sempre il bene”

Durante la sua visita domenicale alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo nel quartiere romano del Quarticciolo, Papa Leone XIV ha lanciato un appello accorato sulla situazione internazionale, esprimendo profonda preoccupazione per la nuova guerra in Medio Oriente e sottolineando con forza che “Dio vuole la pace per tutti”.

Un clima di tensione mondiale caratterizza questo inizio di marzo: mentre Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’offensiva militare nei confronti dell’Iran, con conseguenti reazioni e un aumento dei rischi di un conflitto più ampio, il Pontefice ha voluto porre l’attenzione sul cuore della tragedia: la sofferenza delle popolazioni civili, in particolare dei bambini.

Durante l’incontro con i fedeli, Leone XIV ha ricordato con parole forti la realtà drammatica di Gaza, dove “tanti bambini sono morti, tanti sono rimasti senza famiglia, senza casa, senza una scuola dove apprendere e giocare”. Ha usato queste immagini non per creare ulteriore allarmismo, ma per invitare tutti a considerare la dignità umana al centro di ogni decisione politica e militare.

Il Papa ha invitato a pregare intensamente per la pace e a riflettere sulla responsabilità di ciascuno nel promuovere la convivenza pacifica. «La violenza non è mai la scelta giusta. Dobbiamo scegliere sempre il bene», ha detto, sottolineando che essere annunciatori della pace di Gesù significa rifiutare la tentazione di fare del male all’altro e impegnarsi con determinazione nel dialogo e nella riconciliazione.

Questo appello alla pace non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di riflessioni che il Pontefice ha già espresso in altri momenti, come nell’Angelus domenicale, dove ha ricordato che “la stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, sincero e responsabile”.

La guerra, nella visione di Leone XIV, non è un destino inevitabile ma una scelta sempre possibile da evitare. Per questo il Papa ha lanciato un richiamo morale a tutte le parti coinvolte nella crisi mediorientale: fermare la spirale della violenza prima che si trasformi in “una voragine irreparabile”, promuovere il ruolo della diplomazia, e impegnarsi a favore del bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia.

Il Pontefice ha anche voluto collegare questa dimensione internazionale al contesto locale, parlando ai presenti del problema della droga e delle difficoltà sociali che affliggono molte periferie come il Quarticciolo: «Rifiutare ciò che fa male e dire ‘sì’ a ciò che fa bene» è un impegno che parte dalle singole comunità e si allarga a una visione di pace e di giustizia sociale.

Le parole del Santo Padre risuonano quindi come un invito a non rassegnarsi davanti alla violenza, ma a coltivare fede, speranza e carità, che – ha detto – sono “la luce dell’amore” anche nei luoghi più difficili.

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Mentre il conflitto in Medio Oriente si riaccende, Papa Leone XIV leva un appello forte e diretto: fermare la spirale della violenza, proteggere i civili e rimettere al centro la dignità dei bambini

“Da questo momento che io sono molto preoccupato per ciò che succede nel mondo: specialmente ieri, oggi e non sappiamo per quanti giorni, nel Medio Oriente. La guerra, di nuovo! Anche noi dobbiamo essere annunciatori del messaggio di pace, la pace di Gesù, la pace che Dio vuole per tutti. Allora bisogna pregare molto per la pace e cercare come vivere l’unità e come rifiutare sempre quella tentazione di far male all’altro. La violenza non è mai la scelta giusta. E dobbiamo scegliere sempre il bene”

Durante la sua visita domenicale alla parrocchia dell’Ascensione di Nostro Signore Gesù Cristo nel quartiere romano del Quarticciolo, Papa Leone XIV ha lanciato un appello accorato sulla situazione internazionale, esprimendo profonda preoccupazione per la nuova guerra in Medio Oriente e sottolineando con forza che “Dio vuole la pace per tutti”.

Un clima di tensione mondiale caratterizza questo inizio di marzo: mentre Israele e gli Stati Uniti hanno avviato un’offensiva militare nei confronti dell’Iran, con conseguenti reazioni e un aumento dei rischi di un conflitto più ampio, il Pontefice ha voluto porre l’attenzione sul cuore della tragedia: la sofferenza delle popolazioni civili, in particolare dei bambini.

Durante l’incontro con i fedeli, Leone XIV ha ricordato con parole forti la realtà drammatica di Gaza, dove “tanti bambini sono morti, tanti sono rimasti senza famiglia, senza casa, senza una scuola dove apprendere e giocare”. Ha usato queste immagini non per creare ulteriore allarmismo, ma per invitare tutti a considerare la dignità umana al centro di ogni decisione politica e militare.

Il Papa ha invitato a pregare intensamente per la pace e a riflettere sulla responsabilità di ciascuno nel promuovere la convivenza pacifica. «La violenza non è mai la scelta giusta. Dobbiamo scegliere sempre il bene», ha detto, sottolineando che essere annunciatori della pace di Gesù significa rifiutare la tentazione di fare del male all’altro e impegnarsi con determinazione nel dialogo e nella riconciliazione.

Questo appello alla pace non è isolato, ma si inserisce in un quadro più ampio di riflessioni che il Pontefice ha già espresso in altri momenti, come nell’Angelus domenicale, dove ha ricordato che “la stabilità e la pace non si costruiscono con minacce reciproche né con le armi, che seminano distruzione, dolore e morte, ma solo attraverso un dialogo ragionevole, sincero e responsabile”.

La guerra, nella visione di Leone XIV, non è un destino inevitabile ma una scelta sempre possibile da evitare. Per questo il Papa ha lanciato un richiamo morale a tutte le parti coinvolte nella crisi mediorientale: fermare la spirale della violenza prima che si trasformi in “una voragine irreparabile”, promuovere il ruolo della diplomazia, e impegnarsi a favore del bene dei popoli, che anelano a una convivenza pacifica fondata sulla giustizia.

Il Pontefice ha anche voluto collegare questa dimensione internazionale al contesto locale, parlando ai presenti del problema della droga e delle difficoltà sociali che affliggono molte periferie come il Quarticciolo: «Rifiutare ciò che fa male e dire ‘sì’ a ciò che fa bene» è un impegno che parte dalle singole comunità e si allarga a una visione di pace e di giustizia sociale.

Le parole del Santo Padre risuonano quindi come un invito a non rassegnarsi davanti alla violenza, ma a coltivare fede, speranza e carità, che – ha detto – sono “la luce dell’amore” anche nei luoghi più difficili.

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