Vaticano | Una cena di Natale per i poveri tra le colonne di San Pietro

Fonte: Vatican News
Il 7 dicembre, circa 120 persone senza fissa dimora hanno condiviso un pasto natalizio grazie all’impegno dell’Elemosineria Apostolica e della parrocchia di San Pietro
Roma — Domenica 7 dicembre 2025 — In una sera che profuma di Natale, le colonne barocche del colonnato progettato da Gian Lorenzo Bernini si sono trasformate in un grande refettorio di accoglienza per chi ogni giorno vive ai margini della città. Intorno alle 18:00, circa 120 persone senza dimora hanno varcato idealmente la soglia della Chiesa per sedersi a tavola in un’atmosfera di rispetto, dignità e condivisione.
Una tavolata sotto le colonne
I tavoli — rotondi e apparecchiati con cura con tovaglie bianche, sedie bianche, piatti e bicchieri — hanno accolto gli ospiti con un menù da “cenone di Natale”: antipasto, pasta al salmone, pesce con patate e panettone. Ma non è stato solo un pasto: è stata un’occasione di incontro, ascolto e calore umano. Un momento di fraternità e di accoglienza, un’opera di misericordia che fa bene al cuore.
L’iniziativa, giunta anche quest’anno, ha visto la collaborazione della Parrocchia di San Pietro con l’Elemosineria Apostolica, con il sostegno organizzativo del Governatorato della Città del Vaticano e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
Oltre il pasto: dignità, ascolto, comunità
Durante la serata, non è mancata la musica: zampognari, giovani musicisti e persino l’intervento del cantante Amedeo Minghi — che ha interpretato “La vita mia” — insieme a un gruppo di ballerini, hanno contribuito a trasformare la cena in una vera festa. Alcuni presenti hanno potuto ballare, altri semplicemente dialogare, raccontare storie, condividere attimi di umanità.
Ogni tavolo aveva anche la “sedia di Maria”: un gesto simbolico pensato per offrire ascolto, accogliere racconti, emozioni, speranze. C’era una persona ad ascoltare i racconti delle persone sedute e i più bei pensieri raccolti, scritti su piccoli cuoricini, arriveranno al Papa.
Chi è l’Elemosineria Apostolica
L’Elemosineria Apostolica è l’ufficio della Santa Sede incaricato da secoli di esercitare la carità verso i poveri a nome del Sommo Pontefice. La sua storia risale ai primi secoli della Chiesa, e formalmente l’istituzione fu stabilita nel XIII secolo da Gregorio X.
Dal 5 giugno 2022, con la riforma della Curia Romana tramite la costituzione apostolica Praedicate Evangelium, l’Elemosineria ha assunto anche il nome di Dicastero per il Servizio della Carità, confermando la missione della Chiesa e del Papa accanto a chi vive in condizioni di fragilità.
Attraverso iniziative come la cena del 7 dicembre, l’Elemosineria cerca di concretizzare quella che spesso viene chiamata “opzione preferenziale per i poveri”, offrendo non solo assistenza materiale ma occasione di ascolto, dignità e inclusione.
Un Natale di speranza e vicinanza
La cena di domenica sera non è solo un gesto occasionale: è un segno di cura, presenza e comunità, nel cuore del cristianesimo, a pochi passi dalla Basilica più famosa del mondo. In un momento storico in cui l’attenzione per i più vulnerabili sembra spesso venir meno, iniziative come questa ricordano che le festività — soprattutto il Natale — segnano un tempo di fraternità, accoglienza e umanità.
Per molti ospiti, la cena sotto le colonne di San Pietro è stata più di un pasto: è stata l’occasione di sentirsi parte di una comunità, ascoltati, accolti. Un gesto concreto che — come disse qualcuno — “non è un favore, ma un atto di dignità”.
Fonte e immagine
Il 7 dicembre, circa 120 persone senza fissa dimora hanno condiviso un pasto natalizio grazie all’impegno dell’Elemosineria Apostolica e della parrocchia di San Pietro
Roma — Domenica 7 dicembre 2025 — In una sera che profuma di Natale, le colonne barocche del colonnato progettato da Gian Lorenzo Bernini si sono trasformate in un grande refettorio di accoglienza per chi ogni giorno vive ai margini della città. Intorno alle 18:00, circa 120 persone senza dimora hanno varcato idealmente la soglia della Chiesa per sedersi a tavola in un’atmosfera di rispetto, dignità e condivisione.
Una tavolata sotto le colonne
I tavoli — rotondi e apparecchiati con cura con tovaglie bianche, sedie bianche, piatti e bicchieri — hanno accolto gli ospiti con un menù da “cenone di Natale”: antipasto, pasta al salmone, pesce con patate e panettone. Ma non è stato solo un pasto: è stata un’occasione di incontro, ascolto e calore umano. Un momento di fraternità e di accoglienza, un’opera di misericordia che fa bene al cuore.
L’iniziativa, giunta anche quest’anno, ha visto la collaborazione della Parrocchia di San Pietro con l’Elemosineria Apostolica, con il sostegno organizzativo del Governatorato della Città del Vaticano e del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede.
Oltre il pasto: dignità, ascolto, comunità
Durante la serata, non è mancata la musica: zampognari, giovani musicisti e persino l’intervento del cantante Amedeo Minghi — che ha interpretato “La vita mia” — insieme a un gruppo di ballerini, hanno contribuito a trasformare la cena in una vera festa. Alcuni presenti hanno potuto ballare, altri semplicemente dialogare, raccontare storie, condividere attimi di umanità.
Ogni tavolo aveva anche la “sedia di Maria”: un gesto simbolico pensato per offrire ascolto, accogliere racconti, emozioni, speranze. C’era una persona ad ascoltare i racconti delle persone sedute e i più bei pensieri raccolti, scritti su piccoli cuoricini, arriveranno al Papa.
Chi è l’Elemosineria Apostolica
L’Elemosineria Apostolica è l’ufficio della Santa Sede incaricato da secoli di esercitare la carità verso i poveri a nome del Sommo Pontefice. La sua storia risale ai primi secoli della Chiesa, e formalmente l’istituzione fu stabilita nel XIII secolo da Gregorio X.
Dal 5 giugno 2022, con la riforma della Curia Romana tramite la costituzione apostolica Praedicate Evangelium, l’Elemosineria ha assunto anche il nome di Dicastero per il Servizio della Carità, confermando la missione della Chiesa e del Papa accanto a chi vive in condizioni di fragilità.
Attraverso iniziative come la cena del 7 dicembre, l’Elemosineria cerca di concretizzare quella che spesso viene chiamata “opzione preferenziale per i poveri”, offrendo non solo assistenza materiale ma occasione di ascolto, dignità e inclusione.
Un Natale di speranza e vicinanza
La cena di domenica sera non è solo un gesto occasionale: è un segno di cura, presenza e comunità, nel cuore del cristianesimo, a pochi passi dalla Basilica più famosa del mondo. In un momento storico in cui l’attenzione per i più vulnerabili sembra spesso venir meno, iniziative come questa ricordano che le festività — soprattutto il Natale — segnano un tempo di fraternità, accoglienza e umanità.
Per molti ospiti, la cena sotto le colonne di San Pietro è stata più di un pasto: è stata l’occasione di sentirsi parte di una comunità, ascoltati, accolti. Un gesto concreto che — come disse qualcuno — “non è un favore, ma un atto di dignità”.
Fonte e immagine

Fonte: Vatican News


