Diocesi di Acireale | Testimoni fino al dono della vita

Un momento della Veglia missionaria (Acireale)
La diocesi siciliana celebra i missionari martiri. Don Orazio Sciacca: «i martiri ci insegnano che l’amore di Dio si annuncia con la vita»
Una chiesa raccolta, illuminata dalla preghiera e dalla memoria, ha accolto nella serata di martedì 24 marzo la veglia “Gente di primavera”, promossa dall’Ufficio Missionario diocesano insieme ai Missio Giovani, guidato da don Orazio Sciacca.
Nella chiesa Santa Margherita di Pozzillo, retta da don Andrea Grasso, la comunità si è ritrovata per vivere la 34ª Giornata dei Missionari Martiri, nel giorno che ricorda il sacrificio del vescovo Óscar Arnulfo Romero, ucciso nel 1980 mentre celebrava l’Eucaristia.
Un momento carico di significato, fatto di silenzi, testimonianze e preghiere, per fare memoria di quanti, anche oggi, donano la propria vita per il Vangelo. La veglia ha voluto richiamare con forza il valore della missione ed ha visto anche la testimonianza della Comunità Papa Giovanni XXIII che vive un’azione missionaria attraverso la condivisione con gli ultimi e la promozione di progetti multisettoriali per l’autosviluppo nei Paesi poveri.
Nel corso della celebrazione, don Orazio Sciacca ha sottolineato:
«Fare memoria dei martiri missionari è un momento forte per non dimenticare coloro che hanno donato la vita per Cristo. Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere testimoni dell’amore di Dio nell’oggi della storia, della nostra storia, per vivere il Vangelo pienamente nella nostra esistenza».
Parole che hanno accompagnato la comunità da un semplice ricordo ad un impegno concreto. Non è mancato, infatti, il richiamo alla carità operosa, del vicario generale mons. Agostino Russo:
«La preghiera è la prima azione missionaria e la prima forza della speranza. Il sangue dei martiri è simbolo di fedeltà e di testimonianza fino all’eroismo. Traduciamo la preghiera in gesti di solidarietà per essere testimoni coraggiosi sulle strade del mondo. L’odio perseguita ed uccide, chi ascolta mette in pratica».
La veglia si è così confermata come un segno di una Chiesa viva che, facendo memoria, rinnova il proprio slancio missionario. Al termine della celebrazione è stato affidato il mandato missionario al diacono Sebastiano Genco e alla sua équipe, in partenza per la missione in Africa, precisamente in Guinea-Bissau, dove sono attivi da ventotto anni.
Secondo il rapporto annuale dell’Agenzia Fides, nel 2025 sono stati uccisi nel mondo diciassette missionari e operatori pastorali cattolici. Il dato segna un aumento di quattro unità rispetto all’anno precedente. Tra le vittime si contano sacerdoti, religiosi, seminaristi, catechisti e laici, con l’Africa come continente più colpito.
Fonte e immagine
- Ufficio Stampa Diocesi di Acireale
La diocesi siciliana celebra i missionari martiri. Don Orazio Sciacca: «i martiri ci insegnano che l’amore di Dio si annuncia con la vita»
Una chiesa raccolta, illuminata dalla preghiera e dalla memoria, ha accolto nella serata di martedì 24 marzo la veglia “Gente di primavera”, promossa dall’Ufficio Missionario diocesano insieme ai Missio Giovani, guidato da don Orazio Sciacca.
Nella chiesa Santa Margherita di Pozzillo, retta da don Andrea Grasso, la comunità si è ritrovata per vivere la 34ª Giornata dei Missionari Martiri, nel giorno che ricorda il sacrificio del vescovo Óscar Arnulfo Romero, ucciso nel 1980 mentre celebrava l’Eucaristia.
Un momento carico di significato, fatto di silenzi, testimonianze e preghiere, per fare memoria di quanti, anche oggi, donano la propria vita per il Vangelo. La veglia ha voluto richiamare con forza il valore della missione ed ha visto anche la testimonianza della Comunità Papa Giovanni XXIII che vive un’azione missionaria attraverso la condivisione con gli ultimi e la promozione di progetti multisettoriali per l’autosviluppo nei Paesi poveri.
Nel corso della celebrazione, don Orazio Sciacca ha sottolineato:
«Fare memoria dei martiri missionari è un momento forte per non dimenticare coloro che hanno donato la vita per Cristo. Lo Spirito Santo ci aiuti ad essere testimoni dell’amore di Dio nell’oggi della storia, della nostra storia, per vivere il Vangelo pienamente nella nostra esistenza».
Parole che hanno accompagnato la comunità da un semplice ricordo ad un impegno concreto. Non è mancato, infatti, il richiamo alla carità operosa, del vicario generale mons. Agostino Russo:
«La preghiera è la prima azione missionaria e la prima forza della speranza. Il sangue dei martiri è simbolo di fedeltà e di testimonianza fino all’eroismo. Traduciamo la preghiera in gesti di solidarietà per essere testimoni coraggiosi sulle strade del mondo. L’odio perseguita ed uccide, chi ascolta mette in pratica».
La veglia si è così confermata come un segno di una Chiesa viva che, facendo memoria, rinnova il proprio slancio missionario. Al termine della celebrazione è stato affidato il mandato missionario al diacono Sebastiano Genco e alla sua équipe, in partenza per la missione in Africa, precisamente in Guinea-Bissau, dove sono attivi da ventotto anni.
Secondo il rapporto annuale dell’Agenzia Fides, nel 2025 sono stati uccisi nel mondo diciassette missionari e operatori pastorali cattolici. Il dato segna un aumento di quattro unità rispetto all’anno precedente. Tra le vittime si contano sacerdoti, religiosi, seminaristi, catechisti e laici, con l’Africa come continente più colpito.
Fonte e immagine
- Ufficio Stampa Diocesi di Acireale

Un momento della Veglia missionaria (Acireale)


