Giubileo | Bilanci e domande

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19 Dicembre 2025

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Dal nostro corrispondente Luciano Tosco, interrogativi, riflessioni e prospettive sull’anno giubilare trascorso

Il Giubileo 2025 volge al termine, all’incrocio e in continuità con il Natale. Eventi per sperimentare e condividere dimensioni di Fede e Umane, ma troppo spesso confinati nell’indifferenza o ridotti a pura occasione di turismo e consumo.
Presto ci saranno stime definitive sugli ospiti a Roma, sulle visite alle sue Basiliche, sulla partecipazione alla quarantina di “Giubilei particolari” articolati nell’anno.

Ma al di là di valutazioni quantitative, quali interrogativi pone questo Evento? Quali dimensioni di senso e prospettive, in una contemporaneità segnata da profonde fratture nei contesti internazionali, nazionali, sociali e famigliari; con linguaggi e azioni improntate a ostilità e violenza; dove la corsa alle prestazioni e al successo lascia indietro i più fragili?

Il Giubileo 2025 che ha riempito Basilica e piazza San Pietro, mentre le Chiese sono sempre più vuote, è la rappresentazione plastica del tramonto della religione (in Italia quella cattolica) come recentemente affermato dal Cardinale Zuppi, quale modello pervasivo di pratica/devozione/ritualità quotidiana, e della sua sostituzione con Eventi episodici di spettacolarizzazione mediatica?

Oppure se, sempre per usare parole di Zuppi, il cristianesimo permane, nella cultura e società secolarizzata e plurale come una tra le tante possibilità di realizzazione umana, questo Giubileo è espressione ed esercizio di una spiritualità tesa a connettere la Vita con il Vangelo?

Vorrei che si potesse rispondere affermando che il Giubileo, oggi, non è quello della tradizione: una periodica pratica rituale di credenti per ottenere l’indulgenza.

Vorrei invece che rappresentasse il cammino di conversione verso le sue originarie “parole simbolo” contenute nel Levitico (25.10) per il Popolo Eletto e ribadite da Gesù, il Bambino del Natale, per l’intera umanità, nel Vangelo (Lc, 4, 18).

Queste le parole:

  • Ricomposizione della società. Il “Giubileo” o “Anno di Grazia del Signore” è proposta Profetica di ricomposizione, di una società di uguali, senza poveri e oppressi, attraverso una redistribuzione equa dei beni e del potere;
  • Bene e Male. Il Bene è Armonia (Dio), il Male è Divisione (Demonio). Entrambi coesistono nella Fragilità dell’Uomo singolo e nella società;
  • Perdono e Indulgenza. L’uomo è soggetto al male, da cui può sempre, con la Misericordia di Dio e il suo perdono, essere sollevato, rialzarsi e ricominciare nella conversione verso il bene;
  • Misericordia e Conversione. La Misericordia, propria del Divino, si propone oggi per l’Uomo quale occasione di “conversione” individuale e sociale che, pur senza la radicalità del messaggio biblico ed evangelico originario, è progressivo cambiamento verso il bene;
  • Eucarestia. E’ “Incontro speciale” di una comunità che si unisce a Gesù.

Queste parole/testimonianza giubilari devono coinvolgere tutti gli “uomini di buona volontà” (traduzione dalla Bibbia latina), credenti e non, quali persone positive, costruttive, capaci di legami, relazione, cooperazione e solidarietà.

Ciò non comporta disconoscere la differenza tra adesione ai Fondamenti della ragione e dell’etica/morale umana e Fede incardinata nel trascendente e nel divino di Gesù Uomo/Dio, ma testimoniare una universalità di messaggio e impegno per il bene, nell’odierna pluralità di un mondo che pare invece “andare al contrario”.

Il bambino Gesù, che ritorna tra noi con il Santo Natale, illumini il nostro cammino nella Speranza che non delude, motto e tema di questo Giubileo, che fonda e unisce le parole chiave di testimonianza e impegno in questo Anno Santo.

PILLOLE DI APPROFONDIMENTO

Stime e flussi

Arrivi previsti: Circa 35 milioni da tutto il mondo.
A Roma: Previsti 30-32 milioni di pellegrini. Nei primi sei mesi, già oltre 5,5 milioni di pellegrini a Roma, con andamento più “sobrio”.

Ricaduta economica: Stimata in circa 16,7 miliardi di euro.
Investimenti: Oltre 4 miliardi di euro.

Fine della Cristianità. Il Cristianesimo continua

“La cristianità è finita, ma il cristianesimo continua” afferma il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, alla Assemblea dei Vescovi riuniti ad Assisi, riflettendo sul cammino della Chiesa in una società sempre più secolarizzata. Se la nostra società e cultura non è scontatamente più cristiana, ciò non ne implica la scomparsa, ma il cristianesimo è diventato possibilità umana tra le altre, adesione libera e personale al Vangelo.

Chiese sempre più vuote e una nuova spiritualità

Al progressivo calo della pratica religiosa dalla frequenza alla Messa domenicale, all’Eucarestia e alla Confessione, accanto al permanere e sviluppo di forme di agnosticismo religioso e neo-ateismo, emerge una spiritualità che, pur fondandosi su un sentimento di trascendenza, concepisce la fede non come appartenenza ad una comunità, “popolo di Dio”, ma relazione individuale con un Dio “fai dai te”, personale e avulso da contenuti comuni di fede, in un contesto di sostanziale ignoranza della “parola rivelata”.

Nel contempo, pare affacciarsi, una nuova generazione di credenti che, pur critici verso la Chiesa come istituzione e da cui spesso prescinde, coltiva una spiritualità radicata in valori profondamente religioso-umani di solidarietà, giustizia, disponibilità all’altro, all’ascolto, al volontariato e all’impegno sociale.

Le “parole simbolo” del Giubileo adattate da nonno Luciano per i nipoti

Ricomposizione della Società
Ai due nipotini più piccoli che spesso si contendono i giochi con dispute verbali e fisiche, ho letto la storia dell’altalena contesa su cui due bambini volevano salire nello stesso tempo. Ma uno più grande ha consigliato di andarci, spingendosi, a turno.

  • Bene e Male
    Alle nipoti più grandi ho raccontato l’apologo di Menenio Agrippa sul funzionamento coordinato degli organi del corpo umano per una buona salute; il male con l’esempio delle guerre in Ucraina e nel Paese di Gesù; quello sociale con il bullismo; ma anche il bene con i salvataggi dei migranti o l’accoglienza di bambini di genitoti in difficoltà da parte di famiglie affidatarie.
  • Perdono e Indulgenza
    Ripercorro con i nipotini episodi in cui dopo aver combinato marachelle sono stati perdonati dai genitoti o dai nonni, che vogliono loro sempre bene.
    Ma dico che il perdono non esonera dal chiedere scusa alla sorella o al compagno e, se possibile, dal rimediare, sentendosi, dopo, pure più “leggeri”.
  • Misericordia e Conversione
    La più grande ha raccontato che un compagno evitato da tutti perché picchia, gli è invece amico perché lei gli impresta matite, gomme, fogli. raccomandando la restituzione e ringraziandolo quando lo fa.
    La più piccola ama esercitare la sua creatività costruendo oggetti. Ma non li tiene per sé, bensì li
    “vende” dopo la Messa, devolvendo il ricavato ad una associazione per opere di beneficenza.
  • Eucarestia
    Un giorno alla Messa ho detto alle due nipoti più grandi: “Guardate, quando il pane e il vino vengono consacrati Gesù è realmente presente in mezzo a noi, come aveva detto ai suoi discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 16-20).
    Penso che abbiano capito e apprezzato la dimensione del mistero che rassicura.
  • Speranza
    Lo scorso Natale ho raccontato alle nipoti: “La Leggenda delle quattro candele”, che richiama l’Avvento e il Natale.
    “Quattro candele bruciano lentamente.
    La prima, Pace, dice: “Gli uomini preferiscono le armi e la guerra” e si spegne.
    La seconda, Fede, dice: “Agli uomini non interesso, non hanno bisogno di me” e si spegne.
    La terza, Amore dice:” Gli uomini spesso preferiscono odiare” E si spegne.
    In quel momento arriva un bambino che grida e piange: “dovete rimanere accese. Io ho paura del buio”
    Allora la quarta, Speranza, dice: “Non piangere. Io sono accesa. Il bambino la prende e con questa riaccende le altre tre”.

Immagine

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Dal nostro corrispondente Luciano Tosco, interrogativi, riflessioni e prospettive sull’anno giubilare trascorso

Il Giubileo 2025 volge al termine, all’incrocio e in continuità con il Natale. Eventi per sperimentare e condividere dimensioni di Fede e Umane, ma troppo spesso confinati nell’indifferenza o ridotti a pura occasione di turismo e consumo.
Presto ci saranno stime definitive sugli ospiti a Roma, sulle visite alle sue Basiliche, sulla partecipazione alla quarantina di “Giubilei particolari” articolati nell’anno.

Ma al di là di valutazioni quantitative, quali interrogativi pone questo Evento? Quali dimensioni di senso e prospettive, in una contemporaneità segnata da profonde fratture nei contesti internazionali, nazionali, sociali e famigliari; con linguaggi e azioni improntate a ostilità e violenza; dove la corsa alle prestazioni e al successo lascia indietro i più fragili?

Il Giubileo 2025 che ha riempito Basilica e piazza San Pietro, mentre le Chiese sono sempre più vuote, è la rappresentazione plastica del tramonto della religione (in Italia quella cattolica) come recentemente affermato dal Cardinale Zuppi, quale modello pervasivo di pratica/devozione/ritualità quotidiana, e della sua sostituzione con Eventi episodici di spettacolarizzazione mediatica?

Oppure se, sempre per usare parole di Zuppi, il cristianesimo permane, nella cultura e società secolarizzata e plurale come una tra le tante possibilità di realizzazione umana, questo Giubileo è espressione ed esercizio di una spiritualità tesa a connettere la Vita con il Vangelo?

Vorrei che si potesse rispondere affermando che il Giubileo, oggi, non è quello della tradizione: una periodica pratica rituale di credenti per ottenere l’indulgenza.

Vorrei invece che rappresentasse il cammino di conversione verso le sue originarie “parole simbolo” contenute nel Levitico (25.10) per il Popolo Eletto e ribadite da Gesù, il Bambino del Natale, per l’intera umanità, nel Vangelo (Lc, 4, 18).

Queste le parole:

  • Ricomposizione della società. Il “Giubileo” o “Anno di Grazia del Signore” è proposta Profetica di ricomposizione, di una società di uguali, senza poveri e oppressi, attraverso una redistribuzione equa dei beni e del potere;
  • Bene e Male. Il Bene è Armonia (Dio), il Male è Divisione (Demonio). Entrambi coesistono nella Fragilità dell’Uomo singolo e nella società;
  • Perdono e Indulgenza. L’uomo è soggetto al male, da cui può sempre, con la Misericordia di Dio e il suo perdono, essere sollevato, rialzarsi e ricominciare nella conversione verso il bene;
  • Misericordia e Conversione. La Misericordia, propria del Divino, si propone oggi per l’Uomo quale occasione di “conversione” individuale e sociale che, pur senza la radicalità del messaggio biblico ed evangelico originario, è progressivo cambiamento verso il bene;
  • Eucarestia. E’ “Incontro speciale” di una comunità che si unisce a Gesù.

Queste parole/testimonianza giubilari devono coinvolgere tutti gli “uomini di buona volontà” (traduzione dalla Bibbia latina), credenti e non, quali persone positive, costruttive, capaci di legami, relazione, cooperazione e solidarietà.

Ciò non comporta disconoscere la differenza tra adesione ai Fondamenti della ragione e dell’etica/morale umana e Fede incardinata nel trascendente e nel divino di Gesù Uomo/Dio, ma testimoniare una universalità di messaggio e impegno per il bene, nell’odierna pluralità di un mondo che pare invece “andare al contrario”.

Il bambino Gesù, che ritorna tra noi con il Santo Natale, illumini il nostro cammino nella Speranza che non delude, motto e tema di questo Giubileo, che fonda e unisce le parole chiave di testimonianza e impegno in questo Anno Santo.

PILLOLE DI APPROFONDIMENTO

Stime e flussi

Arrivi previsti: Circa 35 milioni da tutto il mondo.
A Roma: Previsti 30-32 milioni di pellegrini. Nei primi sei mesi, già oltre 5,5 milioni di pellegrini a Roma, con andamento più “sobrio”.

Ricaduta economica: Stimata in circa 16,7 miliardi di euro.
Investimenti: Oltre 4 miliardi di euro.

Fine della Cristianità. Il Cristianesimo continua

“La cristianità è finita, ma il cristianesimo continua” afferma il Cardinale Matteo Zuppi, presidente della CEI, alla Assemblea dei Vescovi riuniti ad Assisi, riflettendo sul cammino della Chiesa in una società sempre più secolarizzata. Se la nostra società e cultura non è scontatamente più cristiana, ciò non ne implica la scomparsa, ma il cristianesimo è diventato possibilità umana tra le altre, adesione libera e personale al Vangelo.

Chiese sempre più vuote e una nuova spiritualità

Al progressivo calo della pratica religiosa dalla frequenza alla Messa domenicale, all’Eucarestia e alla Confessione, accanto al permanere e sviluppo di forme di agnosticismo religioso e neo-ateismo, emerge una spiritualità che, pur fondandosi su un sentimento di trascendenza, concepisce la fede non come appartenenza ad una comunità, “popolo di Dio”, ma relazione individuale con un Dio “fai dai te”, personale e avulso da contenuti comuni di fede, in un contesto di sostanziale ignoranza della “parola rivelata”.

Nel contempo, pare affacciarsi, una nuova generazione di credenti che, pur critici verso la Chiesa come istituzione e da cui spesso prescinde, coltiva una spiritualità radicata in valori profondamente religioso-umani di solidarietà, giustizia, disponibilità all’altro, all’ascolto, al volontariato e all’impegno sociale.

Le “parole simbolo” del Giubileo adattate da nonno Luciano per i nipoti

Ricomposizione della Società
Ai due nipotini più piccoli che spesso si contendono i giochi con dispute verbali e fisiche, ho letto la storia dell’altalena contesa su cui due bambini volevano salire nello stesso tempo. Ma uno più grande ha consigliato di andarci, spingendosi, a turno.

  • Bene e Male
    Alle nipoti più grandi ho raccontato l’apologo di Menenio Agrippa sul funzionamento coordinato degli organi del corpo umano per una buona salute; il male con l’esempio delle guerre in Ucraina e nel Paese di Gesù; quello sociale con il bullismo; ma anche il bene con i salvataggi dei migranti o l’accoglienza di bambini di genitoti in difficoltà da parte di famiglie affidatarie.
  • Perdono e Indulgenza
    Ripercorro con i nipotini episodi in cui dopo aver combinato marachelle sono stati perdonati dai genitoti o dai nonni, che vogliono loro sempre bene.
    Ma dico che il perdono non esonera dal chiedere scusa alla sorella o al compagno e, se possibile, dal rimediare, sentendosi, dopo, pure più “leggeri”.
  • Misericordia e Conversione
    La più grande ha raccontato che un compagno evitato da tutti perché picchia, gli è invece amico perché lei gli impresta matite, gomme, fogli. raccomandando la restituzione e ringraziandolo quando lo fa.
    La più piccola ama esercitare la sua creatività costruendo oggetti. Ma non li tiene per sé, bensì li
    “vende” dopo la Messa, devolvendo il ricavato ad una associazione per opere di beneficenza.
  • Eucarestia
    Un giorno alla Messa ho detto alle due nipoti più grandi: “Guardate, quando il pane e il vino vengono consacrati Gesù è realmente presente in mezzo a noi, come aveva detto ai suoi discepoli: “Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28, 16-20).
    Penso che abbiano capito e apprezzato la dimensione del mistero che rassicura.
  • Speranza
    Lo scorso Natale ho raccontato alle nipoti: “La Leggenda delle quattro candele”, che richiama l’Avvento e il Natale.
    “Quattro candele bruciano lentamente.
    La prima, Pace, dice: “Gli uomini preferiscono le armi e la guerra” e si spegne.
    La seconda, Fede, dice: “Agli uomini non interesso, non hanno bisogno di me” e si spegne.
    La terza, Amore dice:” Gli uomini spesso preferiscono odiare” E si spegne.
    In quel momento arriva un bambino che grida e piange: “dovete rimanere accese. Io ho paura del buio”
    Allora la quarta, Speranza, dice: “Non piangere. Io sono accesa. Il bambino la prende e con questa riaccende le altre tre”.

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