Il Giubileo della Speranza si conclude: oltre 33 milioni di pellegrini a Roma

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8 Gennaio 2026

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Federico Scarionati_San Pietro durante il tramonto -Unsplash
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Foto Federico Scarionati su Unsplash

Con la chiusura della Porta Santa di San Pietro il 6 gennaio 2026, si è concluso l’Anno Santo della Speranza, con 90.400 pellegrini al giorno da 185 Paesi

Il Giubileo della Speranza si è concluso ufficialmente il 6 gennaio 2026, solennità dell’Epifania, con la chiusura dell’ultima Porta Santa della Basilica di San Pietro, presieduta da Papa Leone XIV.

L’Anno Santo si è concluso progressivamente con la chiusura delle quattro Porte Sante delle Basiliche papali romane: la prima ad essere chiusa era stata quella di Santa Maria Maggiore il 25 dicembre 2025, il 27 dicembre era stata la volta della Porta Santa di San Giovanni in Laterano, mentre il 28 dicembre si era chiusa la Porta Santa di San Paolo fuori le Mura.

I numeri finali del Giubileo 2025 sono stati presentati in una conferenza stampa “Bilancio dell’evento giubilare, presieduta da S.E. Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione che si è svolta il 5 Gennaio 2026 presso la Sala Stampa Vaticana.

I numeri hanno ampiamente superato le previsioni iniziali. Tra 33,4 e 33,8 milioni di pellegrini hanno attraversato le Porte Sante durante i 358 giorni dell’Anno Santo, con una media giornaliera di 90.400 presenze. Il dato ha polverizzato le stime prudenziali che si attestavano a 31,7 milioni. I pellegrini sono giunti da 185 Paesi, con la maggioranza proveniente dall’Europa (62,63%), seguita dal Nord America (16,54%) e dal Sud America (9,44%).

Monsignor Fisichella, nel tracciare il bilancio, ha sottolineato come “il temuto pericolo che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti è stato pienamente smentito dai risultati”. Il Giubileo ha rappresentato invece un “volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale” per Roma e l’Italia.

Due picchi di affluenza particolare hanno caratterizzato l’Anno Santo: il periodo della morte di Papa Francesco e del Conclave (21 aprile -8 maggio) con 3,9 milioni di pellegrini, e il Giubileo dei Giovani (28 luglio-3 agosto) che ha registrato oltre 13 milioni di presenze. Questi eventi hanno rappresentato momenti di grazia particolarmente intensi per la comunità ecclesiale mondiale.

La dimensione spirituale è stata al centro del Giubileo: “Le basiliche papali, altri centri di preghiera come la Scala Santa, hanno registrato presenze mai viste in precedenza. Le confessioni sono state incrementate e la celebrazione giubilare del perdono è giunta a tutti”, ha evidenziato monsignor Fisichella.

Oltre ai numeri spirituali, il Giubileo ha lasciato un’eredità concreta alla città di Roma. Su 332 interventi programmati, 204 sono stati conclusi o parzialmente conclusi, con il 90% degli interventi “essenziali indifferibili” portati a termine. Piazza Pia ha ottenuto il primo posto al The Plan Award 2025, mentre il percorso ciclopedonale Monte Ciocci è stato premiato con un European Green Award.[2]

Settemila volontari hanno prestato servizio durante l’Anno Santo, testimoniando una Chiesa dinamica capace di affrontare le sfide contemporanee con realismo e fiducia. Come ha concluso monsignor Fisichella, “il cammino non è terminato. Si è trattato solo di una tappa significativa, ma propedeutica ad un altro evento di grazia che dovrà essere preparato con lungimiranza“.

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Con la chiusura della Porta Santa di San Pietro il 6 gennaio 2026, si è concluso l’Anno Santo della Speranza, con 90.400 pellegrini al giorno da 185 Paesi

Il Giubileo della Speranza si è concluso ufficialmente il 6 gennaio 2026, solennità dell’Epifania, con la chiusura dell’ultima Porta Santa della Basilica di San Pietro, presieduta da Papa Leone XIV.

L’Anno Santo si è concluso progressivamente con la chiusura delle quattro Porte Sante delle Basiliche papali romane: la prima ad essere chiusa era stata quella di Santa Maria Maggiore il 25 dicembre 2025, il 27 dicembre era stata la volta della Porta Santa di San Giovanni in Laterano, mentre il 28 dicembre si era chiusa la Porta Santa di San Paolo fuori le Mura.

I numeri finali del Giubileo 2025 sono stati presentati in una conferenza stampa “Bilancio dell’evento giubilare, presieduta da S.E. Mons. Rino Fisichella, Pro-Prefetto del Dicastero per l’Evangelizzazione che si è svolta il 5 Gennaio 2026 presso la Sala Stampa Vaticana.

I numeri hanno ampiamente superato le previsioni iniziali. Tra 33,4 e 33,8 milioni di pellegrini hanno attraversato le Porte Sante durante i 358 giorni dell’Anno Santo, con una media giornaliera di 90.400 presenze. Il dato ha polverizzato le stime prudenziali che si attestavano a 31,7 milioni. I pellegrini sono giunti da 185 Paesi, con la maggioranza proveniente dall’Europa (62,63%), seguita dal Nord America (16,54%) e dal Sud America (9,44%).

Monsignor Fisichella, nel tracciare il bilancio, ha sottolineato come “il temuto pericolo che la presenza dei pellegrini avrebbe fatto diminuire i turisti è stato pienamente smentito dai risultati”. Il Giubileo ha rappresentato invece un “volano che ha incrementato e svilupperà nel futuro una crescita generale” per Roma e l’Italia.

Due picchi di affluenza particolare hanno caratterizzato l’Anno Santo: il periodo della morte di Papa Francesco e del Conclave (21 aprile -8 maggio) con 3,9 milioni di pellegrini, e il Giubileo dei Giovani (28 luglio-3 agosto) che ha registrato oltre 13 milioni di presenze. Questi eventi hanno rappresentato momenti di grazia particolarmente intensi per la comunità ecclesiale mondiale.

La dimensione spirituale è stata al centro del Giubileo: “Le basiliche papali, altri centri di preghiera come la Scala Santa, hanno registrato presenze mai viste in precedenza. Le confessioni sono state incrementate e la celebrazione giubilare del perdono è giunta a tutti”, ha evidenziato monsignor Fisichella.

Oltre ai numeri spirituali, il Giubileo ha lasciato un’eredità concreta alla città di Roma. Su 332 interventi programmati, 204 sono stati conclusi o parzialmente conclusi, con il 90% degli interventi “essenziali indifferibili” portati a termine. Piazza Pia ha ottenuto il primo posto al The Plan Award 2025, mentre il percorso ciclopedonale Monte Ciocci è stato premiato con un European Green Award.[2]

Settemila volontari hanno prestato servizio durante l’Anno Santo, testimoniando una Chiesa dinamica capace di affrontare le sfide contemporanee con realismo e fiducia. Come ha concluso monsignor Fisichella, “il cammino non è terminato. Si è trattato solo di una tappa significativa, ma propedeutica ad un altro evento di grazia che dovrà essere preparato con lungimiranza“.

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Foto Federico Scarionati su Unsplash

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