Uganda | I giovani cattolici in cammino

il: 

18 Dicembre 2025

di: 

speranza-giovani-africa
speranza-giovani-africa

Foto di Henrik Hansen su Unsplash

Dal nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula: la gioventù cattolica sfida e speranza della Chiesa ugandese

Nella diocesi di Gulu, in Uganda, oltre 20.000 giovani cattolici provenienti dai 19 diocesi del Paese si sono dati appuntamento dal 9 al 14 dicembre per la Conferenza Nazionale della Gioventù 2025, inserita nel contesto dell’Anno giubilare.

Un evento ecclesiale di grande rilievo che mette in luce, al tempo stesso, le sfide e l’immensa speranza che la gioventù rappresenta per la Chiesa in Uganda. Gulu, regione a lungo segnata dai conflitti, è così diventata un segno profetico: quello di una gioventù riconciliata, unita e portatrice di speranza.

Posto sotto il tema: «Anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio» (Gv 15,27), questo incontro di sei giorni si propone come un tempo forte di rinnovamento spirituale, di unità e di impegno missionario.

All’apertura ufficiale, martedì 9 dicembre, l’arcivescovo di Gulu, mons. Raphaël p’Mony Wokorach, ha dato il tono qualificando la conferenza come una vera e propria «Pentecoste dell’unità».

In un contesto regionale segnato dalla persistente instabilità nell’area dei Grandi Laghi e dai conflitti che colpiscono la vicina Repubblica Democratica del Congo, il presule ha esortato i giovani a radicare la propria vita in una fede viva in Cristo.

«Costruite la vostra vita sulla roccia che è Cristo», ha affermato, sottolineando che solo una relazione personale e profonda con Gesù permette di resistere alle seduzioni effimere e alle derive spiritualmente distruttive del nostro tempo.

La gioventù cattolica ugandese appare oggi come una forza decisiva per il futuro della Chiesa. Per numero, dinamismo e creatività, i giovani sono chiamati a essere non solo destinatari della pastorale, ma soprattutto protagonisti della nuova evangelizzazione.

La Marcia per Cristo attraverso le strade della città di Gulu, segnata dal solenne trasporto di una croce simbolica dalla Parrocchia del Santo Rosario fino alla Cattedrale di San Giuseppe, ne è stata una testimonianza eloquente: una fede gioiosa, visibile, incarnata nello spazio pubblico.

Tuttavia, le sfide restano numerose. Disoccupazione, povertà, violenza, migrazioni forzate, l’influenza di correnti ideologiche e il progressivo allontanamento dalla pratica religiosa rendono fragile una parte della gioventù.

La Chiesa in Uganda è dunque chiamata ad accompagnare i giovani nel loro discernimento vocazionale, nella formazione umana e spirituale e nell’impegno sociale, affinché diventino artigiani di pace e di riconciliazione nelle loro comunità.

In questo tempo di Avvento, mons. Wokorach ha invitato i partecipanti a riconoscersi come «pellegrini della speranza». Una speranza radicata in Cristo, ma proiettata verso il futuro: quello di una Chiesa giovane, missionaria e vicina alle ferite del popolo.

Camminando insieme, oltre le differenze culturali e regionali, i giovani cattolici dell’Uganda portano un messaggio chiaro: la Chiesa ha fiducia in loro e, con loro, continua a credere che la speranza non delude.

Immagine

Dal nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula: la gioventù cattolica sfida e speranza della Chiesa ugandese

Nella diocesi di Gulu, in Uganda, oltre 20.000 giovani cattolici provenienti dai 19 diocesi del Paese si sono dati appuntamento dal 9 al 14 dicembre per la Conferenza Nazionale della Gioventù 2025, inserita nel contesto dell’Anno giubilare.

Un evento ecclesiale di grande rilievo che mette in luce, al tempo stesso, le sfide e l’immensa speranza che la gioventù rappresenta per la Chiesa in Uganda. Gulu, regione a lungo segnata dai conflitti, è così diventata un segno profetico: quello di una gioventù riconciliata, unita e portatrice di speranza.

Posto sotto il tema: «Anche voi mi renderete testimonianza, perché siete stati con me fin dal principio» (Gv 15,27), questo incontro di sei giorni si propone come un tempo forte di rinnovamento spirituale, di unità e di impegno missionario.

All’apertura ufficiale, martedì 9 dicembre, l’arcivescovo di Gulu, mons. Raphaël p’Mony Wokorach, ha dato il tono qualificando la conferenza come una vera e propria «Pentecoste dell’unità».

In un contesto regionale segnato dalla persistente instabilità nell’area dei Grandi Laghi e dai conflitti che colpiscono la vicina Repubblica Democratica del Congo, il presule ha esortato i giovani a radicare la propria vita in una fede viva in Cristo.

«Costruite la vostra vita sulla roccia che è Cristo», ha affermato, sottolineando che solo una relazione personale e profonda con Gesù permette di resistere alle seduzioni effimere e alle derive spiritualmente distruttive del nostro tempo.

La gioventù cattolica ugandese appare oggi come una forza decisiva per il futuro della Chiesa. Per numero, dinamismo e creatività, i giovani sono chiamati a essere non solo destinatari della pastorale, ma soprattutto protagonisti della nuova evangelizzazione.

La Marcia per Cristo attraverso le strade della città di Gulu, segnata dal solenne trasporto di una croce simbolica dalla Parrocchia del Santo Rosario fino alla Cattedrale di San Giuseppe, ne è stata una testimonianza eloquente: una fede gioiosa, visibile, incarnata nello spazio pubblico.

Tuttavia, le sfide restano numerose. Disoccupazione, povertà, violenza, migrazioni forzate, l’influenza di correnti ideologiche e il progressivo allontanamento dalla pratica religiosa rendono fragile una parte della gioventù.

La Chiesa in Uganda è dunque chiamata ad accompagnare i giovani nel loro discernimento vocazionale, nella formazione umana e spirituale e nell’impegno sociale, affinché diventino artigiani di pace e di riconciliazione nelle loro comunità.

In questo tempo di Avvento, mons. Wokorach ha invitato i partecipanti a riconoscersi come «pellegrini della speranza». Una speranza radicata in Cristo, ma proiettata verso il futuro: quello di una Chiesa giovane, missionaria e vicina alle ferite del popolo.

Camminando insieme, oltre le differenze culturali e regionali, i giovani cattolici dell’Uganda portano un messaggio chiaro: la Chiesa ha fiducia in loro e, con loro, continua a credere che la speranza non delude.

Immagine

speranza-giovani-africa
speranza-giovani-africa

Foto di Henrik Hansen su Unsplash

CONDIVIDI