Don Corrado, il Vaticano II e i 10 anni da arcivescovo a Palermo: “In cammino verso l’umanità sofferente”

Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo della diocesi di Palermo
Presentato nella cattedrale di Palermo il libro “Nel segno della Speranza. Un vescovo a Palermo, città delle emergenze”
PALERMO. Una Chiesa povera e in cammino, aperta al dialogo interreligioso, che non teme di denunciare la mafia e di prendere posizione contro ogni tipo ingiustizia sociale. È quella che emerge dal libro “Nel segno della Speranza. Un vescovo a Palermo, città delle emergenze”, curato dall’arcivescovo Corrado Lorefice insieme al giornalista e scrittore Nuccio Vara.
Don Corrado, come lui ama essere chiamato, nel volume, si ispira ai valori della Costituzione italiana e del Concilio Vaticano II che sono stati i pilastri della sua formazione e missione spirituale.
La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi, presso la Cattedrale di Palermo.
Forte, determinata e molto amorevole è stata, infatti, l’attenzione che ha sempre dedicato alle donne, alle persone migranti, alle persone detenute, alle persone povere e ai giovani travolti dalle dipendenze da sostanze.
“Questo libro ci parla di un uomo che si è lasciato condurre ed interrogare da Dio – ha detto Sabino Chialà, priore della Comunità di Bose.
Fonte e immagine
Presentato nella cattedrale di Palermo il libro “Nel segno della Speranza. Un vescovo a Palermo, città delle emergenze”
PALERMO. Una Chiesa povera e in cammino, aperta al dialogo interreligioso, che non teme di denunciare la mafia e di prendere posizione contro ogni tipo ingiustizia sociale. È quella che emerge dal libro “Nel segno della Speranza. Un vescovo a Palermo, città delle emergenze”, curato dall’arcivescovo Corrado Lorefice insieme al giornalista e scrittore Nuccio Vara.
Don Corrado, come lui ama essere chiamato, nel volume, si ispira ai valori della Costituzione italiana e del Concilio Vaticano II che sono stati i pilastri della sua formazione e missione spirituale.
La presentazione è avvenuta nei giorni scorsi, presso la Cattedrale di Palermo.
Forte, determinata e molto amorevole è stata, infatti, l’attenzione che ha sempre dedicato alle donne, alle persone migranti, alle persone detenute, alle persone povere e ai giovani travolti dalle dipendenze da sostanze.
“Questo libro ci parla di un uomo che si è lasciato condurre ed interrogare da Dio – ha detto Sabino Chialà, priore della Comunità di Bose.
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Mons. Corrado Lorefice, Arcivescovo della diocesi di Palermo


