Donne al centro della sinodalità

il: 

14 Marzo 2026

di: 

Mani giunte di una donna che tiene un rosario
Mani giunte di una donna che tiene un rosario

Foto di Dolina Modlitwy su Unsplash

Il Sinodo dei Vescovi pubblica il Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 5 sulla presenza femminile nella Chiesa sinodale

La Segreteria Generale del Sinodo ha pubblicato il 10 marzo 2026 il Rapporto finale del Gruppo di Studio n. 5, dedicato a “La partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa”. Questo documento, frutto del Sinodo sulla sinodalità, invita a superare visioni concessorie per riconoscere ruoli femminili essenziali, basati su Battesimo e carismi.

Il testo non propone cambiamenti dottrinali radicali, ma enfatizza una riflessione relazionale tra uomo e donna, distinguendo il sacramento dell’Ordine da altre forme di responsabilità.

Il Rapporto finale del Gruppo 5 è suddiviso in tre parti:

  • la prima parte racconta la storia del Gruppo 5 del Sinodo sulla Sinodalità e illustra i passaggi storici e metodologici della stesura del Rapporto finale;
  • la seconda parte offre una sintesi ragionata dei temi emersi dall approfondimento sinodale ed è composta da cinque paragrafi: Onorare una promessa, Questioni di fondo (I): natura relazionale dell’essere umano; Questioni di fondo (II): la potestas; Questioni di fondo (III): i ministeri; Punto di fuga: la dimensione carismatica del ruolo delle donne nella Chiesa;
  • infine, la terza parte è costituita da un’ampia appendice di catalogazione dell’ingente materiale che il Dicastero ha ricevuto e raccolto organizzato in sei parti: 1) figure femminili nell’Antico e Nuovo Testamento; 2) figure femminili rilevanti nella storia della Chiesa; 3) testimonianze attuali di donne che partecipano alla guida della Chiesa; 4) il principio mariano e principio petrino. Uno sguardo critico; 5) la potestà ecclesiale; 6) il contributo di Papa Francesco e di Papa Leone XIV sul ruolo delle donne nella vita e nella guida della Chiesa.

Il Rapporto suggerisce cambiamenti graduali per i ministeri femminili enfatizzando l’accesso a quelli istituiti e la creazione di nuovi, basati sul Battesimo e carismi, senza toccare l’Ordine sacro. Queste proposte mirano a una ministerialità laicale più inclusiva, con sperimentazioni locali e riconoscimento ecclesiale, quali:

– Ampliamento ministeri esistenti: piena implementazione di lettorato, accolitato e catechista per donne, già aperti dal 2021, con formazione adeguata e conferimento stabile;

– Nuovi ministeri istituiti: introduzione di servizi stabili per ascolto, discernimento, consulenza e guida pastorale, adattati ai bisogni locali (es. coordinatrici parrocchiali);

– Riconoscimento carismatico: procedure per discernere e istituire carismi femminili in ruoli di responsabilità, come nelle comunità missionarie o curiali, estendendo  il modello delle donne in Curia (nominate da Francesco e Leone XIV) a diocesi;

– Formazione sinodale: Includere donne nei percorsi formativi per laici e clero, promuovendo mentalità anti-clericale;

Nessun riferimento si trova, invece, sul tema delle cosiddette diaconesse: questione giudicata “non matura” e per questo precedentemente affidata dal Papa a due Commissioni presiedute entrambe dal cardinale Giuseppe Petrocchi, la seconda della quale si è espressa lo scorso dicembre 2025 (Sintesi della Commissione di Studio sul Diaconato Femminile, 04.12.2025 con un no alla possibilità del diaconato femminile, senza tuttavia “formulare un giudizio definitivo”.

 

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Il Sinodo dei Vescovi pubblica il Rapporto Finale del Gruppo di Studio n. 5 sulla presenza femminile nella Chiesa sinodale

La Segreteria Generale del Sinodo ha pubblicato il 10 marzo 2026 il Rapporto finale del Gruppo di Studio n. 5, dedicato a “La partecipazione delle donne alla vita e alla guida della Chiesa”. Questo documento, frutto del Sinodo sulla sinodalità, invita a superare visioni concessorie per riconoscere ruoli femminili essenziali, basati su Battesimo e carismi.

Il testo non propone cambiamenti dottrinali radicali, ma enfatizza una riflessione relazionale tra uomo e donna, distinguendo il sacramento dell’Ordine da altre forme di responsabilità.

Il Rapporto finale del Gruppo 5 è suddiviso in tre parti:

  • la prima parte racconta la storia del Gruppo 5 del Sinodo sulla Sinodalità e illustra i passaggi storici e metodologici della stesura del Rapporto finale;
  • la seconda parte offre una sintesi ragionata dei temi emersi dall approfondimento sinodale ed è composta da cinque paragrafi: Onorare una promessa, Questioni di fondo (I): natura relazionale dell’essere umano; Questioni di fondo (II): la potestas; Questioni di fondo (III): i ministeri; Punto di fuga: la dimensione carismatica del ruolo delle donne nella Chiesa;
  • infine, la terza parte è costituita da un’ampia appendice di catalogazione dell’ingente materiale che il Dicastero ha ricevuto e raccolto organizzato in sei parti: 1) figure femminili nell’Antico e Nuovo Testamento; 2) figure femminili rilevanti nella storia della Chiesa; 3) testimonianze attuali di donne che partecipano alla guida della Chiesa; 4) il principio mariano e principio petrino. Uno sguardo critico; 5) la potestà ecclesiale; 6) il contributo di Papa Francesco e di Papa Leone XIV sul ruolo delle donne nella vita e nella guida della Chiesa.

Il Rapporto suggerisce cambiamenti graduali per i ministeri femminili enfatizzando l’accesso a quelli istituiti e la creazione di nuovi, basati sul Battesimo e carismi, senza toccare l’Ordine sacro. Queste proposte mirano a una ministerialità laicale più inclusiva, con sperimentazioni locali e riconoscimento ecclesiale, quali:

– Ampliamento ministeri esistenti: piena implementazione di lettorato, accolitato e catechista per donne, già aperti dal 2021, con formazione adeguata e conferimento stabile;

– Nuovi ministeri istituiti: introduzione di servizi stabili per ascolto, discernimento, consulenza e guida pastorale, adattati ai bisogni locali (es. coordinatrici parrocchiali);

– Riconoscimento carismatico: procedure per discernere e istituire carismi femminili in ruoli di responsabilità, come nelle comunità missionarie o curiali, estendendo  il modello delle donne in Curia (nominate da Francesco e Leone XIV) a diocesi;

– Formazione sinodale: Includere donne nei percorsi formativi per laici e clero, promuovendo mentalità anti-clericale;

Nessun riferimento si trova, invece, sul tema delle cosiddette diaconesse: questione giudicata “non matura” e per questo precedentemente affidata dal Papa a due Commissioni presiedute entrambe dal cardinale Giuseppe Petrocchi, la seconda della quale si è espressa lo scorso dicembre 2025 (Sintesi della Commissione di Studio sul Diaconato Femminile, 04.12.2025 con un no alla possibilità del diaconato femminile, senza tuttavia “formulare un giudizio definitivo”.

 

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Foto di Dolina Modlitwy su Unsplash

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