Giornata Internazionale in memoria delle Vittime della Schiavitù: un richiamo alla dignità umana

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15 Aprile 2026

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Persone su una camionetta bianca
Persone su una camionetta bianca

Foto di Sam Mann su Unsplash

Il 25 marzo è la giornata dell’ONU che ricorda la tragedia della tratta transatlantica degli schiavi, un crimine che la Chiesa denuncia come offesa alla dignità di ogni persona

Si è celebrata il  25 marzo la Giornata Internazionale in Memoria delle Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007 per commemorare il dolore di oltre 15 milioni di africani – uomini, donne e bambini – deportati tra il XVI e il XIX secolo attraverso l’Atlantico, in condizioni disumane sulle navi negriere, per essere venduti come merce nelle Americhe.

La celebrazione segue di quasi due mesi quella della Giornata Mondiale di Preghiera e di Riflessione contro la Tratta di Persone 2026 che venne ​​istituita da Papa Francesco nel 2015 e che la Chiesa ha ricordato l’8 febbraio.

La data del 25 marzo, scelta dall’ONU, commemora l’approvazione dell’Abolition of the Slave Trade Act nel Regno Unito nel 1807, un atto legislativo fondamentale che proibì il commercio degli schiavi, pur non abolendo immediatamente l’istituzione della schiavitù stessa, che continuò per decenni sotto forme diverse.

Per l’anno 2026, il tema scelto, “Giustizia in azione: affrontare la storia, promuovere la dignità, potenziare il futuro“, ha voluto sottolineare il passaggio dalla pura commemorazione a quella dell’azione riparatrice concreta, sottolineando la necessità di eliminare le disuguaglianze strutturali che affondano le proprie radici nel traffico di esseri umani durato oltre quattro secoli.

La Chiesa Cattolica, fedele al Vangelo che libera gli oppressi (cfr. Es 3,7-10), condanna ogni forma di schiavitù moderna – tratta, sfruttamento lavorativo, prostituzione forzata – come “piaga aberrante” e “crimine contro l’umanità”.

Papa Francesco firmò, nel dicembre del 2014,  insieme ad altri dodici leader religiosi,  la “Dichiarazione dei Leader Religiosi contro la Schiavitù”,  che faceva seguito all’accordo firmato in marzo che istituiva il Global Freedom Network, per sradicare – entro il 2020 – le moderne forme di schiavitù e il traffico delle persone.

Papa Leone XIV, nel messaggio per la XII Giornata di Preghiera contro la Tratta , ha legato  pace e dignità: “La pace inizia con la dignità: un appello globale per porre fine alla tratta”. Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese divenuta santa, è simbolo universale di resilienza e lotta”

 

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Il 25 marzo è la giornata dell’ONU che ricorda la tragedia della tratta transatlantica degli schiavi, un crimine che la Chiesa denuncia come offesa alla dignità di ogni persona

Si è celebrata il  25 marzo la Giornata Internazionale in Memoria delle Vittime della Schiavitù e della Tratta Transatlantica degli Schiavi, istituita dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite nel 2007 per commemorare il dolore di oltre 15 milioni di africani – uomini, donne e bambini – deportati tra il XVI e il XIX secolo attraverso l’Atlantico, in condizioni disumane sulle navi negriere, per essere venduti come merce nelle Americhe.

La celebrazione segue di quasi due mesi quella della Giornata Mondiale di Preghiera e di Riflessione contro la Tratta di Persone 2026 che venne ​​istituita da Papa Francesco nel 2015 e che la Chiesa ha ricordato l’8 febbraio.

La data del 25 marzo, scelta dall’ONU, commemora l’approvazione dell’Abolition of the Slave Trade Act nel Regno Unito nel 1807, un atto legislativo fondamentale che proibì il commercio degli schiavi, pur non abolendo immediatamente l’istituzione della schiavitù stessa, che continuò per decenni sotto forme diverse.

Per l’anno 2026, il tema scelto, “Giustizia in azione: affrontare la storia, promuovere la dignità, potenziare il futuro“, ha voluto sottolineare il passaggio dalla pura commemorazione a quella dell’azione riparatrice concreta, sottolineando la necessità di eliminare le disuguaglianze strutturali che affondano le proprie radici nel traffico di esseri umani durato oltre quattro secoli.

La Chiesa Cattolica, fedele al Vangelo che libera gli oppressi (cfr. Es 3,7-10), condanna ogni forma di schiavitù moderna – tratta, sfruttamento lavorativo, prostituzione forzata – come “piaga aberrante” e “crimine contro l’umanità”.

Papa Francesco firmò, nel dicembre del 2014,  insieme ad altri dodici leader religiosi,  la “Dichiarazione dei Leader Religiosi contro la Schiavitù”,  che faceva seguito all’accordo firmato in marzo che istituiva il Global Freedom Network, per sradicare – entro il 2020 – le moderne forme di schiavitù e il traffico delle persone.

Papa Leone XIV, nel messaggio per la XII Giornata di Preghiera contro la Tratta , ha legato  pace e dignità: “La pace inizia con la dignità: un appello globale per porre fine alla tratta”. Santa Giuseppina Bakhita, schiava sudanese divenuta santa, è simbolo universale di resilienza e lotta”

 

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Foto di Sam Mann su Unsplash

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