Global Alliance: una rete mondiale per l’ecologia integrale

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7 Aprile 2026

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Immagine dal basso di alti alberi
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Foto di William Vanbuskirk su Unsplash

Al Borgo Laudato si’ nasce la piattaforma internazionale Global Alliance per percorsi concreti di conversione ecologica

Il 9 e 10 marzo 2026, studiosi provenienti da oltre 30 Paesi si sono dati appuntamento presso il Borgo Laudato si’, nei giardini papali di Castel Gandolfo vicino a Roma per condividere ricerche e buone pratiche e dare vita alla “Global Alliance”, una nuova piattaforma internazionale di ricerca e azione per l’ecologia integrale, promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall’Università di Notre Dame, al fine di mettere in rete oltre sessanta università e importanti organizzazioni impegnate sulla crisi climatica e sulla sostenibilità.

L’obiettivo è chiaro: creare un’infrastruttura condivisa che colleghi fede, scienza e giustizia sociale per prendersi cura della casa comune, in continuità con il magistero di Laudato si’ e con l’appello a una “ecologia integrale”.

In questo senso, la Global Alliance non è stato  solo un “convegno”, ma l’avvio di un processo sinodale stabile di collaborazione accademica e pastorale.

I temi affrontati hanno mostrato la profondità della proposta: non solo cambiamento climatico, ma anche finanza climatica, cancellazione del debito, neocolonialismo e modelli economici ingiusti che colpiscono i più poveri. L’ecologia integrale, infatti, lega in un unico sguardo la cura dell’ambiente, la giustizia sociale e la dignità della persona, ricordando che “la crisi ecologica è inseparabile dalle disuguaglianze economiche”.

Dalla prima assemblea sono nati sei gruppi di lavoro interdisciplinari incaricati di sviluppare linee di ricerca e azione nei prossimi anni. Questi gruppi si concentreranno su 3 priorità strategiche:

  • Eliminare le barriere all’accesso ad acqua pulita, energia e sicurezza alimentare (Removing barriers to clean water, energy, and food security).
  • Trasformare i sistemi economici verso modelli più sostenibili e giusti (Transforming economic systems toward more sustainable and just models).
  • Sviluppare buone pratiche e strumenti per azioni collettive (Developing best practices and tools for collective action).

Il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, ha definito questa alleanza “un segno di grande speranza”, sottolineando l’entusiasmo condiviso di università e centri di ricerca nel servire insieme il bene dell’umanità e la custodia del creato. Anche il presidente di Notre Dame, p. Robert A. Dowd, ha ricordato che l’ecologia integrale riconosce il legame profondo tra sostenibilità ambientale, dignità umana e fioritura delle persone.

Per le comunità cristiane e per chiunque abbia a cuore il futuro del pianeta, la Global Alliance rappresenta così un laboratorio mondiale dove la spiritualità della Laudato si’ incontra la ricerca scientifica e l’impegno sociale, offrendo strumenti, reti e visione per un nuovo stile di vita più sobrio, giusto e fraterno.

 

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Al Borgo Laudato si’ nasce la piattaforma internazionale Global Alliance per percorsi concreti di conversione ecologica

Il 9 e 10 marzo 2026, studiosi provenienti da oltre 30 Paesi si sono dati appuntamento presso il Borgo Laudato si’, nei giardini papali di Castel Gandolfo vicino a Roma per condividere ricerche e buone pratiche e dare vita alla “Global Alliance”, una nuova piattaforma internazionale di ricerca e azione per l’ecologia integrale, promossa dal Centro di Alta Formazione Laudato si’ e dall’Università di Notre Dame, al fine di mettere in rete oltre sessanta università e importanti organizzazioni impegnate sulla crisi climatica e sulla sostenibilità.

L’obiettivo è chiaro: creare un’infrastruttura condivisa che colleghi fede, scienza e giustizia sociale per prendersi cura della casa comune, in continuità con il magistero di Laudato si’ e con l’appello a una “ecologia integrale”.

In questo senso, la Global Alliance non è stato  solo un “convegno”, ma l’avvio di un processo sinodale stabile di collaborazione accademica e pastorale.

I temi affrontati hanno mostrato la profondità della proposta: non solo cambiamento climatico, ma anche finanza climatica, cancellazione del debito, neocolonialismo e modelli economici ingiusti che colpiscono i più poveri. L’ecologia integrale, infatti, lega in un unico sguardo la cura dell’ambiente, la giustizia sociale e la dignità della persona, ricordando che “la crisi ecologica è inseparabile dalle disuguaglianze economiche”.

Dalla prima assemblea sono nati sei gruppi di lavoro interdisciplinari incaricati di sviluppare linee di ricerca e azione nei prossimi anni. Questi gruppi si concentreranno su 3 priorità strategiche:

  • Eliminare le barriere all’accesso ad acqua pulita, energia e sicurezza alimentare (Removing barriers to clean water, energy, and food security).
  • Trasformare i sistemi economici verso modelli più sostenibili e giusti (Transforming economic systems toward more sustainable and just models).
  • Sviluppare buone pratiche e strumenti per azioni collettive (Developing best practices and tools for collective action).

Il cardinale Fabio Baggio, direttore generale del Centro di Alta Formazione Laudato si’, ha definito questa alleanza “un segno di grande speranza”, sottolineando l’entusiasmo condiviso di università e centri di ricerca nel servire insieme il bene dell’umanità e la custodia del creato. Anche il presidente di Notre Dame, p. Robert A. Dowd, ha ricordato che l’ecologia integrale riconosce il legame profondo tra sostenibilità ambientale, dignità umana e fioritura delle persone.

Per le comunità cristiane e per chiunque abbia a cuore il futuro del pianeta, la Global Alliance rappresenta così un laboratorio mondiale dove la spiritualità della Laudato si’ incontra la ricerca scientifica e l’impegno sociale, offrendo strumenti, reti e visione per un nuovo stile di vita più sobrio, giusto e fraterno.

 

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Foto di William Vanbuskirk su Unsplash

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