Kenya | la Chiesa traccia la via per ripensare l’educazione cattolica in Africa

Immagine creata digitalmente da Rodrigue Bidubula
Dal nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula: a Nairobi, il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica
L’opera di misericordia “istruire gli ignoranti” passa anche attraverso l’educazione cattolica
- Il Congresso
- Una tradizione storica: la Chiesa, pilastro educativo del continente
- Il messaggio di Papa Leone XIV: ripensare l’educazione cattolica in Africa
- Per i cardinali Ambongo e Kambanda la chiave dello sviluppo africano resta l’educazione
- Quale patto educativo per l’Africa oggi?
1. Il Congresso
Dal 4 al 7 dicembre 2025, la Catholic University of Eastern Africa (CUEA), a Nairobi, ha ospitato il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica, un importante appuntamento continentale posto sotto il tema «Educazione cattolica e promozione dei segni di speranza nel contesto africano».
L’incontro, che ha riunito vescovi, religiosi, accademici e operatori dell’educazione, si inserisce nella continuità del Patto Educativo Africano e del Patto Educativo Globale promosso da Papa Francesco nel 2019.
2. Una tradizione storica: la Chiesa, pilastro educativo del continente
Fin dal suo arrivo in Africa, la Chiesa cattolica ha svolto un ruolo centrale nella scolarizzazione e nella formazione. Nel corso dei decenni ha creato una rete considerevole di scuole, università, centri di formazione e istituzioni sociali. Ancora oggi, il 43% delle scuole del continente è cattolico, come ha ricordato il cardinale Antoine Kambanda, arcivescovo di Kigali.
Questa presenza storica spiega perché numerosi dirigenti, quadri e protagonisti della società civile africana provengano da questa tradizione educativa, che coniuga eccellenza accademica, formazione morale e visione sociale.
3. Il messaggio di Papa Leone XIV: ripensare l’educazione cattolica in Africa
Nel messaggio letto dal cardinale Fridolin Ambongo, papa Leone XIV ha ringraziato i partecipanti per il loro impegno e ha sottolineato l’urgenza di un profondo rinnovamento dell’educazione cattolica. L’educazione cattolica, afferma, deve formare non solo «menti ben piene», ma cuori capaci di amore, attenzione verso il prossimo e responsabilità sociale.
Nonostante il passaggio di numerosi leader africani nelle scuole cattoliche, il Santo Padre constata che il continente «resta critico sotto diversi aspetti», segnato da instabilità, disuguaglianze e fuga dei giovani. Da qui l’invito a ripensare i metodi educativi, ad «accompagnare i giovani per ravvivare in loro la certezza che nulla è perduto» e a rafforzare la collaborazione tra università e reti educative africane.
4. Per i cardinali Ambongo e Kambanda la chiave dello sviluppo africano resta l’educazione
Il cardinale Fridolin Ambongo ha ricordato che, sessant’anni dopo le indipendenze, una domanda rimane aperta: perché l’Africa non decolla? Secondo i vescovi, la risposta sta nell’educazione. Formare una gioventù capace di trasformare le pratiche politiche, sociali ed economiche è diventato essenziale.
Il congresso intende così proporre modalità operative concrete per consentire alle scuole e università cattoliche di formare quadri visionari, competenti e radicati nei valori evangelici.
Il cardinale Kambanda, da parte sua, ha insistito sull’importanza di un’educazione che valorizzi le donne, promuova la tolleranza, protegga l’ambiente e costruisca la convivenza. Ha ricordato che il 70% degli africani ha meno di 30 anni: un potenziale immenso ma vulnerabile, da accompagnare per evitare migrazioni disperate.
Per il professor don François Ndzana, decano della Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale (UCAC) di Yaoundé, in Camerun, questo Congresso ha permesso ai partecipanti di fare una sorta di stati generali dell’educazione in Africa, per far emergere la specificità – come il Papa ha ricordato nel suo messaggio – che è la persona di Cristo al centro di questa educazione, chiamata a risollevare l’uomo e a promuoverne lo sviluppo integrale.
5. Quale patto educativo per l’Africa oggi?
Il congresso di Nairobi chiede un Patto Educativo Africano rinnovato, fondato su:
- un’educazione integrale: intellettuale, morale, spirituale e socio-politica;
- una pedagogia radicata nelle realtà africane;
- una formazione alla pace, al bene comune e all’ecologia integrale;
- la creazione di reti continentali tra scuole, università e diocesi;
- la convinzione che l’educazione sia una missione evangelizzatrice, non soltanto un servizio.
Il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica traccia così una via ambiziosa: fare dell’educazione cattolica uno strumento fondamentale di trasformazione e di speranza per l’Africa. Questo nuovo patto mira a formare una generazione capace di costruire un’Africa giusta, fraterna e sostenibile.
Immagine
- Immagine creata digitalmente da Rodrigue Bidubula
Dal nostro corrispondente per l’Africa Rodrigue Bidubula: a Nairobi, il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica
L’opera di misericordia “istruire gli ignoranti” passa anche attraverso l’educazione cattolica
- Il Congresso
- Una tradizione storica: la Chiesa, pilastro educativo del continente
- Il messaggio di Papa Leone XIV: ripensare l’educazione cattolica in Africa
- Per i cardinali Ambongo e Kambanda la chiave dello sviluppo africano resta l’educazione
- Quale patto educativo per l’Africa oggi?
1. Il Congresso
Dal 4 al 7 dicembre 2025, la Catholic University of Eastern Africa (CUEA), a Nairobi, ha ospitato il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica, un importante appuntamento continentale posto sotto il tema «Educazione cattolica e promozione dei segni di speranza nel contesto africano».
L’incontro, che ha riunito vescovi, religiosi, accademici e operatori dell’educazione, si inserisce nella continuità del Patto Educativo Africano e del Patto Educativo Globale promosso da Papa Francesco nel 2019.
2. Una tradizione storica: la Chiesa, pilastro educativo del continente
Fin dal suo arrivo in Africa, la Chiesa cattolica ha svolto un ruolo centrale nella scolarizzazione e nella formazione. Nel corso dei decenni ha creato una rete considerevole di scuole, università, centri di formazione e istituzioni sociali. Ancora oggi, il 43% delle scuole del continente è cattolico, come ha ricordato il cardinale Antoine Kambanda, arcivescovo di Kigali.
Questa presenza storica spiega perché numerosi dirigenti, quadri e protagonisti della società civile africana provengano da questa tradizione educativa, che coniuga eccellenza accademica, formazione morale e visione sociale.
3. Il messaggio di Papa Leone XIV: ripensare l’educazione cattolica in Africa
Nel messaggio letto dal cardinale Fridolin Ambongo, papa Leone XIV ha ringraziato i partecipanti per il loro impegno e ha sottolineato l’urgenza di un profondo rinnovamento dell’educazione cattolica. L’educazione cattolica, afferma, deve formare non solo «menti ben piene», ma cuori capaci di amore, attenzione verso il prossimo e responsabilità sociale.
Nonostante il passaggio di numerosi leader africani nelle scuole cattoliche, il Santo Padre constata che il continente «resta critico sotto diversi aspetti», segnato da instabilità, disuguaglianze e fuga dei giovani. Da qui l’invito a ripensare i metodi educativi, ad «accompagnare i giovani per ravvivare in loro la certezza che nulla è perduto» e a rafforzare la collaborazione tra università e reti educative africane.
4. Per i cardinali Ambongo e Kambanda la chiave dello sviluppo africano resta l’educazione
Il cardinale Fridolin Ambongo ha ricordato che, sessant’anni dopo le indipendenze, una domanda rimane aperta: perché l’Africa non decolla? Secondo i vescovi, la risposta sta nell’educazione. Formare una gioventù capace di trasformare le pratiche politiche, sociali ed economiche è diventato essenziale.
Il congresso intende così proporre modalità operative concrete per consentire alle scuole e università cattoliche di formare quadri visionari, competenti e radicati nei valori evangelici.
Il cardinale Kambanda, da parte sua, ha insistito sull’importanza di un’educazione che valorizzi le donne, promuova la tolleranza, protegga l’ambiente e costruisca la convivenza. Ha ricordato che il 70% degli africani ha meno di 30 anni: un potenziale immenso ma vulnerabile, da accompagnare per evitare migrazioni disperate.
Per il professor don François Ndzana, decano della Facoltà di Teologia dell’Università Cattolica dell’Africa Centrale (UCAC) di Yaoundé, in Camerun, questo Congresso ha permesso ai partecipanti di fare una sorta di stati generali dell’educazione in Africa, per far emergere la specificità – come il Papa ha ricordato nel suo messaggio – che è la persona di Cristo al centro di questa educazione, chiamata a risollevare l’uomo e a promuoverne lo sviluppo integrale.
5. Quale patto educativo per l’Africa oggi?
Il congresso di Nairobi chiede un Patto Educativo Africano rinnovato, fondato su:
- un’educazione integrale: intellettuale, morale, spirituale e socio-politica;
- una pedagogia radicata nelle realtà africane;
- una formazione alla pace, al bene comune e all’ecologia integrale;
- la creazione di reti continentali tra scuole, università e diocesi;
- la convinzione che l’educazione sia una missione evangelizzatrice, non soltanto un servizio.
Il Secondo Congresso Africano dell’Educazione Cattolica traccia così una via ambiziosa: fare dell’educazione cattolica uno strumento fondamentale di trasformazione e di speranza per l’Africa. Questo nuovo patto mira a formare una generazione capace di costruire un’Africa giusta, fraterna e sostenibile.
Immagine
- Immagine creata digitalmente da Rodrigue Bidubula

Immagine creata digitalmente da Rodrigue Bidubula


