Repubblica Centrafricana | Il card. Dieudonné Nzapalainga, pellegrino di speranza

il: 

2 Ottobre 2025

di: 

Cardinale-Bangui-Repubblica-Centrafricana

Il cardinale Dieudonné Nzapalainga. Le sfide di un viaggio pastorale

Dalla Repubblica Centrafricana, il nostro corrispondente Sylver Biakao ci racconta il viaggio pastorale dell’arcivescovo di Bangui, cardinale dal 2016

Il cardinale Dieudonné Nzapalainga è una figura emblematica della Chiesa cattolica centrafricana. È un uomo carismatico, noto per la sua leadership e la sua vicinanza alla comunità cristiana. È anche famoso per il suo impegno nella ricerca della pace e della riconciliazione nella Repubblica Centrafricana (RCA).

In qualità di arcivescovo di Bangui e primo cardinale centrafricano, svolge un ruolo cruciale nel processo di mediazione e dialogo intercomunitario in un Paese lacerato da decenni di conflitti di interesse politico che nel 2013 hanno assunto connotazioni religiose.

Nato il 14 marzo 1967 a Bangassou, una città situata nel sud-est della Repubblica Centrafricana, è un sacerdote della Congregazione degli Spiritani. Nominato amministratore apostolico e poi arcivescovo di Bangui nel 2012, è diventato la voce della pace nella guerra civile che ha colpito il Paese nel 2013.

È stato nominato cardinale nel 2016, a soli 49 anni, dopo la visita storica di Papa Francesco a Bangui, durante la quale il Santo Padre ha aperto per la prima volta la Porta Santa fuori dal Vaticano.

Il cardinale Dieudonné Nzapalainga si è distinto per il suo impegno a favore della pace, in stretta collaborazione con altri leader religiosi, in particolare il defunto imam Oumar Kobine-Layama e il pastore Nicolas Guerekoyame-Gbangou.

Insieme hanno costituito la Piattaforma delle Confessioni Religiose della Repubblica Centrafricana (PCRC), un organismo che mira a promuovere la coesione sociale e il dialogo interreligioso.

Uno dei contributi più importanti del cardinale è stato il suo ruolo di mediatore tra le diverse fazioni in conflitto. La sua presenza sul campo, visitando le zone di tensione e rivolgendosi direttamente alle comunità colpite, è stata fondamentale per disinnescare situazioni potenzialmente esplosive. Lo abbiamo visto fungere da collegamento tra i capi militari e il governo, invocando un cessate il fuoco e negoziati pacifici.

Un apostolo della vicinanza

Dal 29 al 31 agosto 2025, ha intrapreso una missione pastorale nelle cappelle della parrocchia “Notre Dame de Visitation” nell’arcidiocesi di Bangui. Questo viaggio gli ha permesso di visitare le cappelle di Bokassi, Mondoli e Ndimba, tutte sotto la direzione della parrocchia “Notre Dame de Visitation”. Queste cappelle si trovano lungo il fiume Oubangui. Quasi tutto il percorso della missione pastorale è stato effettuato in piroga sul fiume Oubangui, passando da una cappella all’altra.

 La delegazione guidata dal Cardinale è stata accolta con gioia incondizionata perché, per i cristiani appartenenti a queste cappelle e per la popolazione delle suddette località nel suo complesso, la visita del Cardinale è un gesto provvidenziale e un incoraggiamento a vivere il Vangelo nella vita quotidiana. In circostanze così festive, ogni parola pronunciata dal Cardinale risuona nella comunità come un invito alla missione, come un rinnovo del patto battesimale.

Questa missione pastorale non solo simboleggia un atto di vicinanza al popolo di Dio, ma è anche la messa in pratica della conversazione tra Gesù e Pietro (cfr. Giovanni 21, 15-17): «Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di questi?”. Egli gli rispose: “Sì, Signore, tu lo sai: ti amo”. Gesù gli disse: “Pasci le mie pecore”…».

Questa missione ha anche incontrato sfide di vario genere.

piroga_ cardinale Dieudonné Nzapalainga_Repubblica-centrafricana-viaggio-pastorale

In Centrafrica, recarsi in un luogo remoto è sinonimo di un’esperienza di resilienza, ovvero abbandonare la propria realtà abituale e la dinamica quotidiana per aderire alla realtà locale e all’esperienza del presente. I mezzi di trasporto, l’alloggio, il cibo, l’atmosfera… tutto questo diventa un’esperienza di Dio quando si considera ogni atto come un dono di Dio.

Percorrere chilometri in piroga presenta enormi sfide per chi non l’ha mai fatto e per chi non sa nuotare o ha una salute cagionevole… Tutto questo crea le condizioni per un’esperienza di Dio, riponendo totale fiducia in un Padre che non ci abbandona mai, nemmeno nelle situazioni difficili.

Impatto di un’evangelizzazione di prossimità

L’impatto degli sforzi del cardinale Dieudonné Nzapalainga per l’evangelizzazione è palpabile alla luce della realtà, che ha portato alla creazione di nuove parrocchie in zone dove il popolo di Dio percorreva chilometri per raggiungere una parrocchia.

La missione pastorale svolta dal Cardinale è un modo per comprendere le difficoltà che la chiesa locale deve affrontare, al fine di trovare il modo di porvi rimedio, nella misura del possibile. Per la comunità locale, una missione di questo tipo significa che anche la chiesa madre pensa a coloro che si trovano ai confini della terra.

Immagini

  • Foto di Sylver Biakao

Dalla Repubblica Centrafricana, il nostro corrispondente Sylver Biakao ci racconta il viaggio pastorale dell’arcivescovo di Bangui, cardinale dal 2016

Il cardinale Dieudonné Nzapalainga è una figura emblematica della Chiesa cattolica centrafricana. È un uomo carismatico, noto per la sua leadership e la sua vicinanza alla comunità cristiana. È anche famoso per il suo impegno nella ricerca della pace e della riconciliazione nella Repubblica Centrafricana (RCA).

In qualità di arcivescovo di Bangui e primo cardinale centrafricano, svolge un ruolo cruciale nel processo di mediazione e dialogo intercomunitario in un Paese lacerato da decenni di conflitti di interesse politico che nel 2013 hanno assunto connotazioni religiose.

Nato il 14 marzo 1967 a Bangassou, una città situata nel sud-est della Repubblica Centrafricana, è un sacerdote della Congregazione degli Spiritani. Nominato amministratore apostolico e poi arcivescovo di Bangui nel 2012, è diventato la voce della pace nella guerra civile che ha colpito il Paese nel 2013.

È stato nominato cardinale nel 2016, a soli 49 anni, dopo la visita storica di Papa Francesco a Bangui, durante la quale il Santo Padre ha aperto per la prima volta la Porta Santa fuori dal Vaticano.

Il cardinale Dieudonné Nzapalainga si è distinto per il suo impegno a favore della pace, in stretta collaborazione con altri leader religiosi, in particolare il defunto imam Oumar Kobine-Layama e il pastore Nicolas Guerekoyame-Gbangou.

Insieme hanno costituito la Piattaforma delle Confessioni Religiose della Repubblica Centrafricana (PCRC), un organismo che mira a promuovere la coesione sociale e il dialogo interreligioso.

Uno dei contributi più importanti del cardinale è stato il suo ruolo di mediatore tra le diverse fazioni in conflitto. La sua presenza sul campo, visitando le zone di tensione e rivolgendosi direttamente alle comunità colpite, è stata fondamentale per disinnescare situazioni potenzialmente esplosive. Lo abbiamo visto fungere da collegamento tra i capi militari e il governo, invocando un cessate il fuoco e negoziati pacifici.

Un apostolo della vicinanza

Dal 29 al 31 agosto 2025, ha intrapreso una missione pastorale nelle cappelle della parrocchia “Notre Dame de Visitation” nell’arcidiocesi di Bangui. Questo viaggio gli ha permesso di visitare le cappelle di Bokassi, Mondoli e Ndimba, tutte sotto la direzione della parrocchia “Notre Dame de Visitation”. Queste cappelle si trovano lungo il fiume Oubangui. Quasi tutto il percorso della missione pastorale è stato effettuato in piroga sul fiume Oubangui, passando da una cappella all’altra.

 La delegazione guidata dal Cardinale è stata accolta con gioia incondizionata perché, per i cristiani appartenenti a queste cappelle e per la popolazione delle suddette località nel suo complesso, la visita del Cardinale è un gesto provvidenziale e un incoraggiamento a vivere il Vangelo nella vita quotidiana. In circostanze così festive, ogni parola pronunciata dal Cardinale risuona nella comunità come un invito alla missione, come un rinnovo del patto battesimale.

Questa missione pastorale non solo simboleggia un atto di vicinanza al popolo di Dio, ma è anche la messa in pratica della conversazione tra Gesù e Pietro (cfr. Giovanni 21, 15-17): «Quando ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: “Simone, figlio di Giovanni, mi ami più di questi?”. Egli gli rispose: “Sì, Signore, tu lo sai: ti amo”. Gesù gli disse: “Pasci le mie pecore”…».

Questa missione ha anche incontrato sfide di vario genere.

piroga_ cardinale Dieudonné Nzapalainga_Repubblica-centrafricana-viaggio-pastorale

In Centrafrica, recarsi in un luogo remoto è sinonimo di un’esperienza di resilienza, ovvero abbandonare la propria realtà abituale e la dinamica quotidiana per aderire alla realtà locale e all’esperienza del presente. I mezzi di trasporto, l’alloggio, il cibo, l’atmosfera… tutto questo diventa un’esperienza di Dio quando si considera ogni atto come un dono di Dio.

Percorrere chilometri in piroga presenta enormi sfide per chi non l’ha mai fatto e per chi non sa nuotare o ha una salute cagionevole… Tutto questo crea le condizioni per un’esperienza di Dio, riponendo totale fiducia in un Padre che non ci abbandona mai, nemmeno nelle situazioni difficili.

Impatto di un’evangelizzazione di prossimità

L’impatto degli sforzi del cardinale Dieudonné Nzapalainga per l’evangelizzazione è palpabile alla luce della realtà, che ha portato alla creazione di nuove parrocchie in zone dove il popolo di Dio percorreva chilometri per raggiungere una parrocchia.

La missione pastorale svolta dal Cardinale è un modo per comprendere le difficoltà che la chiesa locale deve affrontare, al fine di trovare il modo di porvi rimedio, nella misura del possibile. Per la comunità locale, una missione di questo tipo significa che anche la chiesa madre pensa a coloro che si trovano ai confini della terra.

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  • Foto di Sylver Biakao
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Il cardinale Dieudonné Nzapalainga. Le sfide di un viaggio pastorale

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