Roma | Farsi prossimi ai detenuti… come nella parrocchia a Ponte Mammolo

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15 Marzo 2026

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Foto di Fardin Khan su Unsplash

La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, nella periferia di Roma, una comunità che vive ogni giorno accanto al carcere di Carcere di Rebibbia

  1. Il Papa nelle periferie di Roma
  2. Una parrocchia accanto al carcere
  3. Visitare i carcerati, opera di misericordia
  4. La Chiesa che non dimentica nessuno

1. Il Papa nelle periferie di Roma

Oggi, domenica 15 marzo, papa Leone XIV visiterà la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, quinta tappa del ciclo di visite alle comunità parrocchiali della diocesi di Roma durante il tempo di Quaresima. Il Pontefice arriverà nel pomeriggio, accolto dai bambini, dai giovani e dalle famiglie della comunità, per incontrare poi i malati, i poveri e i volontari impegnati nei servizi di carità della parrocchia. La visita culminerà con la celebrazione della Santa Messa insieme ai sacerdoti e ai fedeli del quartiere.

2. Una parrocchia accanto al carcere

Questa comunità si trova in una periferia romana segnata da molte fragilità sociali ma anche da una forte rete di solidarietà. Nel territorio parrocchiale rientra infatti anche il carcere di Rebibbia, presenza che da sempre segna la vita del quartiere.

Per questo, la parrocchia vive una particolare attenzione verso i detenuti e verso le loro famiglie, cercando di essere un luogo di accoglienza e di vicinanza. Il parroco ha ricordato che la comunità sente questa prossimità come una vera vocazione pastorale, con il desiderio di sostenere anche percorsi di reinserimento per chi è detenuto.

3. Visitare i carcerati, opera di misericordia

La visita del Papa assume così un valore simbolico molto forte. Nel Vangelo, Gesù indica chiaramente tra le opere di misericordia corporale proprio quella di visitare i carcerati. Non si tratta soltanto di un gesto di solidarietà, ma di riconoscere che ogni persona, anche chi ha sbagliato, conserva una dignità che nessuna colpa può cancellare.

La vicinanza della Chiesa ai detenuti diventa allora un segno concreto della misericordia di Dio, che non abbandona mai nessuno e continua a offrire a tutti una possibilità di rinascita.

4. La Chiesa che non dimentica nessuno

La presenza del Papa a Ponte Mammolo ricorda proprio questo stile evangelico: una Chiesa che non resta chiusa nei propri spazi, ma si fa vicina alle periferie umane e sociali. In una comunità dove convivono migranti, famiglie in difficoltà, poveri e detenuti, la fede diventa servizio e accompagnamento.

Fonte

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La visita di Papa Leone XIV alla parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, nella periferia di Roma, una comunità che vive ogni giorno accanto al carcere di Carcere di Rebibbia

  1. Il Papa nelle periferie di Roma
  2. Una parrocchia accanto al carcere
  3. Visitare i carcerati, opera di misericordia
  4. La Chiesa che non dimentica nessuno

1. Il Papa nelle periferie di Roma

Oggi, domenica 15 marzo, papa Leone XIV visiterà la parrocchia del Sacro Cuore di Gesù a Ponte Mammolo, quinta tappa del ciclo di visite alle comunità parrocchiali della diocesi di Roma durante il tempo di Quaresima. Il Pontefice arriverà nel pomeriggio, accolto dai bambini, dai giovani e dalle famiglie della comunità, per incontrare poi i malati, i poveri e i volontari impegnati nei servizi di carità della parrocchia. La visita culminerà con la celebrazione della Santa Messa insieme ai sacerdoti e ai fedeli del quartiere.

2. Una parrocchia accanto al carcere

Questa comunità si trova in una periferia romana segnata da molte fragilità sociali ma anche da una forte rete di solidarietà. Nel territorio parrocchiale rientra infatti anche il carcere di Rebibbia, presenza che da sempre segna la vita del quartiere.

Per questo, la parrocchia vive una particolare attenzione verso i detenuti e verso le loro famiglie, cercando di essere un luogo di accoglienza e di vicinanza. Il parroco ha ricordato che la comunità sente questa prossimità come una vera vocazione pastorale, con il desiderio di sostenere anche percorsi di reinserimento per chi è detenuto.

3. Visitare i carcerati, opera di misericordia

La visita del Papa assume così un valore simbolico molto forte. Nel Vangelo, Gesù indica chiaramente tra le opere di misericordia corporale proprio quella di visitare i carcerati. Non si tratta soltanto di un gesto di solidarietà, ma di riconoscere che ogni persona, anche chi ha sbagliato, conserva una dignità che nessuna colpa può cancellare.

La vicinanza della Chiesa ai detenuti diventa allora un segno concreto della misericordia di Dio, che non abbandona mai nessuno e continua a offrire a tutti una possibilità di rinascita.

4. La Chiesa che non dimentica nessuno

La presenza del Papa a Ponte Mammolo ricorda proprio questo stile evangelico: una Chiesa che non resta chiusa nei propri spazi, ma si fa vicina alle periferie umane e sociali. In una comunità dove convivono migranti, famiglie in difficoltà, poveri e detenuti, la fede diventa servizio e accompagnamento.

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