Veglia per la pace: anche spazio + spadoni si unisce alla preghiera

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10 Aprile 2026

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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

 L’11 aprile, nella Basilica Vaticana, un’unica preghiera perché il mondo ritrovi la strada della riconciliazione

La sera dell’11 aprile, alle 20.30, la Chiesa universale vivrà un momento forte e condiviso di invocazione per la pace. Nella Basilica di San Pietro sarà Papa Leone XIV a guidare la veglia di preghiera annunciata nel messaggio pasquale, mentre in tutta Italia diocesi, parrocchie e comunità ecclesiali si uniranno spiritualmente all’appello del Pontefice. L’invito nasce dal cuore della Pasqua: far risuonare nel mondo «il grido di pace che sgorga dal cuore», chiedendo al Cristo Risorto il dono della riconciliazione tra i popoli.

La Conferenza Episcopale Italiana ha subito accolto l’iniziativa, invitando le Chiese locali ad aderire con momenti di adorazione, rosari, veglie e celebrazioni comunitarie. Non si tratta soltanto di un gesto simbolico, ma di una risposta concreta alla crescente violenza che segna il nostro tempo: guerre dimenticate, conflitti aperti, tensioni internazionali e sofferenze che colpiscono soprattutto i più fragili. Pregare insieme diventa così un atto ecclesiale e profetico, capace di opporsi alla “globalizzazione dell’indifferenza” denunciata dal Papa.

Nel suo appello pasquale, il Pontefice ha ricordato che la pace cristiana non è semplicemente assenza di guerra o silenzio delle armi, ma trasformazione del cuore umano. Solo una conversione interiore può generare relazioni nuove tra persone e nazioni, aprendo cammini di dialogo là dove sembrano prevalere paura e ostilità. Per questo la veglia di domani assume il valore di un segno spirituale universale: affidare a Dio le ferite del mondo e riconoscere che la pace nasce prima di tutto dalla misericordia.

Anche spazio + spadoni si unisce con fede a questo momento di comunione ecclesiale e invita amici, volontari, sostenitori e tutte le persone di buona volontà a dedicare un tempo di silenzio e preghiera per le vittime delle guerre, per i popoli oppressi e per chi lavora ogni giorno come artigiano di pace.
In un mondo attraversato da divisioni profonde, la preghiera diventa un gesto di misericordia concreta: custodire la speranza, sostenere chi soffre e credere che il bene può ancora vincere il male.

Domani sera, mentre da San Pietro salirà la preghiera del Papa, anche dalle case, dalle comunità e dalle periferie del mondo potrà elevarsi un’unica invocazione. Perché la pace — dono fragile e necessario — non resti un desiderio lontano, ma diventi responsabilità condivisa e cammino quotidiano di tutta l’umanità.

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  • Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

 L’11 aprile, nella Basilica Vaticana, un’unica preghiera perché il mondo ritrovi la strada della riconciliazione

La sera dell’11 aprile, alle 20.30, la Chiesa universale vivrà un momento forte e condiviso di invocazione per la pace. Nella Basilica di San Pietro sarà Papa Leone XIV a guidare la veglia di preghiera annunciata nel messaggio pasquale, mentre in tutta Italia diocesi, parrocchie e comunità ecclesiali si uniranno spiritualmente all’appello del Pontefice. L’invito nasce dal cuore della Pasqua: far risuonare nel mondo «il grido di pace che sgorga dal cuore», chiedendo al Cristo Risorto il dono della riconciliazione tra i popoli.

La Conferenza Episcopale Italiana ha subito accolto l’iniziativa, invitando le Chiese locali ad aderire con momenti di adorazione, rosari, veglie e celebrazioni comunitarie. Non si tratta soltanto di un gesto simbolico, ma di una risposta concreta alla crescente violenza che segna il nostro tempo: guerre dimenticate, conflitti aperti, tensioni internazionali e sofferenze che colpiscono soprattutto i più fragili. Pregare insieme diventa così un atto ecclesiale e profetico, capace di opporsi alla “globalizzazione dell’indifferenza” denunciata dal Papa.

Nel suo appello pasquale, il Pontefice ha ricordato che la pace cristiana non è semplicemente assenza di guerra o silenzio delle armi, ma trasformazione del cuore umano. Solo una conversione interiore può generare relazioni nuove tra persone e nazioni, aprendo cammini di dialogo là dove sembrano prevalere paura e ostilità. Per questo la veglia di domani assume il valore di un segno spirituale universale: affidare a Dio le ferite del mondo e riconoscere che la pace nasce prima di tutto dalla misericordia.

Anche spazio + spadoni si unisce con fede a questo momento di comunione ecclesiale e invita amici, volontari, sostenitori e tutte le persone di buona volontà a dedicare un tempo di silenzio e preghiera per le vittime delle guerre, per i popoli oppressi e per chi lavora ogni giorno come artigiano di pace.
In un mondo attraversato da divisioni profonde, la preghiera diventa un gesto di misericordia concreta: custodire la speranza, sostenere chi soffre e credere che il bene può ancora vincere il male.

Domani sera, mentre da San Pietro salirà la preghiera del Papa, anche dalle case, dalle comunità e dalle periferie del mondo potrà elevarsi un’unica invocazione. Perché la pace — dono fragile e necessario — non resti un desiderio lontano, ma diventi responsabilità condivisa e cammino quotidiano di tutta l’umanità.

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