Il Papa ai ragazzi di AC: “siate operatori di pace”

Fonte: Vatican News
Nella Giornata in cui l’Azione Cattolica ha pregato per la pace, l’appello del Papa per un mondo più giusto
- Il grido per la pace nei luoghi di guerra
- Un impegno di tutti, in ogni tempo e luogo
- Oltre i confini dei conflitti: dignità, unità e speranza
1. Il grido per la pace nei luoghi di guerra
Ieri, 25 gennaio, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello per un impegno rinnovato alla riconciliazione e alla fine dei conflitti che ancora insanguinano molte parti del mondo.
E in Piazza San Pietro, al termine della preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero innanzitutto alle popolazioni duramente colpite dalla guerra in Ucraina. Le campagne di bombardamenti che continuano da mesi, con attacchi anche alle infrastrutture civili, hanno lasciato intere comunità senza elettricità, acqua e riscaldamento nel pieno dell’inverno.
Seguo con dolore quanto accade, sono vicino e prego per chi soffre”, ha detto il Papa, sottolineando come il protrarsi delle ostilità e le gravi conseguenze sui civili allarghino le ferite tra i popoli e rendano sempre più lontana una pace giusta e duratura.
Il Pontefice ha poi esteso il suo invito a pregare e operare per la pace anche in Medio Oriente e in ogni regione dove le armi continuano a parlare più della diplomazia, ricordando che spesso dietro i conflitti ci sono interessi lontani dal bene delle popolazioni coinvolte.
2. Un impegno di tutti, in ogni tempo e luogo
Nel suo discorso, Leone XIV ha ringraziato i giovani dell’Azione Cattolica di Roma, presenti a Piazza San Pietro con la tradizionale Carovana della Pace. È stato un momento di festa e testimonianza, un richiamo forte al ruolo che ciascuno – sin dalla giovane età – può avere nel costruire relazioni di fraternità. “Non siate mai violenti – né con le parole né con i gesti –, mai! Il male si vince solo con il bene”, ha esortato il Papa, ricordando l’importanza della collaborazione tra persone e popoli diversi.
La pace non è un’utopia ma un compito quotidiano: «La pace si costruisce nel rispetto dei popoli», ha affermato, invitando fedeli e comunità di tutto il mondo a intensificare il proprio impegno per risolvere i conflitti attraverso il dialogo e la giustizia.
3. Oltre i confini dei conflitti: dignità, unità e speranza
La riflessione del Papa ha toccato anche altri momenti significativi della giornata: la Giornata mondiale dei malati di lebbra, che ricorre sempre il 25 gennaio, e la conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. A chi soffre per la malattia e a chi si impegna per tutelarne la dignità, il Santo Padre ha rivolto parole di vicinanza e gratitudine.
In chiusura, il Pontefice ha ricordato il valore della Parola di Dio, in questa domenica dedicata proprio a rinnovare l’attenzione alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa, invitando i fedeli a superare le divisioni e a farsi artigiani quotidiani di pace.
Fonte e immagine
Nella Giornata in cui l’Azione Cattolica ha pregato per la pace, l’appello del Papa per un mondo più giusto
- Il grido per la pace nei luoghi di guerra
- Un impegno di tutti, in ogni tempo e luogo
- Oltre i confini dei conflitti: dignità, unità e speranza
1. Il grido per la pace nei luoghi di guerra
Ieri, 25 gennaio, Papa Leone XIV ha lanciato un forte appello per un impegno rinnovato alla riconciliazione e alla fine dei conflitti che ancora insanguinano molte parti del mondo.
E in Piazza San Pietro, al termine della preghiera dell’Angelus, il Pontefice ha rivolto il suo pensiero innanzitutto alle popolazioni duramente colpite dalla guerra in Ucraina. Le campagne di bombardamenti che continuano da mesi, con attacchi anche alle infrastrutture civili, hanno lasciato intere comunità senza elettricità, acqua e riscaldamento nel pieno dell’inverno.
Seguo con dolore quanto accade, sono vicino e prego per chi soffre”, ha detto il Papa, sottolineando come il protrarsi delle ostilità e le gravi conseguenze sui civili allarghino le ferite tra i popoli e rendano sempre più lontana una pace giusta e duratura.
Il Pontefice ha poi esteso il suo invito a pregare e operare per la pace anche in Medio Oriente e in ogni regione dove le armi continuano a parlare più della diplomazia, ricordando che spesso dietro i conflitti ci sono interessi lontani dal bene delle popolazioni coinvolte.
2. Un impegno di tutti, in ogni tempo e luogo
Nel suo discorso, Leone XIV ha ringraziato i giovani dell’Azione Cattolica di Roma, presenti a Piazza San Pietro con la tradizionale Carovana della Pace. È stato un momento di festa e testimonianza, un richiamo forte al ruolo che ciascuno – sin dalla giovane età – può avere nel costruire relazioni di fraternità. “Non siate mai violenti – né con le parole né con i gesti –, mai! Il male si vince solo con il bene”, ha esortato il Papa, ricordando l’importanza della collaborazione tra persone e popoli diversi.
La pace non è un’utopia ma un compito quotidiano: «La pace si costruisce nel rispetto dei popoli», ha affermato, invitando fedeli e comunità di tutto il mondo a intensificare il proprio impegno per risolvere i conflitti attraverso il dialogo e la giustizia.
3. Oltre i confini dei conflitti: dignità, unità e speranza
La riflessione del Papa ha toccato anche altri momenti significativi della giornata: la Giornata mondiale dei malati di lebbra, che ricorre sempre il 25 gennaio, e la conclusione della Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani. A chi soffre per la malattia e a chi si impegna per tutelarne la dignità, il Santo Padre ha rivolto parole di vicinanza e gratitudine.
In chiusura, il Pontefice ha ricordato il valore della Parola di Dio, in questa domenica dedicata proprio a rinnovare l’attenzione alla Sacra Scrittura nella vita della Chiesa, invitando i fedeli a superare le divisioni e a farsi artigiani quotidiani di pace.
Fonte e immagine

Fonte: Vatican News


