Mons. Enrico Bartoletti: un Venerabile Servo di Dio che parla al presente della Chiesa

Papa Paolo VI e Mons. Enrico Bartoletti
Grazie al contributo appassionato di don Marcello Brunini, il 21 novembre 2025 monsignor Enrico Bartoletti è stato dichiarato venerabile
L’11 novembre 2007, era stata aperta a Lucca la fase diocesana della causa per la sua beatificazione. Fu Vescovo della diocesi di Lucca
La notizia dell’autorizzazione, da parte di Papa Leone XIV, alla pubblicazione del decreto sulle virtù eroiche di Mons. Enrico Bartoletti ha risuonato nella Chiesa italiana come un dono atteso e luminoso.
«Esprimo gratitudine a Papa Leone», ha dichiarato il Card. Matteo Zuppi, «per aver riconosciuto la vita virtuosa di un pastore che ha segnato profondamente la storia ecclesiale del nostro Paese».
Bartoletti, Segretario Generale della CEI dal 1972 al 1976, è ora Venerabile.
Un uomo che ha servito la Chiesa con misericordia e visione
Il Cardinale Zuppi ricorda come Bartoletti abbia incarnato, in anni complessi per la vita sociale e politica dell’Italia, lo spirito del Concilio Vaticano II, traducendolo in scelte pastorali concrete, sobrie e radicate nel Vangelo.
La sua fu una misericordia pensata e vissuta, che si esprimeva nell’ascolto, nell’accompagnamento, nella capacità di leggere i segni dei tempi e di custodire l’unità della comunità ecclesiale.
Il suo contributo diede vita a quello che fu, di fatto,il primo grande progetto pastorale a livello nazionale: Evangelizzazione, Sacramenti, Promozione umana.
La profondità del suo rapporto con Paolo VI è testimoniata anche dal gesto del Papa che, il giorno dopo la morte di Bartoletti, si recò nella cappella della CEI per pregare davanti alla sua salma. Una scena che rimane impressa come un sigillo di stima, di affetto e di comunione: «Ho perduto il bastone della mia vecchiaia», confessò ai familiari del vescovo commossi.
Una voce per il nostro Cammino Sinodale
Nel momento in cui le nostre comunità si preparano a una nuova fase del Cammino sinodale, le sue parole tornano attuali come profezia e custodia: «La Chiesa è essenzialmente comunione, reale unione d’amore… con Dio, con i credenti e, virtualmente, con tutta l’umanità».
È lo sguardo che chiede di camminare insieme, di sostenersi, di condividere i pesi e le speranze: un riflesso limpido delle opere di misericordia spirituali, che si traducono nel consigliare, nel perdonare, nel pregare, nel portare avanti l’arte della comunione e dell’unità cantata negli Atti degli Apostoli (4,32): «la moltitudine di quelli che avevano creduto era un cuor solo e un’anima sola e nessuno diceva essere suo ciò che gli apparteneva, ma fra loro tutto era in comune».
E il suo motto episcopale, «In spe fortitudo», accompagna il Giubileo della Speranza come una bussola sicura: la fortezza viene dalla speranza in Cristo Signore, «nostra Speranza» (1Timoteo, 1,1), che si fa impegno, servizio e perseveranza.
Il contributo prezioso di don Marcello Brunini

Don Marcello Brunini
Questo riconoscimento della Chiesa non sarebbe stato possibile senza la ricerca appassionata e tenace di don Marcello Brunini, che per anni ha studiato, raccolto documenti, custodito memorie e ricostruito il percorso umano e spirituale del Venerabile: presbitero fiorentino fino al 1958, prima ausiliare e poi arcivescovo di Lucca dal 1958 al 1973) e Segretario generale della CEI dal 1972 al 5 marzo 1976, data della sua morte.
Il suo lavoro è stato un’autentica opera di misericordia verso la memoria della Chiesa: illuminare il bene, far emergere ciò che edifica, restituire alla comunità un testimone credibile di fede e coraggio.
Don Brunini ha dedicato tempo, intelligenza e cuore affinché la figura di Mons. Bartoletti potesse essere letta nella sua interezza: l’uomo, l’educatore, il teologo, il servitore umile e appassionato della Parola di Dio, il “martire” della comunione, come da alcuni è stato riconosciuto.
Il cammino che oggi giunge a questo traguardo porta anche la sua impronta discreta e fedele.
Una figura che continua a generare speranza
Dichiarare Mons. Enrico Bartoletti come Venerabile Servo di Dio significa riconoscere che la Chiesa cresce attraverso uomini ricolmi di Vangelo che hanno amato, servito, ascoltato, accompagnato.
La sua vita resta un invito e un monito incoraggiante a vivere la misericordia non come teoria, ma come stile quotidiano; non come un gesto isolato, ma come orizzonte del cammino.
In un tempo in cui la Chiesa si interroga sul proprio futuro e sulla propria missione, il Venerabile Enrico Bartoletti ricorda che la forza nasce dalla speranza cristiana; speranza che si alimenta e si custodisce solo insieme: nell’amicizia, nel confronto, nella preghiera.
Immagini
- Foto di don Marcello Brunini
Grazie al contributo appassionato di don Marcello Brunini, il 21 novembre 2025 monsignor Enrico Bartoletti è stato dichiarato venerabile
L’11 novembre 2007, era stata aperta a Lucca la fase diocesana della causa per la sua beatificazione. Fu Vescovo della diocesi di Lucca
La notizia dell’autorizzazione, da parte di Papa Leone XIV, alla pubblicazione del decreto sulle virtù eroiche di Mons. Enrico Bartoletti ha risuonato nella Chiesa italiana come un dono atteso e luminoso.
«Esprimo gratitudine a Papa Leone», ha dichiarato il Card. Matteo Zuppi, «per aver riconosciuto la vita virtuosa di un pastore che ha segnato profondamente la storia ecclesiale del nostro Paese».
Bartoletti, Segretario Generale della CEI dal 1972 al 1976, è ora Venerabile.
Un uomo che ha servito la Chiesa con misericordia e visione
Il Cardinale Zuppi ricorda come Bartoletti abbia incarnato, in anni complessi per la vita sociale e politica dell’Italia, lo spirito del Concilio Vaticano II, traducendolo in scelte pastorali concrete, sobrie e radicate nel Vangelo.
La sua fu una misericordia pensata e vissuta, che si esprimeva nell’ascolto, nell’accompagnamento, nella capacità di leggere i segni dei tempi e di custodire l’unità della comunità ecclesiale.
Il suo contributo diede vita a quello che fu, di fatto,il primo grande progetto pastorale a livello nazionale: Evangelizzazione, Sacramenti, Promozione umana.
La profondità del suo rapporto con Paolo VI è testimoniata anche dal gesto del Papa che, il giorno dopo la morte di Bartoletti, si recò nella cappella della CEI per pregare davanti alla sua salma. Una scena che rimane impressa come un sigillo di stima, di affetto e di comunione: «Ho perduto il bastone della mia vecchiaia», confessò ai familiari del vescovo commossi.
Una voce per il nostro Cammino Sinodale
Nel momento in cui le nostre comunità si preparano a una nuova fase del Cammino sinodale, le sue parole tornano attuali come profezia e custodia: «La Chiesa è essenzialmente comunione, reale unione d’amore… con Dio, con i credenti e, virtualmente, con tutta l’umanità».
È lo sguardo che chiede di camminare insieme, di sostenersi, di condividere i pesi e le speranze: un riflesso limpido delle opere di misericordia spirituali, che si traducono nel consigliare, nel perdonare, nel pregare, nel portare avanti l’arte della comunione e dell’unità cantata negli Atti degli Apostoli (4,32): «la moltitudine di quelli che avevano creduto era un cuor solo e un’anima sola e nessuno diceva essere suo ciò che gli apparteneva, ma fra loro tutto era in comune».
E il suo motto episcopale, «In spe fortitudo», accompagna il Giubileo della Speranza come una bussola sicura: la fortezza viene dalla speranza in Cristo Signore, «nostra Speranza» (1Timoteo, 1,1), che si fa impegno, servizio e perseveranza.
Il contributo prezioso di don Marcello Brunini

Don Marcello Brunini
Questo riconoscimento della Chiesa non sarebbe stato possibile senza la ricerca appassionata e tenace di don Marcello Brunini, che per anni ha studiato, raccolto documenti, custodito memorie e ricostruito il percorso umano e spirituale del Venerabile: presbitero fiorentino fino al 1958, prima ausiliare e poi arcivescovo di Lucca dal 1958 al 1973) e Segretario generale della CEI dal 1972 al 5 marzo 1976, data della sua morte.
Il suo lavoro è stato un’autentica opera di misericordia verso la memoria della Chiesa: illuminare il bene, far emergere ciò che edifica, restituire alla comunità un testimone credibile di fede e coraggio.
Don Brunini ha dedicato tempo, intelligenza e cuore affinché la figura di Mons. Bartoletti potesse essere letta nella sua interezza: l’uomo, l’educatore, il teologo, il servitore umile e appassionato della Parola di Dio, il “martire” della comunione, come da alcuni è stato riconosciuto.
Il cammino che oggi giunge a questo traguardo porta anche la sua impronta discreta e fedele.
Una figura che continua a generare speranza
Dichiarare Mons. Enrico Bartoletti come Venerabile Servo di Dio significa riconoscere che la Chiesa cresce attraverso uomini ricolmi di Vangelo che hanno amato, servito, ascoltato, accompagnato.
La sua vita resta un invito e un monito incoraggiante a vivere la misericordia non come teoria, ma come stile quotidiano; non come un gesto isolato, ma come orizzonte del cammino.
In un tempo in cui la Chiesa si interroga sul proprio futuro e sulla propria missione, il Venerabile Enrico Bartoletti ricorda che la forza nasce dalla speranza cristiana; speranza che si alimenta e si custodisce solo insieme: nell’amicizia, nel confronto, nella preghiera.
Immagini
- Foto di don Marcello Brunini

Papa Paolo VI e Mons. Enrico Bartoletti


