Africa, Zimbabwe | Le suore che trasformano la lotta all’HIV in cammino di speranza

Le suore con un anziano del villaggio
Il Centro Sketimpilo, gestito dalle Suore Missionarie del Preziosissimo Sangue diretto da suor Felistar Dube, è stato fondato nel 1998 da Suor Ludbirga Schumacher
Nel sud dello Zimbabwe, dove l’HIV continua a rappresentare una delle sfide sanitarie e sociali più dolorose, la presenza della Chiesa si rende visibile attraverso l’impegno quotidiano delle Suore Missionarie del Preziosissimo Sangue (CPS).
Le religiose operano nelle comunità più vulnerabili accompagnando malati e famiglie con una cura che unisce assistenza sanitaria, vicinanza umana e sostegno spirituale. In contesti segnati da povertà e isolamento, la loro missione diventa segno concreto di speranza per chi spesso vive anche il peso dello stigma sociale.
Tra le protagoniste di questo servizio vi è suor Felistar Dube, responsabile del Centro Sketimpilo, struttura nata per sostenere le persone sieropositive attraverso programmi di prevenzione, accesso alle terapie antiretrovirali e accompagnamento psicologico.
Accanto a lei opera anche suor Ludbirga Schumacher, impegnata nella formazione e nel sostegno comunitario.
Le suore collaborano con operatori sanitari, volontari e famiglie locali per promuovere educazione sanitaria e sensibilizzazione, aiutando soprattutto donne e giovani a comprendere come prevenire il contagio e vivere la malattia senza paura né esclusione.
La spiritualità delle Missionarie del Preziosissimo Sangue, centrata sulla redenzione e sulla guarigione che nasce dall’amore di Cristo, si traduce così in gesti quotidiani di misericordia.
Attraverso gruppi di sostegno, iniziative cooperative e percorsi di reinserimento sociale, le religiose aiutano i malati a ritrovare dignità e autonomia.
In Zimbabwe, la loro testimonianza racconta che la lotta all’HIV non è soltanto una battaglia sanitaria, ma anche un cammino umano e spirituale: una missione fatta di prossimità, solidarietà e fede vissuta accanto ai più fragili.
Fonte e immagine
Il Centro Sketimpilo, gestito dalle Suore Missionarie del Preziosissimo Sangue diretto da suor Felistar Dube, è stato fondato nel 1998 da Suor Ludbirga Schumacher
Nel sud dello Zimbabwe, dove l’HIV continua a rappresentare una delle sfide sanitarie e sociali più dolorose, la presenza della Chiesa si rende visibile attraverso l’impegno quotidiano delle Suore Missionarie del Preziosissimo Sangue (CPS).
Le religiose operano nelle comunità più vulnerabili accompagnando malati e famiglie con una cura che unisce assistenza sanitaria, vicinanza umana e sostegno spirituale. In contesti segnati da povertà e isolamento, la loro missione diventa segno concreto di speranza per chi spesso vive anche il peso dello stigma sociale.
Tra le protagoniste di questo servizio vi è suor Felistar Dube, responsabile del Centro Sketimpilo, struttura nata per sostenere le persone sieropositive attraverso programmi di prevenzione, accesso alle terapie antiretrovirali e accompagnamento psicologico.
Accanto a lei opera anche suor Ludbirga Schumacher, impegnata nella formazione e nel sostegno comunitario.
Le suore collaborano con operatori sanitari, volontari e famiglie locali per promuovere educazione sanitaria e sensibilizzazione, aiutando soprattutto donne e giovani a comprendere come prevenire il contagio e vivere la malattia senza paura né esclusione.
La spiritualità delle Missionarie del Preziosissimo Sangue, centrata sulla redenzione e sulla guarigione che nasce dall’amore di Cristo, si traduce così in gesti quotidiani di misericordia.
Attraverso gruppi di sostegno, iniziative cooperative e percorsi di reinserimento sociale, le religiose aiutano i malati a ritrovare dignità e autonomia.
In Zimbabwe, la loro testimonianza racconta che la lotta all’HIV non è soltanto una battaglia sanitaria, ma anche un cammino umano e spirituale: una missione fatta di prossimità, solidarietà e fede vissuta accanto ai più fragili.
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Le suore con un anziano del villaggio


