Amazzonia | Opere di misericordia tra gli Indios Ticuna – PRIMA PARTE

Intervista alla neo-nata Congregazione religiosa indigena delle Suore Missionarie Ticuna, nel villaggio di Belém do Solimões
In Amazzonia, c’à grande fermento per la nascita della Congregazione delle Suore Missionarie Ticuna, una congregazione totalmente indigena che ha a cuore l’annuncio alla propria gente nella propria lingua e cultura.
Fra Paolo Maria Braghini, Frate Minore Cappuccino, ha sostenuto il loro cammino e scrive così: “A queste giovani sorelle ricordo spesso l’immagine di un piccolo albero fragile che ha bisogno di tante cure e di tempo per crescere! Non devono avere fretta né guardare alle altre Congregazioni di suore che hanno già tanti anni di vita e di cammino. La loro è una nuova forma di vita consacrata a favore degli indigeni Ticuna – Maguta e noi Frati Minori Cappuccini, insieme all’équipe vocazionale Ticuna della Parrocchia Indigena São Francisco de Assis e alle sorelle di altre Congregazioni, continueremo ad accompagnare insieme questo progetto”.
Anche spazio + spadoni, da sempre attento al mondo delle congregazioni autoctone nelle zone più povere del mondo, si unisce nella preghiera e nella gioia condivisa, con l’augurio che le Sorelle Missionarie Ticuna siano generatrici di opere di misericordia là dove hanno scelto di essere presenti.
Noi di spazio + spadoni le abbiamo intervistate. Iniziamo a conoscerle meglio (prima parte).
Come si chiama la vostra congregazione?
Ir. Marieta – Il nostro nome è “Suore Missionarie Ticuna”.
Perché questo nome?
Ir. Jeane – Abbiamo scelto questo nome perché vogliamo lavorare in altri villaggi con il nostro popolo indigeno dell’etnia Ticuna con la nostra lingua e cultura madre. Vogliamo aiutarli dove vivono, ovunque siano i nostri Ticuna (Magüta), qui in Amazzonia, in Brasile (nelle Riserve Indigene Eware I ed Eware II), così come in Colombia e Perù, vogliamo aiutarli.
Da chi è stata fondata?
Ir. Cristina – Noi stesse abbiamo fondato questa nuova Congregazione del popolo Ticuna e siamo le prime sorelle a parlare nella lingua Ticuna alla nostra gente. Non è facile, ma stiamo iniziando con forza e coraggio.
Ir. Marieta – Noi, figlie del popolo Ticuna, abbiamo aperto questo nuovo cammino al nostro popolo Magüta. Abbiamo iniziato in quattro giovani: Sr. Cristina de Piranha, Sr. Lucidete de Cigana Branca, Sr. Marieta de Vendaval e Sr. Jeane de Cidade Nova. Sr. Marineide de Umariaçú I è la prima vocazione della nostra Congregazione.
Com’è nata?
Ir. Jeane – Per molti anni, Fra Paolo Maria Braghini, missionario Cappuccino, ci ha aiutato: ha pensato, pregato e provato a capire come formare un gruppo di sorelle nella nostra cultura Ticuna. Ha cercato nella preghiera la strada giusta per le tante giovani che hanno ricevuto la chiamata di Dio e, dopo diversi tentativi, Dio ha illuminato il cammino.
Anche altre sorelle (di altre Congregazioni) ci hanno aiutato a comprendere la nostra vocazione come sorelle Ticuna.
Ora, questa nostra Congregazione è nata finalmente e pian piano sta crescendo.
Ir. Marieta – All’inizio, abbiamo vissuto insieme nel villaggio di Vendaval per due anni. Al termine di questi due anni di convivenza, dopo molta preghiera, abbiamo scelto il nostro nome.
Ir. Cristina – Tutte noi, all’inizio, abbiamo partecipato agli incontri vocazionali, perché ci siamo sentite chiamati da Dio e gli abbiamo risposto accogliendo la nostra vocazione. Dio ci ha scelto tra tante giovani donne. Poi, abbiamo iniziato le Convivenze Vocazionali con una suora a Vendaval, studiando la Parola di Dio, facendo una grande esperienza sulla vita delle suore.
Ir. Lucidete – I primi tempi, nella nostra comunità, abbiamo iniziato a lavorare come catechiste con i bambini; poi, avendo iniziato a sentire che Dio ci chiamava, abbiamo iniziato a partecipare agli incontri giovanili, agli incontri vocazionali e scoperto cosa significa essere suore. Alcune di noi sono venute a vivere a Belém, a casa di Aldeney (nel 2022) per studiare e finire la maturità e per studiare il portoghese, perché nel nostro piccolo villaggio non potevamo…
Qual è il vostro carisma?
Ir. Jeane – Il nostro carisma è lavorare con la nostra gente del popolo Ticuna, per aiutare la nostra etnia dove vive (Brasile, Perù e Colombia), anche nei piccoli villaggi sui torrenti; lavorare con i giovani e aiutare i cattolici Ticuna con ciò di cui hanno bisogno…
Ir. Marineide – Il nostro carisma è aiutare la Chiesa cattolica a crescere e a rafforzarsi con la catechesi. Desideriamo annunciare e spiegare la Parola di Dio nella nostra lingua, perciò i canti e le preghiere sono in lingua Ticuna.
Dove vi trovate?
Ir. Lucidete – Viviamo qui nel villaggio di Belém do Solimões, nel Bairro Caldeirão, in una piccola casa di legno.
Ir. Jeane – Ma in futuro non resteremo solo qui; sogniamo di andare ad aiutare e vivere in altri villaggi qui in Brasile, ma anche in Colombia e Perù, e di aprire altre case quando le nostre sorelle aumenteranno di numero.
Immagine
- Foto di fra Paolo Maria Braghini
Intervista alla neo-nata Congregazione religiosa indigena delle Suore Missionarie Ticuna, nel villaggio di Belém do Solimões
In Amazzonia, c’à grande fermento per la nascita della Congregazione delle Suore Missionarie Ticuna, una congregazione totalmente indigena che ha a cuore l’annuncio alla propria gente nella propria lingua e cultura.
Fra Paolo Maria Braghini, Frate Minore Cappuccino, ha sostenuto il loro cammino e scrive così: “A queste giovani sorelle ricordo spesso l’immagine di un piccolo albero fragile che ha bisogno di tante cure e di tempo per crescere! Non devono avere fretta né guardare alle altre Congregazioni di suore che hanno già tanti anni di vita e di cammino. La loro è una nuova forma di vita consacrata a favore degli indigeni Ticuna – Maguta e noi Frati Minori Cappuccini, insieme all’équipe vocazionale Ticuna della Parrocchia Indigena São Francisco de Assis e alle sorelle di altre Congregazioni, continueremo ad accompagnare insieme questo progetto”.
Anche spazio + spadoni, da sempre attento al mondo delle congregazioni autoctone nelle zone più povere del mondo, si unisce nella preghiera e nella gioia condivisa, con l’augurio che le Sorelle Missionarie Ticuna siano generatrici di opere di misericordia là dove hanno scelto di essere presenti.
Noi di spazio + spadoni le abbiamo intervistate. Iniziamo a conoscerle meglio (prima parte).
Come si chiama la vostra congregazione?
Ir. Marieta – Il nostro nome è “Suore Missionarie Ticuna”.
Perché questo nome?
Ir. Jeane – Abbiamo scelto questo nome perché vogliamo lavorare in altri villaggi con il nostro popolo indigeno dell’etnia Ticuna con la nostra lingua e cultura madre. Vogliamo aiutarli dove vivono, ovunque siano i nostri Ticuna (Magüta), qui in Amazzonia, in Brasile (nelle Riserve Indigene Eware I ed Eware II), così come in Colombia e Perù, vogliamo aiutarli.
Da chi è stata fondata?
Ir. Cristina – Noi stesse abbiamo fondato questa nuova Congregazione del popolo Ticuna e siamo le prime sorelle a parlare nella lingua Ticuna alla nostra gente. Non è facile, ma stiamo iniziando con forza e coraggio.
Ir. Marieta – Noi, figlie del popolo Ticuna, abbiamo aperto questo nuovo cammino al nostro popolo Magüta. Abbiamo iniziato in quattro giovani: Sr. Cristina de Piranha, Sr. Lucidete de Cigana Branca, Sr. Marieta de Vendaval e Sr. Jeane de Cidade Nova. Sr. Marineide de Umariaçú I è la prima vocazione della nostra Congregazione.
Com’è nata?
Ir. Jeane – Per molti anni, Fra Paolo Maria Braghini, missionario Cappuccino, ci ha aiutato: ha pensato, pregato e provato a capire come formare un gruppo di sorelle nella nostra cultura Ticuna. Ha cercato nella preghiera la strada giusta per le tante giovani che hanno ricevuto la chiamata di Dio e, dopo diversi tentativi, Dio ha illuminato il cammino.
Anche altre sorelle (di altre Congregazioni) ci hanno aiutato a comprendere la nostra vocazione come sorelle Ticuna.
Ora, questa nostra Congregazione è nata finalmente e pian piano sta crescendo.
Ir. Marieta – All’inizio, abbiamo vissuto insieme nel villaggio di Vendaval per due anni. Al termine di questi due anni di convivenza, dopo molta preghiera, abbiamo scelto il nostro nome.
Ir. Cristina – Tutte noi, all’inizio, abbiamo partecipato agli incontri vocazionali, perché ci siamo sentite chiamati da Dio e gli abbiamo risposto accogliendo la nostra vocazione. Dio ci ha scelto tra tante giovani donne. Poi, abbiamo iniziato le Convivenze Vocazionali con una suora a Vendaval, studiando la Parola di Dio, facendo una grande esperienza sulla vita delle suore.
Ir. Lucidete – I primi tempi, nella nostra comunità, abbiamo iniziato a lavorare come catechiste con i bambini; poi, avendo iniziato a sentire che Dio ci chiamava, abbiamo iniziato a partecipare agli incontri giovanili, agli incontri vocazionali e scoperto cosa significa essere suore. Alcune di noi sono venute a vivere a Belém, a casa di Aldeney (nel 2022) per studiare e finire la maturità e per studiare il portoghese, perché nel nostro piccolo villaggio non potevamo…
Qual è il vostro carisma?
Ir. Jeane – Il nostro carisma è lavorare con la nostra gente del popolo Ticuna, per aiutare la nostra etnia dove vive (Brasile, Perù e Colombia), anche nei piccoli villaggi sui torrenti; lavorare con i giovani e aiutare i cattolici Ticuna con ciò di cui hanno bisogno…
Ir. Marineide – Il nostro carisma è aiutare la Chiesa cattolica a crescere e a rafforzarsi con la catechesi. Desideriamo annunciare e spiegare la Parola di Dio nella nostra lingua, perciò i canti e le preghiere sono in lingua Ticuna.
Dove vi trovate?
Ir. Lucidete – Viviamo qui nel villaggio di Belém do Solimões, nel Bairro Caldeirão, in una piccola casa di legno.
Ir. Jeane – Ma in futuro non resteremo solo qui; sogniamo di andare ad aiutare e vivere in altri villaggi qui in Brasile, ma anche in Colombia e Perù, e di aprire altre case quando le nostre sorelle aumenteranno di numero.
Immagine
- Foto di fra Paolo Maria Braghini
