Burundi: voti perpetui per sei fratelli del monastero di Buta

I voti perpetui
Sabato 22 novembre 2025, sei monaci del Monastero “Maria Madre della Pace” di Buta hanno emesso i voti perpetui
La Messa è stata presieduta dall’ordinario del luogo, Mons. Salvator Niciteretse, accompagnato dal padre Zacharie Bukuru, fondatore dell’Ordine, e da una trentina di sacerdoti.
Le monache e le congregazioni femminili che hanno San Benedetto come patrono erano presenti per sostenere i loro fratelli monaci.
Il Monastero Santa Maria Regina della Pace di Buta è un ordine monastico fondato nel 2005 nel diocesi di Bururi, nel sud del Paese. L’opera è stata iniziata dall’abbé Zacharie Bukuru. Ad oggi, è l’unico monastero del Burundi che accoglie monaci, e conta già 20 membri, fatto che rallegra il fondatore.
Il 22 novembre, il monastero ha accolto sei nuovi professi che hanno emesso i voti perpetui e il voto di stabilità. Prima dell’omelia, il padre Bukuru ha chiamato uno ad uno i candidati per nome, e ciascuno, accompagnato dai genitori, si è avvicinato all’altare per prendere posto davanti a tutta l’assemblea.
Vocazione, identità, missione e ostacoli della vita monastica
Nella sua omelia, il vescovo di Bururi ha articolato il suo messaggio attorno a tre idee essenziali:
-
la vocazione alla vita monastica,
-
l’identità e la missione dei monaci,
-
gli ostacoli della vita monastica e il modo per superarli.
Ha spiegato che la vita e la missione del monaco consistono nel ritirarsi dal mondo per vivere unicamente per Cristo. «L’origine della vita monastica cristiana risale al III secolo in Egitto, quando cessarono le persecuzioni romane. Uomini desiderosi di avvicinarsi a Dio cercarono la solitudine e il rinnegamento», ha ricordato il vescovo.

La vita monastica è un distacco dal mondo per una dedizione totale a Dio e alla spiritualità, con giornate scandite dalla preghiera e dal lavoro. «Secondo la vostra Regola, pregate sette volte al giorno», ha osservato il prelato, evidenziando il ruolo centrale della preghiera.
Mons. Niciteretse ha sottolineato che l’identità della vita monastica si fonda sul rinunciare alle attività mondane per una vita consacrata alla preghiera e al lavoro manuale, in comunità, sotto la guida di un abate e secondo una Regola. Ha raccomandato ai monaci di Buta di rispettare e obbedire a padre Zacharie Bukuru, loro fondatore e responsabile.
Ha poi ricordato che i monaci pronunciano i voti di povertà, castità e obbedienza, vivono in comunità, limitano le conversazioni e osservano un grande silenzio. La Regola descrive anche le virtù monastiche: obbedienza, umiltà e spirito di silenzio.
Il vescovo ha poi illustrato alcuni ostacoli tipici della vita monastica:
-
l’azione del diavolo, che si presenta in forme multiformi,
-
i cambiamenti interiori che possono portare il consacrato a dubitare della propria vocazione,
-
le trasformazioni del mondo e la corsa al denaro.
Per affrontarli, il prelato ha invitato i monaci a rimanere sempre in profonda unione con Dio, che ha chiamato ciascuno per nome: «Restate saldi nella preghiera, non solo comunitaria, ma anche personale e meditativa. Un’altra arma per superare gli ostacoli è cercare consiglio da persone sagge», ha concluso.
La gioia di consacrarsi totalmente a Dio
Fratel Joseph Ntakarutimana, uno dei professi del giorno, ha espresso con sorriso la sua grande gioia:
«Oggi, io e i miei cinque confratelli siamo molto felici e ringraziamo Dio per averci concesso questa grazia. I voti perpetui che abbiamo appena emesso saranno un grande sostegno per il nostro monastero, che oggi celebra i suoi 20 anni di esistenza. Diciamo ai nostri fratelli più giovani che questa vita è possibile e li invitiamo a continuare il cammino», ha affermato il monaco.
Immagini
- Foto di suor Gaudence Nininahazwe
Sabato 22 novembre 2025, sei monaci del Monastero “Maria Madre della Pace” di Buta hanno emesso i voti perpetui
La Messa è stata presieduta dall’ordinario del luogo, Mons. Salvator Niciteretse, accompagnato dal padre Zacharie Bukuru, fondatore dell’Ordine, e da una trentina di sacerdoti.
Le monache e le congregazioni femminili che hanno San Benedetto come patrono erano presenti per sostenere i loro fratelli monaci.
Il Monastero Santa Maria Regina della Pace di Buta è un ordine monastico fondato nel 2005 nel diocesi di Bururi, nel sud del Paese. L’opera è stata iniziata dall’abbé Zacharie Bukuru. Ad oggi, è l’unico monastero del Burundi che accoglie monaci, e conta già 20 membri, fatto che rallegra il fondatore.
Il 22 novembre, il monastero ha accolto sei nuovi professi che hanno emesso i voti perpetui e il voto di stabilità. Prima dell’omelia, il padre Bukuru ha chiamato uno ad uno i candidati per nome, e ciascuno, accompagnato dai genitori, si è avvicinato all’altare per prendere posto davanti a tutta l’assemblea.
Vocazione, identità, missione e ostacoli della vita monastica
Nella sua omelia, il vescovo di Bururi ha articolato il suo messaggio attorno a tre idee essenziali:
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la vocazione alla vita monastica,
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l’identità e la missione dei monaci,
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gli ostacoli della vita monastica e il modo per superarli.
Ha spiegato che la vita e la missione del monaco consistono nel ritirarsi dal mondo per vivere unicamente per Cristo. «L’origine della vita monastica cristiana risale al III secolo in Egitto, quando cessarono le persecuzioni romane. Uomini desiderosi di avvicinarsi a Dio cercarono la solitudine e il rinnegamento», ha ricordato il vescovo.

La vita monastica è un distacco dal mondo per una dedizione totale a Dio e alla spiritualità, con giornate scandite dalla preghiera e dal lavoro. «Secondo la vostra Regola, pregate sette volte al giorno», ha osservato il prelato, evidenziando il ruolo centrale della preghiera.
Mons. Niciteretse ha sottolineato che l’identità della vita monastica si fonda sul rinunciare alle attività mondane per una vita consacrata alla preghiera e al lavoro manuale, in comunità, sotto la guida di un abate e secondo una Regola. Ha raccomandato ai monaci di Buta di rispettare e obbedire a padre Zacharie Bukuru, loro fondatore e responsabile.
Ha poi ricordato che i monaci pronunciano i voti di povertà, castità e obbedienza, vivono in comunità, limitano le conversazioni e osservano un grande silenzio. La Regola descrive anche le virtù monastiche: obbedienza, umiltà e spirito di silenzio.
Il vescovo ha poi illustrato alcuni ostacoli tipici della vita monastica:
-
l’azione del diavolo, che si presenta in forme multiformi,
-
i cambiamenti interiori che possono portare il consacrato a dubitare della propria vocazione,
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le trasformazioni del mondo e la corsa al denaro.
Per affrontarli, il prelato ha invitato i monaci a rimanere sempre in profonda unione con Dio, che ha chiamato ciascuno per nome: «Restate saldi nella preghiera, non solo comunitaria, ma anche personale e meditativa. Un’altra arma per superare gli ostacoli è cercare consiglio da persone sagge», ha concluso.
La gioia di consacrarsi totalmente a Dio
Fratel Joseph Ntakarutimana, uno dei professi del giorno, ha espresso con sorriso la sua grande gioia:
«Oggi, io e i miei cinque confratelli siamo molto felici e ringraziamo Dio per averci concesso questa grazia. I voti perpetui che abbiamo appena emesso saranno un grande sostegno per il nostro monastero, che oggi celebra i suoi 20 anni di esistenza. Diciamo ai nostri fratelli più giovani che questa vita è possibile e li invitiamo a continuare il cammino», ha affermato il monaco.
Immagini
- Foto di suor Gaudence Nininahazwe

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