Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne | Suor Giulia Leone, la suora “motociclista”

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25 Novembre 2025

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Suor-Giulia-Leone_moticiclismo-violenza-donne
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Immagine creata digitalmente da spazio + spadoni

Le opere di misericordia non restano chiuse in un convento. Per spazio + spadoni è importante raccontarle in questa Giornata particolare

Una motocicletta, un casco, lo sguardo determinato. A vederla arrivare, si direbbe una motociclista come tante. Ma suor Giulia Leone, 44 anni, passionista, è molto di più: è una religiosa che ha trasformato la sua passione per le due ruote in uno strumento di testimonianza contro la violenza sulle donne.

Ex tecnico Telecom, calabrese, entrata in congregazione dopo un percorso di discernimento che ha cambiato la sua vita, suor Giulia oggi vive la missione là dove si incrociano le fragilità più estreme: accoglie donne che hanno subito abusi, maltrattamenti, violenze domestiche e psicologiche e si fa loro sorella. «Sono in missione per conto di Dio contro la violenza sulle donne», ripete spesso. Una frase che non è uno slogan, ma la intesi del suo lavoro quotidiano.

Dietro il suo impegno ci sono storie difficili: donne sottratte a relazioni tossiche, madri con bambini in fuga, giovani segnate da traumi profondi. Suor Giulia offre un primo porto sicuro, un luogo dove essere credute, sostenute e accompagnate verso una nuova possibilità. Per molte, è la prima volta che trovano qualcuno disposto ad ascoltare senza giudicare.

Accanto a lei, in più occasioni, c’è monsignor Giulio Mencuccini, 79 anni, vescovo passionista ed ex missionario per quasi cinquant’anni in Indonesia. Anche lui biker appassionato, ha scelto di condividere con suor Giulia iniziative pubbliche di sensibilizzazione, portando il tema della violenza sulle donne fuori dalle chiese e dentro le piazze, le strade, i raduni motociclistici.

Tra queste, ricordiamo il giubileo dei motociclisti celebrato il 15 giugno scorso presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata di Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo: in quell’occasione, centinaia di centauri si sono riuniti in corteo per dire “no” alla violenza.

Suor Giulia, l’8 marzo, è stata anche premiata tra le «Donne di eccellenza» dal Comune di Nettuno “per la sua instancabile azione di accoglienza e sostegno alle donne e dei minori in difficoltà, sul territorio della diocesi”, insieme a tutta la comunità delle suore Passioniste.

Lei porta con sé una convinzione semplice e profonda: la fede non può restare chiusa in sacrestia. Deve “mettere il casco”, entrare nella realtà, farsi presenza nelle strade dove esplodono solitudini, ingiustizie, violenze. La sua missione è quella di una donna che sa che il Vangelo, per essere credibile, deve diventare gesto concreto. Anche a bordo di una moto.

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Le opere di misericordia non restano chiuse in un convento. Per spazio + spadoni è importante raccontarle in questa Giornata particolare

Una motocicletta, un casco, lo sguardo determinato. A vederla arrivare, si direbbe una motociclista come tante. Ma suor Giulia Leone, 44 anni, passionista, è molto di più: è una religiosa che ha trasformato la sua passione per le due ruote in uno strumento di testimonianza contro la violenza sulle donne.

Ex tecnico Telecom, calabrese, entrata in congregazione dopo un percorso di discernimento che ha cambiato la sua vita, suor Giulia oggi vive la missione là dove si incrociano le fragilità più estreme: accoglie donne che hanno subito abusi, maltrattamenti, violenze domestiche e psicologiche e si fa loro sorella. «Sono in missione per conto di Dio contro la violenza sulle donne», ripete spesso. Una frase che non è uno slogan, ma la intesi del suo lavoro quotidiano.

Dietro il suo impegno ci sono storie difficili: donne sottratte a relazioni tossiche, madri con bambini in fuga, giovani segnate da traumi profondi. Suor Giulia offre un primo porto sicuro, un luogo dove essere credute, sostenute e accompagnate verso una nuova possibilità. Per molte, è la prima volta che trovano qualcuno disposto ad ascoltare senza giudicare.

Accanto a lei, in più occasioni, c’è monsignor Giulio Mencuccini, 79 anni, vescovo passionista ed ex missionario per quasi cinquant’anni in Indonesia. Anche lui biker appassionato, ha scelto di condividere con suor Giulia iniziative pubbliche di sensibilizzazione, portando il tema della violenza sulle donne fuori dalle chiese e dentro le piazze, le strade, i raduni motociclistici.

Tra queste, ricordiamo il giubileo dei motociclisti celebrato il 15 giugno scorso presso il Santuario di San Gabriele dell’Addolorata di Isola del Gran Sasso, in provincia di Teramo: in quell’occasione, centinaia di centauri si sono riuniti in corteo per dire “no” alla violenza.

Suor Giulia, l’8 marzo, è stata anche premiata tra le «Donne di eccellenza» dal Comune di Nettuno “per la sua instancabile azione di accoglienza e sostegno alle donne e dei minori in difficoltà, sul territorio della diocesi”, insieme a tutta la comunità delle suore Passioniste.

Lei porta con sé una convinzione semplice e profonda: la fede non può restare chiusa in sacrestia. Deve “mettere il casco”, entrare nella realtà, farsi presenza nelle strade dove esplodono solitudini, ingiustizie, violenze. La sua missione è quella di una donna che sa che il Vangelo, per essere credibile, deve diventare gesto concreto. Anche a bordo di una moto.

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