Indonesia | La suora guardiana della foresta

Suor Veronica Iki (Fonte: Cuore Amico)
Su “Cuore Amico”, la storia di una religiosa che vive le opere di misericordia a partire dal rispetto del Creato
(di Redazione “Cuore Amico Ets”)
La vocazione religiosa di suor Veronica Iki, missionaria di Sant’Antida Thouret, l’ha portata al servizio e all’evangelizzazione dei poveri, dei malati, degli anziani e della sua terra.
Figlia di un capo villaggio Dayak, l’etnia degli indigeni abitanti della regione del Kalimantan, è cresciuta immersa nella natura più selvaggia delle foreste pluviali del Borneo che ha imparato a conoscere, rispettare e proteggere come donna prima, come religiosa poi.
È una vera e propria guardiana della foresta equatoriale, e questa profonda relazione con la natura si lega in lei all’ascolto e alla messa in pratica della Parola di Dio.
Negli ultimi anni, alcune aree forestali sono state sottratte alla coltivazione tradizionale del riso, svolta dagli indigeni, per realizzare estese piantagioni di palme da cocco, usata nell’industria alimentare e anche come combustibile, depauperando il suolo e sfruttando chi vi lavora. Molta foresta è andata distrutta e non è rimasta molta terra per coltivare il riso.
Se i Dayak vogliono restare lì devono ora imparare a coltivare meglio le risaie, a conservare e rendere fertili i terreni e ripiantare le loro specie arboree più preziose.
Per coinvolgere le famiglie in attività legate a un’agricoltura moderna e rispettosa dell’ambiente, nel solco dell’enciclica “Fratelli tutti”, suor Iki vorrebbe rendere coltivabili due terreni incolti della comunità di Sant’Antida Thouret, a Jerora ed Esperanza, per far prosperare piantagioni, coltivazioni, allevamenti, piscicoltura.
Nei mesi scorsi si è rimboccata le maniche e ha cominciato a ripulirli: si è immersa in acquitrini impraticabili e pieni di serpenti, e li ha sgombrati dalle erbacce per inserire pesci gatto e tilapie.
Ha disboscato anche una parte dei terreni per piantare ortaggi e alberi e, insieme alle consorelle e alle donne Dayak, ha appreso le tecniche di coltivazione della terra.
Molto resta ancora da fare, ma il lavoro duro non la spaventa, perché è necessario intessere legami di fratellanza fra l’uomo, la donna e il Creato che è la nostra casa comune!
Fonte e immagine
Su “Cuore Amico”, la storia di una religiosa che vive le opere di misericordia a partire dal rispetto del Creato
(di Redazione “Cuore Amico Ets”)
La vocazione religiosa di suor Veronica Iki, missionaria di Sant’Antida Thouret, l’ha portata al servizio e all’evangelizzazione dei poveri, dei malati, degli anziani e della sua terra.
Figlia di un capo villaggio Dayak, l’etnia degli indigeni abitanti della regione del Kalimantan, è cresciuta immersa nella natura più selvaggia delle foreste pluviali del Borneo che ha imparato a conoscere, rispettare e proteggere come donna prima, come religiosa poi.
È una vera e propria guardiana della foresta equatoriale, e questa profonda relazione con la natura si lega in lei all’ascolto e alla messa in pratica della Parola di Dio.
Negli ultimi anni, alcune aree forestali sono state sottratte alla coltivazione tradizionale del riso, svolta dagli indigeni, per realizzare estese piantagioni di palme da cocco, usata nell’industria alimentare e anche come combustibile, depauperando il suolo e sfruttando chi vi lavora. Molta foresta è andata distrutta e non è rimasta molta terra per coltivare il riso.
Se i Dayak vogliono restare lì devono ora imparare a coltivare meglio le risaie, a conservare e rendere fertili i terreni e ripiantare le loro specie arboree più preziose.
Per coinvolgere le famiglie in attività legate a un’agricoltura moderna e rispettosa dell’ambiente, nel solco dell’enciclica “Fratelli tutti”, suor Iki vorrebbe rendere coltivabili due terreni incolti della comunità di Sant’Antida Thouret, a Jerora ed Esperanza, per far prosperare piantagioni, coltivazioni, allevamenti, piscicoltura.
Nei mesi scorsi si è rimboccata le maniche e ha cominciato a ripulirli: si è immersa in acquitrini impraticabili e pieni di serpenti, e li ha sgombrati dalle erbacce per inserire pesci gatto e tilapie.
Ha disboscato anche una parte dei terreni per piantare ortaggi e alberi e, insieme alle consorelle e alle donne Dayak, ha appreso le tecniche di coltivazione della terra.
Molto resta ancora da fare, ma il lavoro duro non la spaventa, perché è necessario intessere legami di fratellanza fra l’uomo, la donna e il Creato che è la nostra casa comune!
Fonte e immagine

Suor Veronica Iki (Fonte: Cuore Amico)


