La regina Camilla all’UISG: portate luce nei cuori oscuri

La regina Camilla con suor Roxanne Schares, segretaria esecutiva della Uisg
Il 23 ottobre 2025, la regina Camilla d’Inghilterra ha incontrato a Roma una rappresentanza dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg)
L’incontro ha avuto luogo presso il Pontificio Collegio Beda, a margine della visita ufficiale dei sovrani britannici in Vaticano e dopo la celebrazione ecumenica nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale Camilla e il re Carlo III avevano preso parte.
Durante l’incontro, la sovrana ha espresso meraviglia e gratitudine: “Non avevo idea che ci fossero così tante suore nel mondo impegnate in questo lavoro. È straordinario e profondamente toccante”, ha dichiarato, sottolineando come il servizio delle religiose porti «luce nei cuori oscuri», specialmente in realtà provate da sofferenza, guerre e degrado sociale.
Le religiose, in rappresentanza dell’Uisg, hanno condiviso con la regina testimonianze della loro missione, della fatica, ma anche della speranza che ne nasce. Alla fine dello scambio, le suore hanno donato alla regina un dipinto simbolico realizzato da suor Sandra De Filippis (parte della rete Talitha Kum, che contrasta la tratta di esseri umani). Il quadro rappresenta volti segnati ma resilienti, una mano tesa e un uccello pronto a spiccare il volo: un’immagine di sofferenza e trasformazione, come spiegato da suor Abby Avelino, coordinatrice internazionale di Talitha Kum.
Il dono e le testimonianze si inseriscono in un contesto più ampio: la presentazione dell’Uisg da parte di suor Roxanne Schares, segretaria esecutiva dell’Unione, che ha illustrato missione, numeri e importanti aree d’intervento. L’Uisg raggruppa oltre 1.900 leader di congregazioni provenienti da 95 Paesi, rappresentando circa 600.000 suore attive ogni giorno in scuole, ospedali, comunità rurali, missioni e contesti marginali. Le religiose non sono isolate, ma “presenti nel mondo”, vicino a migranti, vittime di traffico umano, povertà e fragilità.
Tra le storie condivise, suor Schares ha raccontato della sua esperienza decennale in Kenya con il Jesuit Refugee Service, ricordando che “i rifugiati che ho incontrato sono davvero pellegrini di speranza”. Ha narrato di una ragazza ruandese di quattordici anni scappata con una sorellina, che riuscì a ricostruirsi un destino dopo passaggi difficili: da Nairobi fu segnalata all’UNHCR, poi trasferita negli Stati Uniti, dove completò gli studi e oggi ha una famiglia. Una storia che esprime come la speranza, anche nei contesti più disperati, possa dare frutti concreti.
Anche suor Abby Avelino è intervenuta per spiegare il lavoro di Talitha Kum: accogliere, accompagnare, prevenire la tratta e promuovere il riscatto delle vittime. Per lei “è più di una missione, è una vocazione di compassione”. Ha ribadito che anche nei momenti più duri, la gioia, la rinascita e l’impegno concreto sono possibili. Il dipinto donato simboleggia questa collaborazione – un invito esplicito a trasformare la sofferenza in nuovi inizi.
In sintesi, l’articolo mette in luce un momento significativo di dialogo e riconoscimento: una sovrana in visita mostra attenzione verso donne consacrate che vivono in prima linea l’impegno sociale nelle vie più difficili del mondo. Le religiose, da parte loro, rendono visibile la loro missione – spesso silenziosa – portatrice di luce, sostegno e speranza nei luoghi dove sembra prevalere l’ombra. L’incontro è stato descritto come uno scambio fraterno, dove la fede, la compassione e il servizio si incontrano, offrendo un invito a guardare con speranza e responsabilità alle fragilità umane.
Fonte e immagine
Il 23 ottobre 2025, la regina Camilla d’Inghilterra ha incontrato a Roma una rappresentanza dell’Unione Internazionale delle Superiore Generali (Uisg)
L’incontro ha avuto luogo presso il Pontificio Collegio Beda, a margine della visita ufficiale dei sovrani britannici in Vaticano e dopo la celebrazione ecumenica nella Basilica di San Paolo fuori le Mura, alla quale Camilla e il re Carlo III avevano preso parte.
Durante l’incontro, la sovrana ha espresso meraviglia e gratitudine: “Non avevo idea che ci fossero così tante suore nel mondo impegnate in questo lavoro. È straordinario e profondamente toccante”, ha dichiarato, sottolineando come il servizio delle religiose porti «luce nei cuori oscuri», specialmente in realtà provate da sofferenza, guerre e degrado sociale.
Le religiose, in rappresentanza dell’Uisg, hanno condiviso con la regina testimonianze della loro missione, della fatica, ma anche della speranza che ne nasce. Alla fine dello scambio, le suore hanno donato alla regina un dipinto simbolico realizzato da suor Sandra De Filippis (parte della rete Talitha Kum, che contrasta la tratta di esseri umani). Il quadro rappresenta volti segnati ma resilienti, una mano tesa e un uccello pronto a spiccare il volo: un’immagine di sofferenza e trasformazione, come spiegato da suor Abby Avelino, coordinatrice internazionale di Talitha Kum.
Il dono e le testimonianze si inseriscono in un contesto più ampio: la presentazione dell’Uisg da parte di suor Roxanne Schares, segretaria esecutiva dell’Unione, che ha illustrato missione, numeri e importanti aree d’intervento. L’Uisg raggruppa oltre 1.900 leader di congregazioni provenienti da 95 Paesi, rappresentando circa 600.000 suore attive ogni giorno in scuole, ospedali, comunità rurali, missioni e contesti marginali. Le religiose non sono isolate, ma “presenti nel mondo”, vicino a migranti, vittime di traffico umano, povertà e fragilità.
Tra le storie condivise, suor Schares ha raccontato della sua esperienza decennale in Kenya con il Jesuit Refugee Service, ricordando che “i rifugiati che ho incontrato sono davvero pellegrini di speranza”. Ha narrato di una ragazza ruandese di quattordici anni scappata con una sorellina, che riuscì a ricostruirsi un destino dopo passaggi difficili: da Nairobi fu segnalata all’UNHCR, poi trasferita negli Stati Uniti, dove completò gli studi e oggi ha una famiglia. Una storia che esprime come la speranza, anche nei contesti più disperati, possa dare frutti concreti.
Anche suor Abby Avelino è intervenuta per spiegare il lavoro di Talitha Kum: accogliere, accompagnare, prevenire la tratta e promuovere il riscatto delle vittime. Per lei “è più di una missione, è una vocazione di compassione”. Ha ribadito che anche nei momenti più duri, la gioia, la rinascita e l’impegno concreto sono possibili. Il dipinto donato simboleggia questa collaborazione – un invito esplicito a trasformare la sofferenza in nuovi inizi.
In sintesi, l’articolo mette in luce un momento significativo di dialogo e riconoscimento: una sovrana in visita mostra attenzione verso donne consacrate che vivono in prima linea l’impegno sociale nelle vie più difficili del mondo. Le religiose, da parte loro, rendono visibile la loro missione – spesso silenziosa – portatrice di luce, sostegno e speranza nei luoghi dove sembra prevalere l’ombra. L’incontro è stato descritto come uno scambio fraterno, dove la fede, la compassione e il servizio si incontrano, offrendo un invito a guardare con speranza e responsabilità alle fragilità umane.
Fonte e immagine

La regina Camilla con suor Roxanne Schares, segretaria esecutiva della Uisg


