RdC | Le suore lasciano Biambwe e Muhangi, ma la loro missione continua

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4 Dicembre 2025

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Foto di Rodrigue Bidubula

Dal nostro inviato Rodrigue. Le Piccole Suore della Presentazione si ritirano temporaneamente da Biambwe e Muhangi per l’aumento dell’insicurezza dopo l’assalto del 14 novembre 

La congregazione delle Piccole Suore della Presentazione (PSP) ha deciso di ritirare provvisoriamente le proprie religiose da Biambwe e da Muhangi, nella diocesi di Butembo-Beni, a causa dell’insicurezza persistente nella regione.

La decisione arriva dopo le recenti e mortali aggressioni attribuite ai ribelli ADF, che hanno preso di mira in particolare un centro di salute gestito dalla congregazione.

Suor Kasayi Kyakimwa Henriette, Madre Generale della congregazione, ha indicato che tale misura mira a proteggere la vita delle religiose, che restano comunque impegnate nella loro missione di servizio e solidarietà.

Secondo quanto riferisce, le suore di Biambwe sono scampate per un soffio alla morte mentre erano impegnate nella cura dei malati. Anche a Muhangi, la situazione di insicurezza non permette più alle religiose di svolgere in serenità i loro servizi educativi e sanitari.

Una delle sopravvissute all’attacco parla di un vero miracolo:
«Quando il nemico è arrivato, ha forzato le porte delle nostre camere. Ci sono stati spari all’altezza del convento. Abbiamo sentito colpi di arma da fuoco da ogni parte. Nel frattempo, il medico ci ha scritto dicendo che la struttura stava bruciando. Sì, i nemici hanno tentato di sfondare le porte, ma non ci sono riusciti. Dio ci ha protette: le porte hanno resistito grazie alla preghiera», racconta.

Beni saccheggiati e infrastrutture distrutte

La Madre Generale spiega che per un eventuale ritorno serviranno ingenti mezzi di ricostruzione, poiché tutto è stato devastato.

«Gli edifici sono demoliti, le attrezzature e i letti sono stati bruciati. Nel laboratorio, i microscopi e molti altri strumenti sono scomparsi. Senza sicurezza è impossibile riprendere le attività», lamenta.

Esodo massiccio della popolazione

Nello stesso contesto, dopo questo massacro, migliaia di abitanti di Kirima, Vinjo, Kalundu, Mabambi, Muhangi e altre località di Vuyinga si sono messi in cammino verso Butembo e dintorni, cercando rifugio per paura di nuovi attacchi.

Ricordiamo che lo scorso fine settimana il centro di salute gestito dalle Piccole Suore della Presentazione è stato attaccato dai ribelli ADF, causando la morte di almeno una ventina di persone, tra cui donne che allattavano e neonati sgozzati con il machete: un massacro che ha gettato l’intera popolazione nello sgomento e nel lutto.

Immagine

  • Foto di Rodrigue Bidubula

Dal nostro inviato Rodrigue. Le Piccole Suore della Presentazione si ritirano temporaneamente da Biambwe e Muhangi per l’aumento dell’insicurezza dopo l’assalto del 14 novembre 

La congregazione delle Piccole Suore della Presentazione (PSP) ha deciso di ritirare provvisoriamente le proprie religiose da Biambwe e da Muhangi, nella diocesi di Butembo-Beni, a causa dell’insicurezza persistente nella regione.

La decisione arriva dopo le recenti e mortali aggressioni attribuite ai ribelli ADF, che hanno preso di mira in particolare un centro di salute gestito dalla congregazione.

Suor Kasayi Kyakimwa Henriette, Madre Generale della congregazione, ha indicato che tale misura mira a proteggere la vita delle religiose, che restano comunque impegnate nella loro missione di servizio e solidarietà.

Secondo quanto riferisce, le suore di Biambwe sono scampate per un soffio alla morte mentre erano impegnate nella cura dei malati. Anche a Muhangi, la situazione di insicurezza non permette più alle religiose di svolgere in serenità i loro servizi educativi e sanitari.

Una delle sopravvissute all’attacco parla di un vero miracolo:
«Quando il nemico è arrivato, ha forzato le porte delle nostre camere. Ci sono stati spari all’altezza del convento. Abbiamo sentito colpi di arma da fuoco da ogni parte. Nel frattempo, il medico ci ha scritto dicendo che la struttura stava bruciando. Sì, i nemici hanno tentato di sfondare le porte, ma non ci sono riusciti. Dio ci ha protette: le porte hanno resistito grazie alla preghiera», racconta.

Beni saccheggiati e infrastrutture distrutte

La Madre Generale spiega che per un eventuale ritorno serviranno ingenti mezzi di ricostruzione, poiché tutto è stato devastato.

«Gli edifici sono demoliti, le attrezzature e i letti sono stati bruciati. Nel laboratorio, i microscopi e molti altri strumenti sono scomparsi. Senza sicurezza è impossibile riprendere le attività», lamenta.

Esodo massiccio della popolazione

Nello stesso contesto, dopo questo massacro, migliaia di abitanti di Kirima, Vinjo, Kalundu, Mabambi, Muhangi e altre località di Vuyinga si sono messi in cammino verso Butembo e dintorni, cercando rifugio per paura di nuovi attacchi.

Ricordiamo che lo scorso fine settimana il centro di salute gestito dalle Piccole Suore della Presentazione è stato attaccato dai ribelli ADF, causando la morte di almeno una ventina di persone, tra cui donne che allattavano e neonati sgozzati con il machete: un massacro che ha gettato l’intera popolazione nello sgomento e nel lutto.

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  • Foto di Rodrigue Bidubula
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